giovedì 19 ottobre 2017

Alimentazione per vivere sani - Rudolf Steiner






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Testo sull alimentazione estratto dalle conferenze di Rudolf Steiner a Dornach (Svizzera), 22 settembre 1923, 31 luglio e 2 agosto 1924 e 8 gennaio 1923.
Alimentazione per vivere sani   - Quattro conferenze tenute agli Operai -


Ci sono persone le cui forze, ricevute con l’ereditarietà,non bastano a produrre tante energie per fare tutto il lavoro che serve a demolire i grassi vegetali,così da generare forze proprie e produrre il proprio grasso.Chi mangia solo grassi vegetali, signori miei, è un uomo che deve rinunciare a diventare grasso, perché i grassi vegetali vengono demoliti, e col demolirli si generano forze diverse.
Oppure deve avere una digestione formidabile, per cui gli riesce facile distruggere i grassi vegetali. Allora trova le forze per metter su del grasso proprio. Ma la maggior parte degli uomini è fatta in modo che essi non riescono ad accumulare sufficiente grasso proprio consumando solo grassi vegetali.
D’altra parte, se gli uomini mangiano grasso animale o carne, questi non vengono completamente demoliti.
Il grasso vegetale non va oltre l’intestino, viene distrutto nell’intestino. Ma i grassi contenuti nella carne proseguono la loro trasformazione più in là dentro l’uomo. E può darsi che lui diventi più debole che non nutrendosi di soli grassi vegetali.
Perciò dobbiamo distinguere quei corpi che non amano il grasso, corpi che non mangiano volentieri il lardo,che in particolare non gradiscono alimenti grassi – si tratta di corpi che demoliscono i grassi con relativa facilità, e con ciò vogliono formare grasso in se stessi. Questi corpi dicono a se stessi: «Quel che c’è in me di grasso, voglio produrlo da me, voglio avere il mio proprio grasso».
Ma uno che si riempie la tavola di cibi grassi, non dice: Voglio fabbricarmi da me il mio grasso, ma dice:«Tocca al mondo darmi il grasso di cui ho bisogno». Il grasso animale trapassa nel corpo, e questo costituisce una facilitazione al mangiare.
Quando il bambino lecca lo zucchero, non lo fa mica per mangiare. Sì, qualcosa di nutritivo c’è pure, ma il bambino lo fa meno per alimentarsi quanto per il gusto dolce. È la dolcezza che diviene cosciente nel leccare lo zucchero.
Ma quando l’uomo assume grasso bovino, suino,eccetera –, ciò passa nel suo corpo. Ciò soddisfa la sua voluttà né più né meno che il leccare lo zucchero soddisfa la voluttà del bambino, solo non allo stesso modo,ma l’uomo sente che vi è insita della voluttà.
Per la sua esistenza corporea l’uomo ha ovviamente bisogno anche di questa voluttà, per questo ama la carne.Si mangia perciò la carne particolarmente quando il corpo ne ha una gran voglia. Ma a questo riguardo non c’è da essere fanatici. Vi sono individui che non campano se non mangiano carne. Occorre perciò indagare sempre bene se si può veramente vivere senza carne.
Se uno riesce a fare a meno della carne, nel passare dall’alimentazione a base di carne a quella vegetariana si sente più forte di prima. Qui sta il punto: c’è chi non sopporta proprio di vivere senza carne. Ma se uno vi riesce, nel diventare vegetariano si sente più forte, perché non ha più bisogno di depositare in sé grassi estranei,e forma solo grasso proprio. È così che si sente forte.Per quanto mi riguarda devo dirvi che gli sforzi che ho dovuto affrontare da molto tempo, negli ultimi anni, non avrei potuto affrontarli in altro modo. Non avrei potuto viaggiare per notti intere, tenere il giorno seguente una conferenza, e via di questo passo. Se uno si fa fare questo lavoro dagli animali, mangiando carne,gli manca quel che si deve fare lui stesso se è vegetariano.Di questo si tratta.

Rudolf Steiner


Quattro conferenze tenute a Dornach (Svizzera), 22 settembre 1923, 31 luglio e 2 agosto 1924 e 8 gennaio 1923.
Alimentazione per vivere sani   - Quattro conferenze tenute agli Operai -

Testo originale tedesco:
Rudolf Steiner Gesunde Ernährung
(Archiati Verlag e. K., Bad Liebenzell 2006)

Traduzione di Giusi Graziuso e Pietro Archiati

Fonte: Licenza di LiberaConoscenza.it
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mercoledì 27 settembre 2017

VEGETARIANISMO PITAGORA E ORFISMO


Orfeo e gli animali. Mosaico romano di età imperiale. Palermo, Museo archeologico.
Source photo: https://it.wikipedia.org/wiki/Orfeo#/media/File:DSC00355_-_Orfeo_(epoca_romana)_-_Foto_G._Dall%27Orto.jpg

