lunedì 5 giugno 2017

55° discorso del Buddha - Jîvaka Sutta - Jîvako - Del Mangiare Carne


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"Mangiare la carne spegne il seme della grande compassione."
Mahaparinirvana Sutra

Il buddismo, così come viene praticato oggi, è un sistema di dottrine e tecniche sviluppato dai seguaci di Siddharta Gautama (563-483 a.C.), meglio conosciuta come il "Budda" o "Buddha". Il titolo "Buddha" deriva dalla radice sanscrita budh, che significa "conoscere", "realizzare", "risvegliare".
I buddisti praticanti di oggi assumono posizioni diverse riguardo agli insegnamenti del Budda che, come il Cristo, non ha lasciato niente di scritto. Tuttavia le sue parole vennero registrate dai discepoli e tramandate agli altri. Molta è la confusione che questo sistema ha generato; col tempo, si sono formate migliaia e migliaia di diverse sette che, direttamente o indirettamente, rivendicano il loro "buddismo". Comunque, sono due i punti che vengono accettati all'unanimità: che Buddha raggiunse l'illuminazione suprema e che la sua compassione (ma sarebbe meglio dire "il suo assoluto rispetto") abbracciava tutto ciò che vita.
Secondo i testi buddisti, Siddharta Gautama, non ancora conosciuto con Buddha, era il figlio di un grande re che lo manteneva isolato e protetto dalle sofferenze del mondo esterno. Così, da giovane Siddharta visse una vita fantastica, lontana dalle miserie dell'esistenza materiale. All'età di ventinove anni, tuttavia, Siddharta si avventurò fuori dai confini del palazzo e per la prima volta vide un uomo anziano, un ammalato, un morto e, infine, un sannyasi (un monaco nell'ordine di rinuncia, il quale spiegò a Siddharta che i suoi primi tre incontri non erano una cosa rara, ma proprio l'inevitabile stato di sofferenza di tutti gli esseri viventi in questo mondo. Siddharta divenne triste e preoccupato, e cadde in profonda contemplazione. Decise di scoprire il modo in cui la gente avrebbe potuto conquistare il dolore.
Per prima cosa praticò una vita di digiuni e severe austerità, ma divenne così debole, per mancanza di nutrimento adeguato, che quasi morì. Ne dedusse che l'auto mortificazione non conduce alla perfezione che cercava. Disperato, divenne un mercante errante. Secondo la tradizione buddista, una sera (probabilmente intorno al 531 a.C.), mentre meditava nella foresta a Buddh Gaya, Siddharta raggiunse gli stadi preliminari dell'illuminazione. Poté vedere con chiarezza che l'esistenza materiale è illusoria e che in questo mondo è tutto transitorio. Fu sempre a Buddh Gaya, sotto il famoso Albero della Bodhi, che Siddharta fece voto di raggiungere l'illuminazione totale.
Dopo aver praticato il sadhana (disciplina spirituale) per sei anni, egli raggiunse il suo scopo e compose le Quattro Nobili Verità dell'esistenza materiale: la sofferenza regna ovunque in questo mondo in mutamento, la sofferenza nasce dal desiderio, l'estinzione del desiderio porta all'estinzione della sofferenza, il modo di estinguere il desiderio è seguire la Via in Otto Parti. La Via consiste nella corretta conoscenza, corretto fine, corretta parola, corretta condotta, corretta attività, sforzo corretto, corretta attitudine mentale e contemplazione corretta.
Un insegnamento considerato fondamentale nell'autentica dottrina buddista, e che è tutt'oggi considerato il Primo Precetto buddista: "Non uccidere, anzi mantieni e tutela ogni forma di vita."
E' interessante notare che nello stesso secolo in cui Budda insegnava la dottrina della contemplazione e della non violenza, idee analoghe venivano predicate da Confucio in Cina, da Zoroastro in Persia, da Pitagora in Grecia, da Isaia a Gerusalemme e, in un'altra parte dell'India, da Mahavira.

Ora esaminiamo e commentiamo il 55° discorso del Budda; discorso tratto dal Testo Pali che, tradotto dalla lingua pali per la prima volta da K. E. Newmman e trasferito in italiano nel 1916 da G. De Lorenzo, fu pubblicato nel 1907 dall'editore tedesco R. Riper. Il Testo Pali comprende 152 discorsi trasferiti dai discepoli del Buddha, una preziosa e inestimabile testimonianza diretta del pensiero del Buddha.