Dall'Antica Grecia al Medioevo

La pratica vegetariana era una componente centrale anche nella corrente religiosa dell'orfismo[106], sorto in Grecia anch'esso intorno al VI secolo a.C. e incentrato sulla figura mitica di Orfeo, che nel suo rapporto con la natura e la sua vicinanza al mondo animale presenta uno dei suoi aspetti più importanti[107]. Il vegetarianismo è presente nell'antica Grecia anche nel mito dell'età dell'oro: secondo le leggende diffuse nell'epoca su questa antica mitica era, il popolo umano delle origini, che viveva in una condizione di pace, benessere e abbondanza, si nutriva di soli vegetali: la caccia, l'allevamento e anche l'agricoltura erano sconosciuti e superflui in quanto la terra produceva spontaneamente e in abbondanza tutto il cibo necessario ai suoi abitanti.

Pitagora (570-495 a.C. circa) è considerato l'iniziatore e l'emblema stesso del vegetarianismo dell'antica Grecia. Questa immagine del leggendario saggio greco è legata in primo luogo ai celebri versi delle Metamorfosi del poeta romano Ovidio, un testo scritto seicento anni dopo l'epoca in cui visse Pitagora:
« Per primo si scagliò contro l'abitudine di cibarsi di animali, per primo lasciò uscire dalla sua dotta bocca parole come le seguenti [...]: «Smettetela, uomini, di profanare i vostri corpi con cibi empi! Ci sono le messi, ci sono alberi stracarichi di frutti, ci sono turgidi grappoli d'uva sulle viti! Ci sono erbe dolci e tenere [...]. Avete a disposizione il latte e il miele profumato di timo. La terra nella sua generosità vi propone in abbondanza blandi cibi e vi offre banchetti senza stragi e sangue [...]. Che enorme delitto è ingurgitare viscere altrui nelle proprie, far ingrassare il proprio corpo ingordo a spese di altri corpi, e vivere, noi animali, della morte di altri animali![108] »

I biografi e gli autori del mito pitagorico, fra cui lo stesso Ovidio, spiegano totalmente o in parte il vegetarianismo di Pitagora con la credenza nella metempsicosi[109]. Il Pitagora di Ovidio inoltre condanna anche il sacrificio rituale[110], ritenendo che la perversa dieta carnea, negazione della condizione felice dell'antica età dell'oro, sia nata col sacrificio cruento agli dèi: in tal modo, il vegetarianismo pitagorico si configura non soltanto come una scelta privata, ma anche come un rifiuto dai risvolti politici e sociali. Tuttavia, tra i seguaci di Pitagora solo coloro appartenenti alla cerchia più stretta praticavano regolarmente il vegetarianismo, mentre i discepoli della cerchia più esterna non avevano l'obbligo di rispettare la regola vegetariana[111].

Nella metempsicosi credeva anche Empedocle (490-430 a.C. circa), dedito anch'egli alla dieta pitagorica e ugualmente contrario al sacrificio animale. Secondo la leggenda, dopo una vittoria olimpica alla corsa dei carri, per rispettare l'usanza che il vincitore sacrificasse un bue, fece fabbricare un bue di mirra, incenso e aromi e lo distribuì secondo rito[112]. Eraclito, mentre dimorava sulle montagne vicino a Efeso per mediatare, si cibava di sole piante.[113] Sebbene successivamente con Aristotele (384-322 a.C.) venga negata agli animali la ragione, il logos, instaurandosi un confine netto tra l'uomo e l'animale, non tutti i suoi discepoli concordavano con questa visione, e sembra che molti siano stati vegetariani. Tra questi, Teofrasto (371-287 a.C.), autore di un trattato sulla pietà, condanna il sacrificio cruento e il consumo di carne, affermando che uccidere un animale è ingiusto, perché lo si priva della vita[114]. Senocrate (396–314 a.C.) e probabilmente Polemone (350-270/269 a.C.), scolarchi dell'Accademia di Atene[115], e alcuni dei principali platonici e neoplatonici, tra i quali Plutarco (46-120 d.C.), Porfirio (232-309 d.C.), Apollonio di Tiana (2-98 d.C.) e Plotino (203/205–270 d.C.), sono altre figure importanti dell'antica Grecia dedite al vegetarianismo[116].