55° discorso.... Del Mangiare Carne

Nel 55° discorso, un medico accusa Buddha di mangiare la carne. A tale accusa il Buddha risponde: "Mi accusano senza ragione, ed a torto. Tre casi vi sono in cui io dico non mangiare carne: vista, sentita, sospettata." Quindi secondo il Buddha, la carne non va mangiata in nessun caso, a meno che non la si mangi per errore. Infatti egli specifica che la carne non va mangiata se uno la vede, ossia se si rende conto che è carne; la carne non va mangiata se sentita, ossia se uno è stato informato che si tratta di carne; infine, la carne non va mangiata se sospettata, ossia se uno ha solo il sospetto che quello sta mangiando potrebbe essere carne.
A convalida di ciò in seguito il Buddha aggiunge: "chi toglie la Vita (agli animali) acquista cinque volte grave colpa."
E in seguito chiarifica quali sono queste cinque colpe.

Prima colpa: "perché egli comanda: portate qui quell'animale. Quindi egli è colpevole di aver ordinato di catturare quell'animale."
Seconda colpa: "perché l'animale trascinato, tremante e riluttante, prova dolore e tormento."
Terza colpa: "perché egli ordina: uccidete quest'animale." In effetti, chi mangia carne è proprio colui che, sia pure indirettamente, dà l'ordine di uccidere l'animale.
Quarta colpa: "perché poi l'animale nella morte prova dolore e tormento." Sempre per lo stesso motivo, chi mangia carne provoca dolore e tormento agli animali.
Quinta colpa: "perché egli poi fa ristorare sconvenientemente, perciò egli s'acquista per la quinta volta grave colpa."
Con ciò il Buddha fa capire che chi mangia carne non commette solo le quattro colpe precedenti, ma anche una quinta colpa grave, ossia quella di "far ristorare sconvenientemente", ossia far mangiare questo cibo ad altri, portandoli in colpa; ed in più con un alimento sconveniente, non atto all'uomo.

Con questo discorso, Buddha chiarifica senza ombra di dubbio qual è il suo pensiero sul mangiare carne. Chi, in seguito, ha deciso di ignorare o ancor peggio modificare in mala fede il suo discorso, per poi convincere altri a farlo e a seguirlo, se ne assumerà di certo tutte le responsabilità e ne pagherà le inevitabili conseguenze.

Il buddismo in Cina e Giappone

Secondo The Encyclopedia Of Buddhism: "In Cina e Giappone mangiare carne era considerato negativo ed era bandito. Il consumo di carne gradualmente cessò (V secolo d. C.) e questa divenne la tendenza generale. Si diffuse l'abitudine di non mangiare alcun genere di carne nei templi e nei monasteri."
Attorno al VI secolo il Buddismo cominciò a stabilire un forte seguito in Giappone ma, come al solito, col passare dei secoli si andò nella direzione di una pratica meno rigorosa dei principi del Buddha.
Anche se mangiare carne, ma soprattutto pesce, è diventato abituale nel Giappone moderno, i più religiosi considerano ancora mangiare la carne un attività inferiore, e chi lo fa è tuttora considerato un fuori casta. Per esempio, carne e pesce non compaiono mai nella dieta dei monasteri buddisti zen, dove i maestri zen devono la loro reputazione a una stretta disciplina e alla adesione inalterata alle antiche regole.
I movimenti buddisti contemporanei, come quello dei Buddhists Concerned For Animal Rights, si danno da fare per ristabilire i principi vegetariani nella tradizione buddista. Del resto, basta leggere senza nessun preconcetto i discorsi del Buddha e la storia della sua vita Terrena per estirpare qualsiasi dubbio.
Chi ha tuttavia il coraggio di seguire i precetti del Gotamo Buddo e di rinunciare ad una succulenta bistecca ai ferri?
http://web.tiscali.it/vitasenzacarne/budda.html