Anche Epicuro era vegetariano e invitò i suoi discepoli a esserlo.[117]

Plutarco, in polemica con Aristotele e con le idee degli stoici (Seneca a parte, il quale in gioventù era vegetariano, sia per motivi di salute che per pietà verso gli animali) secondo le quali non esisterebbe alcuna relazione di giustizia tra l'uomo e gli animali, nel suo dialogo Sull'intelligenza degli animali comincia con una condanna della caccia e della macellazione, in quanto fonte di insensibilità e crudeltà e quindi causa di un danno sociale, e presenta un gran numero di argomenti a favore della razionalità animale[118]. Nel saggio Del mangiar carne, invece, si concentra sull'orrore di quella che considera come un'inutile crudeltà, legata non alla povertà e alla necessità, ma all'arroganza della ricchezza:
« ma voi, uomini d’oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con una tale sovrabbondanza? Perché calunniate la terra, come se non fosse in grado di nutrirvi? [...] Non vi vergognate di mischiare i frutti coltivati al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, senza cedere affatto a tali animali quanto a crudeltà. Ma per loro il sangue è un cibo vitale, invece per voi è semplicemente una delizia del gusto[119]. »

così anche nella celeberrima invettiva che costituisce l'introduzione dello stesso saggio:
« Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali? »

Porfirio, nell'Astinenza degli animali, tratta il sacrificio degli animali e il consumo della carne come uno sviluppo del sacrificio umano e del cannibalismo, e riconosce una piena continuità fra uomo e animale, rivendicando per quest'ultimo non solo la ragione, ma anche un linguaggio, pur se l'essere umano non è in grado di comprenderlo: «è infatti come se i corvi sostenessero che solo la loro è voce e che noi siamo privi di ragione perché non diciamo parole facilmente riconoscibili ad essi[120]». Fondamentalmente, afferma Porfirio, gli argomenti dell'uomo contro la ragione animale sono dovuti alla ghiottoneria.

Nel III secolo viene fondato nell'antica Persia il manicheismo, che presto si diffonde in tutto l'Impero romano e i cui iniziati non si cibavano né di carne né di uova e non bevevano vino – una forma di vegetarianismo che traeva origine dal loro sistema religioso, basato su una visione dualistica imperniata sul conflitto tra i due principi opposti della Luce e delle Tenebre[121].

https://it.wikipedia.org/wiki/Vegetarianismo



Pittura – François Boucher (1703-1770) » Boucher – Orfeo incanta gli animali
Source photo:
https://i1.wp.com/tanogabo.com/wp-content/uploads/2017/01/Boucher-Orfeo-incanta-gli-animali.jpg?fit=935%2C768&ssl=1

domenica 24 settembre 2017

PINK SLIME- LO SCANDALO DELLA “MELMA ROSA”CHE STA MINANDO IL CONSUMO DI CARNE NEGLI USA + video





PORTA IL NOME DI PINK SLIME “melma rosa” in italiano, il nuovo scandalo alimentare made in Usa. Il Paese a stelle e strisce, uno tra i principali consumatori di carne bovina al mondo, da alcune settimane è in subbuglio a causa di questa poltiglia rosa a bassissimo costo, diffuso additivo usato per aumentare il volume della carne macinata di hamburger, wurstel, kebab, cotolette, salsicce, ripieni di tortellini e di ravioli, chicken nuggets, salami, tutti fatti con gli scarti della carne derivata da altri processi produttivi.Il caso scoppia all’inizio del mese di Marzo, quando l’emittente televisiva ABC News ha raccontato ai consumatori americani che il 70% della carne macinata venduta negli States contiene Pink slime a loro insaputa, visto che le leggi permettono di scrivere “100% carne bovina” sulle confezioni anche quando il prodotto è costituito per il 15% da questa poltiglia fatta anche di cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, triturati molto finemente, separati dal grasso in presse ad alta pressione, fino a 200 atmosfere, irrorati poi con ammoniaca per evitare il problema dei batteri, “conditi con degli aromi artificiali” e, infine, congelati.Il Pink slime, prodotto principalmente dall’azienda Beef Product Inc. (Bpi), viene poi venduto all’ingrosso ai maggiori produttori di carne, che lo usano come additivo per fare aumentare peso e volume ai prodotti che finiranno negli scaffali dei a supermercati, fast food come McDonald’s, Burger King e Taco Bell e ristoranti. Ma è tutto regolare, anche perché per il ministero dell’Agricoltura statunitense nel 2001 il prodotto disinfettato con ammoniaca è commestibile per gli esseri umani. Che importa, poi, se le parti dei bovini solitamente scartate per precauzioni sanitarie, come quelle più vicine alla pelle che possono essere contaminate dalle feci, ci finiscono dentro?Ma, almeno questa volta, l’America non ci sta e, in seguito alla grande attenzione dei media e all’allarme lanciato dai consumatori, i produttori di carne bovina sono già alle prese con un notevole calo della domanda, mentre la BPI ha sospeso la produzione in tre dei suoi stabilimenti negli Stati Uniti

EPPURE COME SPIEGA TOM LASKAWY SU GRIST





L’ammoniaca con cui viene trattato il Pink slime è solo l’ultimo “ingrediente” di una lunga lista di prodotti chimici non etichettati utilizzati nella lavorazione di quasi tutte le carni rosse e bianche industriali.Ne sono un esempio gli elementi elencati in questo pdf dell’United Stated Department of Agriculture document, tra cui appaiono, solo per citarne alcuni, ipoclorito di calcio, usato nello sbiancamento del e nella pulizia delle piscine, acido ipobromoso, dotato di proprietà germicide, Dibromodimetilidantoinae e cloro. Ma anche alcuni antimicrobici approvati, come il sale, le spezie, il limone. E nessuno di questi elementi appare in etichetta. Perché? “Forse perché sapere quanto la carne abbia bisogno di essere trattata e disinfettata chimicamente prima di essere venduto, potrebbe scioccare e disgustare i consumatori”, spiega Tom Laskawy.E che dire poi di tutti gli altri alimenti trattati con quantità di ammoniaca anche maggiore rispetto quella utilizzata per la carne che finisce in hamburger & Co.? Un blogger ci rivela, attingendo ai dati di un documento addirittura del 1973 (e non ci sono motivi per credere che le cose siano radicalmente cambiate), che il formaggio è in cima alla lista, con 0.138 grammi di ammoniaca ogni 100 grammi, tra i cibi che ne contengano, seguito, nell’ordine, da insaccati (0,11 grammi di ammoniaca per 100 grammi), burro di arachidi (0,049 grammi per 100), maionese (0,041 grammi per 100), ketchup (0,035), gelatina (0,034), ecc.Ecco la classica “americanata”, direte voi. E invece no: se pensate che in Italia la situazione sia diversa, vi sbagliate di grosso! Anche l’attento popolo tricolore, probabilmente, non conosce davvero il cibo che compra e che poi serve a tavola. Avete mai sentito parlare di “carne separata meccanicamente”? È un termine poco noto ai consumatori, anche se usato da diverse aziende italiane, presente nelle etichette di moltissimi prodotti realizzati e venduti nel Bel Paese e tradotto dall’inglese Mechanically separated meat (MSM). Beh, indovinate un po’, questa dicitura non definisce altro che…rullo di tamburi…il pink slime. Sempre lui.





BASTA FARE UN GIRO IN UN QUALSIASI SUPERMERCATO

per rendersene conto: sono tantissimi i prodotti con questa dicitura in etichetta, dai wurstel ai cordon bleu, passando per spinacine, salumi, ripieni di tortellini e ravioli e zuppe disidratate. C’è però una differenza, spiega l’Aduc in una nota : “da noi la lavorazione degli scarti della macellazione è un fatto abituale. Anche qui si usano i resti come in Usa, ma in tutta l‘Ue è vietato disinfettare la carne con sostanze chimiche“. In questo periodo, però, la Commissione Europea sta preparando una legge alimentare più severa e da dicembre 2011 è in vigore un nuovo obbligo di etichettatura, che però sarà vincolante solo fra tre e cinque anni.”Esso contempla tra l’altro l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza per tutta la carne (finora valeva solo per quella bovina) e scritte sulle confezioni di una certa grandezza. E’ invece ancora in fase di studio una definizione univoca di carne separata meccanicamente”, spiega l’Associazione di Consumatori. Intanto, le aziende continuano purtroppo a pompare in questo modo davvero disgustoso il volume della carne che producono, ovviamente per abbattere i costi. E, visto che sono ancora troppi consumatori che non hanno scelto una dieta vegetariana o vegana, non leggono le etichette e non sanno come è fatto ciò che mangiano, il profitto è garantito…


VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=DvSWlov-fM0

venerdì 8 settembre 2017

Le mucche col buco - La fistulazione



Una mucca fistulata è una mucca con un foro praticato intenzionale in essa al fine di "ricerca scientifica". La fistulazione, da oltre 150 anni, è stata utilizzata per osservare i processi digestivi degli animali vivi, con il suo primo uso "scientifico" registrato sugli animali risalente al 1833.

In tempi moderni, i ricercatori installano un dispositivo di plastica chiamato "cannula" nell'addome aprendo così una "finestra" di accesso costante sullo stomaco dell'animale . Con ciò, osservano la velocità con la quale la mucca digerisce vari alimenti e quali sostanze chimiche / processi biologici, il cibo subisce.


I ricercatori chiamano questi fori fatti chirurgicamente, fistole, i quali sono coperti da una canulla del diametro di circa 15 cm con una mebrana trasparente , una sorta di copertura dal mondo esterno. Sono utilizzati per testare la digeribilità dei vari alimenti del bestiame, per alimentare direttamente ed in modo specifico le mucche e per osservare come il cibo passa attraverso il loro stomaco e vedere come viene elaborato. Il tutto con l'unico scopo di prolungare la vita della mucca e conseguentemente di prolungare e massimizzare la produzione del latte nell'allevamento il che equivale naturalmente per l'allevatore maggiori e più duraturi profitti.

Laverabestia.org



 




http://laverabestia.org/read_post.php?id=1215

sabato 26 agosto 2017

Traduzione di una lettera di Edgar Kupfer- Koberwitz, vegano, dal campo di concentramento di Dachau,tra crudeltà di ogni genere.