giovedì 20 aprile 2017

IL BUDDHA E L'ALIMENTAZIONE - Canone Pali



Questo ho sentito.
Una volta il Sublime dimorava presso Râjagaham, nelbosco di manghi di Jîvako, il medico di corte. Jîvako si recò là dov'era il Sublime, lo salutò rispettosamente e si sedette accanto dicendo:
"Ho sentito che per l'asceta Gotamo tolgono la vita ed egli mangia scientemente la carne cucinata proprio per lui! Quelli che lo hanno detto, Signore, ripetono certo solo ciò che il Sublime ha detto e non a torto, lo incolpano di ciò, ma non sono da biasimare i seguaci che lo ripetono, perché parlano in accordo con la dottrina."
" Jîvako, quelli che hanno detto così non ripetono ciò che io ho detto, hanno torto e mi incolpano senza ragione. Vi sono tre casi in cui io dico di non mangiare carne: vista, sentita e sospettata. E vi sono tre casi in cui io dico di mangiare carne: nonvista, non sentita, non sospettata.
Ecco che un monaco vive nei dintorni d'un villaggioo di una città. Con animo amorevole egli irradia le quattro regioni e così anche l'alto e ilbasso: dappertutto riconoscendosi egli irradia il mondo intero con animo amorevole, con ampio, profondo, illimitato animo privo di rabbia e di rancore. E lo visita un padre di famiglia o suo figlio, e lo prega di desinare il dì seguente da lui.
Il monaco può accettare e lo fa. E il mattino seguente, preparatosi per tempo, prende mantello e scodella e si reca là dove abita il padre di famiglia o il figlio. Là giunto prende posto sul sedile che gli viene offerto, e viene servito con scelto cibo d'elemosina. Allora egli non pensa: 'E' bello veramente che questo padre di famiglia mi ospiti offrendomi scelto cibo! Ah, se egli volesse ospitarmi così anche per l'avvenire!' Egli prende questi bocconi d'elemosina non allettato, non stordito, non accalappiato, vedendo la miseria e memore dello scampo. Che pensi tu: ha forse in mente il monaco, in questa occasione, il proprio danno, o il danno di altri, o il danno di entrambi?"
"Questo no, Signore!"
"Il monaco dunque, Jîvako, in questa occasione non prende appunto nutrimento irreprensibile?"
"Certamente, Signore! Ho sentito dire: 'Brahmâ è amorevole', 'Brahmâ è immoto'. Ho visto far testimonianza di ciò il Sublime perché egli è amorevole, perché egli è immoto."
"Quella brama, quell'avversione, quell'ignoranza dacui sorge la malevolenza, è stata dal Compiuto rinnegata, troncata alla radice, resa simile al ceppo di palma, estirpata, e non può quindi mai più svilupparsi. Se le tue parole, Jîvako, hanno inteso ciò, te lo concedo."
"Appunto ciò le mie parole hanno inteso."

"Chi ora toglie la vita per il Compiuto o per un suo discepolo, costui si acquista cinque volte grave colpa. Perché egli comanda: 'Andate e portate qui quell'animale!'; per questo egli acquista per la prima volta grave colpa. Perché poi l'animale, trascinato tremante e riluttante, prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la seconda volta grave colpa. Perché poi egli ordina: 'Uccidete questo animale!'; perciò egli acquista per la terza volta grave colpa. Perché poi l'animale nel morire prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la quarta volta grave colpa. Perché poi egli fa ristorare sconvenientemente il Compiuto o i suoi discepoli; perciò egli acquista per la quinta volta grave colpa. Ecco cosa accade a chi toglie la vita per il Compiuto o per i suoi discepoli!" "Mirabile,Signore, straordinario, Signore! Conveniente nutrimento, invero, prendono i monaci. Benissimo, Signore, benissimo! Come fedele seguace voglia il Sublime considerarmi da oggi, per la vita.

Canone Pali
Sutta Pitaka
Il Canestro dei Discorsi
Majjhima Nikaya 55: Jîvaka Sutta - Jîvako
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/buddhismo/discorsimedi.pdf

martedì 7 marzo 2017

L'ANTROPOSOFIA, GLI UMANI, IL KARMA & GLI ANIMALI




L'ANTROPOSOFIA, GLI UMANI, IL KARMA & GLI ANIMALI

“La compassione per gli animali ritornerà quando gli uomini si abitueranno ad accogliere la saggezza spirituale, quando gli uomini comprenderanno nuovamente come il destino dell’umanità sia legato al destino della Terra.

Nei periodi che per così dire furono di oscuramento e nei quali subentrò il pensiero materialistico, non si potè avere nessuna giusta supposizione di tali nessi. Allora si guardava soltanto alle cose che nello spazio sono poste l'una accanto all'altra, senza tener conto del fatto che le cose, poste nello spazio l'una accanto all'altra, hanno una origine unitaria e si sono separate soltanto nel corso della evoluzione. Allora, naturalmente, non si sentiva neppure ciò che unisce gli uomini agli animali. In tutte le regioni della terra dove si ebbe la missione di occultare questa coscienza relativa al rapporto dell'uomo col mondo animale, dove invece di questa coscienza ne è subentrata un'altra che si limita allo spazio fisico esteriore, là l'uomo ha ripagato gli animali di quanto ad essi era debitore in un modo singolare, mangiandoseli.