Traduzione di una lettera di Edgar Kupfer- Koberwitz, vegano, che nel campo di concentramento di Dachau passò tra crudeltà di ogni genere, mentre la morte ghermiva i prigionieri del campo giorno dopo giorno:

“Caro amico,
mi chiedi perché non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto così. Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri gloriosi del mangiar carne. Pensi a bistecche gustose, pesci saporiti, prosciutti profumati, salse e mille altre meraviglie che deliziano gli umani palati; certamente ricordi la delicatezza del pollo arrostito.
Vedi, io rifiuto tutti questi piaceri e tu pensi che solamente una penitenza, o un voto solenne, o un grande sacrificio possa indurmi a negare questo modo di godere la vita e che mi costringa ad una rinuncia.

Sei sorpreso, chiedi: – Ma perché e per quale motivo?
Te lo chiedi con intensa curiosità e pensi di poter indovinare la risposta.

Ma se io ora cerco di spiegarti la vera ragione in una frase concisa, tu rimarrai nuovamente sorpreso vedendo quanto sei lontano dal vero motivo.
Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.
Rifiuto di farlo perché ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.
So che cos'è la felicità e so che cos'è la persecuzione. Se nessuno mi perseguita, perché dovrei perseguitare altri esseri o far si che vengano perseguitati?

So che cos'è la libertà e so che cos'è la prigionia. So che cos'è la protezione e che cos'è la sofferenza. So che cos'è il rispetto e so che cos'è uccidere. Se nessuno mi fa del male, perché dovrei fare del male ad altre creature o permettere che facciano loro del male?

Se nessuno vuole uccidermi, perché dovrei uccidere altre creature o permettere che vengano ferite o uccise per il mio piacere o per convenienza?
Non è naturale che io non infligga ad altre creature ciò che io spero non venga inflitto a me? Non sarebbe estremamente ingiusto fare questo per il motivo di un piacere fisico a spese della sofferenza altrui e dell' altrui morte?
Queste creature sono più piccole e più indifese di me, ma puoi tu immaginare un uomo ragionevole con nobili sentimenti che volesse basare su questa sofferenza la rivendicazione o il diritto di abusare del più debole e del più piccolo? Non credi che sia proprio il dovere del più grande, del più forte, del superiore di proteggere le creature più deboli invece di perseguitarle e di ucciderle?
Noblesse oblige. Ed io voglio comportarmi nobilmente.

Ricordo l'epoca orribile dell'inquisizione e mi dispiace dire che il tempo dei tribunali per gli eretici non è passato, che giorno per giorno gli uomini cucinano in acque bollenti altre creature che sono state date impotenti nelle mani dei loro carnefici.

Sono inorridito dall'idea che uomini simili siano civili, non rudi barbari, non dei primitivi. Ma nonostante tutto essi sono soltanto primitivamente civilizzati, primitivamente adagiati nel loro ambiente culturale.
Sproloquiando, sorridendo, proponendo grandi idee e facendo bei discorsi, l'europeo medio commette ogni sorta di crudeltà e non perché sia costretto, ma perché vuole fare ciò. Non perché manchi della facoltà di riflettere e di rendersi conto delle orribili cose che sta facendo. Oh no! Soltanto non vuole vedere i fatti, altrimenti ne sarebbe infastidito e disturbato nei suoi piaceri.

So che la gente considera certi atti connessi al macellare come inevitabili. Ma c'è realmente questa necessità? La tesi può essere contestata. Forse esiste un genere di necessità per le persone che non hanno sviluppato ancora una piena e conscia personalità. Io non faccio loro delle prediche, scrivo a te questa lettera, ad un individuo responsabile che controlla razionalmente i suoi impulsi, che si sente conscio – internamente ed esteriormente – dei suoi atti, che sa che la nostra Corte Suprema è nella nostra coscienza e che non vi è ricorso in appello.

E' necessario che un uomo responsabile sia indotto a macellare?
In caso affermativo, ogni individuo dovrebbe avere il coraggio di farlo con le sue stesse mani. È un genere miserabile di codardia quello di pagare altra gente per fare questo lavoro macchiato di sangue dal quale l'uomo normale si ritrae inorridito e sgomento. Questa gente é pagata per questo lavoro e gli altri acquistano da loro le parti desiderate dell'animale ucciso possibilmente preparato in modo da non ricordare l'animale, il fatto che è stato ucciso.

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiché l'addestramento e il perfezionamento dell'uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri.

Non vedo alcuna ragione di sentirci oltraggiati per i grandi e per i piccoli atti di violenza e crudeltà commessi dagli altri.
Ma penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e piccoli atti di violenza e crudeltà che noi stessi commettiamo. Ed essendo molto più facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violenze e crudeltà per superarle una volta per sempre.
Poi verrà il giorno che sarà facile per noi combattere anche le crudeltà più grandi.

Ma noi tutti siamo addormentati in abitudini e attitudini ereditate, che ci aiutano ad ingoiare le nostre crudeltà senza sentirne l'amaro. Non ho alcuna intenzione di accusare persone o situazioni. Ma penso che sia mio dovere stimolare la mia coscienza nelle piccole cose, migliorare me stesso ed essere meno egoista, per essere poi in grado di agire in coerenza nei problemi più importanti.
Il punto è questo: io voglio vivere in un mondo migliore dove una più alta legge conceda più felicità a tutti.

Edgar Kupfer-Koberwitz, vegano

Fonte:
http://www.promiseland.it/2010/11/20/lettera-di-edgar-kupfer-koberwitz/

giovedì 27 luglio 2017

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori.




Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori. Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro!
Tratto da www.vegetariani-roma.it/il-sangue-dei-vegani-combatte-la-crescita-del-tumore-8-volte-meglio-di-quello-degli-onnivori-bastano-2-settimane-di-dieta-vegetale-per-alzare-le-difese-contro-il-cancro/

La dieta vegana negli ultimi anni si sta rivelando il modo più efficace per prevenire, arrestare ed invertire la progressione del cancro, in modo naturale e senza effetti collaterali debilitanti.
Due recenti studi lo confermano, uno del dottor Ornish, ricercatore di fama mondiale in seguito ai suoi studi sulle cause e sui metodi di prevenzione e di cura delle malattie cardiache attraverso una corretta alimentazione, e uno del Pritikin Center, clinica promotrice del trattamento di patologie croniche unicamente grazie a dieta ed esercizio fisico.
Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori – bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro






Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.
Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.
Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.

Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
Entro la fine dell’anno il tasso di crescita del cancro, come misurato dai test (vedi grafici figura 1 e 2), era enormemente differente tra i due gruppi. Per i pazienti a dieta vegana, i marcatori tumorali erano nettamente calati.





Ma lo studio non si è fermato qui, essendo questi risultati a dir poco rivoluzionari.
Forse una dieta vegan incrementa la forza anti-cancro del sistema immunitario?

Ornish ed i suoi colleghi ricercatori erano intenzionati a venirne a capo.
Hanno quindi preso colture di cellule tumorali umane e le hanno incubate con il sangue prelevato dai pazienti affetti da cancro, alla fine dell’anno. Il siero del sangue prelevato da chi faceva parte del gruppo di controllo ha solo debolmente inibito le cellule tumorali, riducendo la loro crescita solo del 9%, ma il siero preso da coloro che hanno trascorso l’anno consumando una dieta vegana ha inibito la crescita del cancro del 70%, quasi una differenza di 8 volte!

E Ornish ha scoperto che quanto più i pazienti si erano attenuti al programma, migliori sono stati i loro risultati, più il loro cancro sembrava essere in remissione e meglio il loro stesso sangue riusciva ad uccidere le cellule tumorali in laboratorio.

Titolo: Intensive lifestyle changes may affect the progression of prostate cancer
(I cambiamenti intensivi di stile di vita possono influenzare la progressione del cancro alla prostata)
Autori: Ornish D, et al. 2005.
Pubblicato su: Journal of Urology. 174:1065-70.

Pritikin center: 2 settimane di dieta vegana per aumentare la morte delle cellule tumorali del seno del 20-30%

Ornish e i suoi ricercatori si sono chiesti se lo stesso potesse avvenire con il cancro al seno. Questa volta però non hanno voluto attendere un anno per i risultati: hanno quindi prelevato un campione di sangue a 12 donne e poi chiesto loro di consumare una dieta vegana a basso contenuto di grassi per 14 giorni. Alla fine hanno prelevato un altro campione.
Hanno preso questi campioni e li hanno testati su 3 differenti tipi di cancro al seno: il loro sangue ha avuto il potere di rallentare e interrompere la crescita delle cellule tumorali, grazie ad appena 2 settimane di dieta vegana.
La crescita del tumore è diminuita del 6,6, 9,9 e 18,5% rispettivamente per i 3 tipi di tumore al seno considerati, mentre l’apoptosi (ovvero la morte delle cellule tumorali) è aumentata del 20, 23 e 30%.
Quindi c’è da chiedersi: che tipo di sangue vogliamo?
Uno che non ha effetti sulla crescita tumorale, oppure vogliamo un sangue che è capace di rallentare e bloccare il cancro in ogni angolo del nostro corpo?