Queste cose ci mostrano però allo stesso tempo come le concezioni del mondo siano in relazione col mondo delle sensazioni e dei sentimenti umani. Sensazioni e sentimenti sono alla fine conseguenze delle concezioni del mondo, e come si modificano le conoscenze e le concezioni del mondo, così si modificano anche le sensazioni e i sentimenti nei rapporti umani. L'uomo non poteva fare altro che seguire una evoluzione superiore, e per permettere a se stesso di salire più in alto doveva spingere altri esseri nell'abisso. Egli non poteva dare agli animali un'individualità atta a compensare nel Karma ciò che gli animali devono soffrire. Egli poteva trasmettere loro soltanto il dolore, senza poter dare la legge Karmica del compenso. Ma ciò che l'uomo non potè dare allora agli animali lo darà un giorno, quando sarà arrivato alla libertà e all'altruismo della sua individualità. Allora anche in questo campo egli sarà in grado di comprendere coscientemente l'adeguamento alla legge Karmica e dirà:

<< Devo agli animali quel che io sono. Ciò che io non posso più dare ai singoli animali, che da un'esistenza singola sono discesi in una esistenza d'ombra, ciò di cui io, per così dire, sono stato una volta responsabile verso gli animali, adesso devo a mia volta rimediarlo con gli animali, mediante il trattamento che io riserbo loro. >>

Col progredire dell'evoluzione per mezzo della coscienza dei nessi Karmici subentrerà anche un nuovo rapporto dell'uomo col regno animale, migliore di quello che esiste oggi, soprattutto in occidente. Sopravviverà un modo di trattare gli animali, grazie al quale l'uomo, dopo averli spinti in basso, li redimerà."

- Tratto dal Testo della Conferenza sul tema "Karma & Regno Animale" di Rudolf Steiner, tenutasi ad Amburgo nel giorno 17 in Maggio dell'anno 1910 -

( Rudolf Joseph Lorenz Steiner - Murakirály, 25/27 febbraio 1861 – Dornach, 30 marzo 1925 )

Filosofo, Pedagogista, Esoterista, Artista e Riformista Sociale di origini Austriache. Fondatore dell'Antroposofia, di una particolare corrente pedagogica, la Pedagogia Waldorf, di un tipo di medicina, la Medicina Antroposofica o Medicina Steineriana, oltre che l'ispiratore dell'Agricoltura Biodinamica, di uno Stile Architettonico e di uno Stile Pittorico. Ha posto anche le basi dell'Euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico e dell'Arte Della Parola. Si è occupato anche di Filosofia, Sociologia, Antropologia, Economia e Musicologia.


Fonte:
https://www.facebook.com/518014708365256/photos/a.518019695031424.1073741828.518014708365256/688818561284869/?type=3&theater 

mercoledì 22 febbraio 2017

ALIMENTAZIONE VEGETARIANA ED ESOTERISMO



L’occultista sa che gli animali sono i suoi fratelli in evoluzione e si considera il loro Angelo Custode

Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto,che produce seme; saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde.
E Dio vide quanto aveva fatto,ed ecco, era cosa molto buona
”Genesi, 1. 29, 31


Fonte:
http://www.rosacroceoggi.org/convegno2007/RELAZIONI/nunzio/ALIMENTAZIONE_VEGETARIANA_ED_ESOTERISMO_fiuggi_21-09-2007_.pdf 



FOTO:http://static.salutarmente.it/wp-content/uploads/2016/05/Alimentazione-2-493x316.jpg


Approfondimenti:
Per procurarsi della carne è sempre necessario ferire delle creature viventi e questo è un ostacolo per il raggiungimento della beatitudine celeste; si eviti dunque di mangiare carne
Considerata la disgustosa origine della carne, la crudeltà di incatenare e di uccidere delle creature, è necessario astenersi dal mangiare carne. -

 "Le Le Leggi di Manu".(Manusmṛti)
https://en.wikipedia.org/wiki/Manu_Smriti 


Il Potere dell'Alimentazione - Come l'Alimentazione influisce sulla Coscienza
https://www.amazon.it/Potere-dellAlimentazione-lAlimentazione-influisce-Coscienza-ebook/dp/B010WF3ZN6