Figura 3 – Morte delle cellule tumorali con sangue vegan

(*)apoptosi = indica una forma di morte cellulare programmata.
Si tratta di un processo ben distinto rispetto alla necrosi cellulare, e in condizioni normali contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema.
Ad esempio, durante il suo sviluppo, l’embrione umano presenta gli abbozzi di mani e piedi “palmati”: affinché le dita si differenzino, è necessario che le cellule che costituiscono le membrane interdigitali muoiano (questo processo si chiama appunto apoptosi, e non necrosi)

Titolo: Effects of a low-fat, high-fiber diet and exercise program on breast cancer risk factors in vivo and tumor cell growth and apoptosis in vitro.
(Effetti di un basso contenuto di grassi, di una dieta ricca di fibre e di un programma di esercizio sui fattori di rischio di cancro al seno, nella crescita delle cellule in vivo del tumore e l’apoptosi in vitro) (per il significato di apoptosi vedi a fine pagina)

Autori: Barnard RJ, Gonzalez JH, Liva ME, Ngo TH.
Pubblicato su: Nutr Cancer. 2006;55(1):28-34.

https://www.disinformazione.it/sangue_vegani.htm

lunedì 5 giugno 2017

55° discorso del Buddha - Jîvaka Sutta - Jîvako - Del Mangiare Carne


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"Mangiare la carne spegne il seme della grande compassione."
Mahaparinirvana Sutra

Il buddismo, così come viene praticato oggi, è un sistema di dottrine e tecniche sviluppato dai seguaci di Siddharta Gautama (563-483 a.C.), meglio conosciuta come il "Budda" o "Buddha". Il titolo "Buddha" deriva dalla radice sanscrita budh, che significa "conoscere", "realizzare", "risvegliare".
I buddisti praticanti di oggi assumono posizioni diverse riguardo agli insegnamenti del Budda che, come il Cristo, non ha lasciato niente di scritto. Tuttavia le sue parole vennero registrate dai discepoli e tramandate agli altri. Molta è la confusione che questo sistema ha generato; col tempo, si sono formate migliaia e migliaia di diverse sette che, direttamente o indirettamente, rivendicano il loro "buddismo". Comunque, sono due i punti che vengono accettati all'unanimità: che Buddha raggiunse l'illuminazione suprema e che la sua compassione (ma sarebbe meglio dire "il suo assoluto rispetto") abbracciava tutto ciò che vita.
Secondo i testi buddisti, Siddharta Gautama, non ancora conosciuto con Buddha, era il figlio di un grande re che lo manteneva isolato e protetto dalle sofferenze del mondo esterno. Così, da giovane Siddharta visse una vita fantastica, lontana dalle miserie dell'esistenza materiale. All'età di ventinove anni, tuttavia, Siddharta si avventurò fuori dai confini del palazzo e per la prima volta vide un uomo anziano, un ammalato, un morto e, infine, un sannyasi (un monaco nell'ordine di rinuncia, il quale spiegò a Siddharta che i suoi primi tre incontri non erano una cosa rara, ma proprio l'inevitabile stato di sofferenza di tutti gli esseri viventi in questo mondo. Siddharta divenne triste e preoccupato, e cadde in profonda contemplazione. Decise di scoprire il modo in cui la gente avrebbe potuto conquistare il dolore.
Per prima cosa praticò una vita di digiuni e severe austerità, ma divenne così debole, per mancanza di nutrimento adeguato, che quasi morì. Ne dedusse che l'auto mortificazione non conduce alla perfezione che cercava. Disperato, divenne un mercante errante. Secondo la tradizione buddista, una sera (probabilmente intorno al 531 a.C.), mentre meditava nella foresta a Buddh Gaya, Siddharta raggiunse gli stadi preliminari dell'illuminazione. Poté vedere con chiarezza che l'esistenza materiale è illusoria e che in questo mondo è tutto transitorio. Fu sempre a Buddh Gaya, sotto il famoso Albero della Bodhi, che Siddharta fece voto di raggiungere l'illuminazione totale.
Dopo aver praticato il sadhana (disciplina spirituale) per sei anni, egli raggiunse il suo scopo e compose le Quattro Nobili Verità dell'esistenza materiale: la sofferenza regna ovunque in questo mondo in mutamento, la sofferenza nasce dal desiderio, l'estinzione del desiderio porta all'estinzione della sofferenza, il modo di estinguere il desiderio è seguire la Via in Otto Parti. La Via consiste nella corretta conoscenza, corretto fine, corretta parola, corretta condotta, corretta attività, sforzo corretto, corretta attitudine mentale e contemplazione corretta.
Un insegnamento considerato fondamentale nell'autentica dottrina buddista, e che è tutt'oggi considerato il Primo Precetto buddista: "Non uccidere, anzi mantieni e tutela ogni forma di vita."
E' interessante notare che nello stesso secolo in cui Budda insegnava la dottrina della contemplazione e della non violenza, idee analoghe venivano predicate da Confucio in Cina, da Zoroastro in Persia, da Pitagora in Grecia, da Isaia a Gerusalemme e, in un'altra parte dell'India, da Mahavira.

Ora esaminiamo e commentiamo il 55° discorso del Budda; discorso tratto dal Testo Pali che, tradotto dalla lingua pali per la prima volta da K. E. Newmman e trasferito in italiano nel 1916 da G. De Lorenzo, fu pubblicato nel 1907 dall'editore tedesco R. Riper. Il Testo Pali comprende 152 discorsi trasferiti dai discepoli del Buddha, una preziosa e inestimabile testimonianza diretta del pensiero del Buddha.

55° discorso.... Del Mangiare Carne

Nel 55° discorso, un medico accusa Buddha di mangiare la carne. A tale accusa il Buddha risponde: "Mi accusano senza ragione, ed a torto. Tre casi vi sono in cui io dico non mangiare carne: vista, sentita, sospettata." Quindi secondo il Buddha, la carne non va mangiata in nessun caso, a meno che non la si mangi per errore. Infatti egli specifica che la carne non va mangiata se uno la vede, ossia se si rende conto che è carne; la carne non va mangiata se sentita, ossia se uno è stato informato che si tratta di carne; infine, la carne non va mangiata se sospettata, ossia se uno ha solo il sospetto che quello sta mangiando potrebbe essere carne.
A convalida di ciò in seguito il Buddha aggiunge: "chi toglie la Vita (agli animali) acquista cinque volte grave colpa."
E in seguito chiarifica quali sono queste cinque colpe.

Prima colpa: "perché egli comanda: portate qui quell'animale. Quindi egli è colpevole di aver ordinato di catturare quell'animale."
Seconda colpa: "perché l'animale trascinato, tremante e riluttante, prova dolore e tormento."
Terza colpa: "perché egli ordina: uccidete quest'animale." In effetti, chi mangia carne è proprio colui che, sia pure indirettamente, dà l'ordine di uccidere l'animale.
Quarta colpa: "perché poi l'animale nella morte prova dolore e tormento." Sempre per lo stesso motivo, chi mangia carne provoca dolore e tormento agli animali.
Quinta colpa: "perché egli poi fa ristorare sconvenientemente, perciò egli s'acquista per la quinta volta grave colpa."
Con ciò il Buddha fa capire che chi mangia carne non commette solo le quattro colpe precedenti, ma anche una quinta colpa grave, ossia quella di "far ristorare sconvenientemente", ossia far mangiare questo cibo ad altri, portandoli in colpa; ed in più con un alimento sconveniente, non atto all'uomo.

Con questo discorso, Buddha chiarifica senza ombra di dubbio qual è il suo pensiero sul mangiare carne. Chi, in seguito, ha deciso di ignorare o ancor peggio modificare in mala fede il suo discorso, per poi convincere altri a farlo e a seguirlo, se ne assumerà di certo tutte le responsabilità e ne pagherà le inevitabili conseguenze.

Il buddismo in Cina e Giappone

Secondo The Encyclopedia Of Buddhism: "In Cina e Giappone mangiare carne era considerato negativo ed era bandito. Il consumo di carne gradualmente cessò (V secolo d. C.) e questa divenne la tendenza generale. Si diffuse l'abitudine di non mangiare alcun genere di carne nei templi e nei monasteri."
Attorno al VI secolo il Buddismo cominciò a stabilire un forte seguito in Giappone ma, come al solito, col passare dei secoli si andò nella direzione di una pratica meno rigorosa dei principi del Buddha.
Anche se mangiare carne, ma soprattutto pesce, è diventato abituale nel Giappone moderno, i più religiosi considerano ancora mangiare la carne un attività inferiore, e chi lo fa è tuttora considerato un fuori casta. Per esempio, carne e pesce non compaiono mai nella dieta dei monasteri buddisti zen, dove i maestri zen devono la loro reputazione a una stretta disciplina e alla adesione inalterata alle antiche regole.
I movimenti buddisti contemporanei, come quello dei Buddhists Concerned For Animal Rights, si danno da fare per ristabilire i principi vegetariani nella tradizione buddista. Del resto, basta leggere senza nessun preconcetto i discorsi del Buddha e la storia della sua vita Terrena per estirpare qualsiasi dubbio.
Chi ha tuttavia il coraggio di seguire i precetti del Gotamo Buddo e di rinunciare ad una succulenta bistecca ai ferri?
http://web.tiscali.it/vitasenzacarne/budda.html

giovedì 20 aprile 2017

IL BUDDHA E L'ALIMENTAZIONE - Canone Pali



Questo ho sentito.
Una volta il Sublime dimorava presso Râjagaham, nelbosco di manghi di Jîvako, il medico di corte. Jîvako si recò là dov'era il Sublime, lo salutò rispettosamente e si sedette accanto dicendo:
"Ho sentito che per l'asceta Gotamo tolgono la vita ed egli mangia scientemente la carne cucinata proprio per lui! Quelli che lo hanno detto, Signore, ripetono certo solo ciò che il Sublime ha detto e non a torto, lo incolpano di ciò, ma non sono da biasimare i seguaci che lo ripetono, perché parlano in accordo con la dottrina."
" Jîvako, quelli che hanno detto così non ripetono ciò che io ho detto, hanno torto e mi incolpano senza ragione. Vi sono tre casi in cui io dico di non mangiare carne: vista, sentita e sospettata. E vi sono tre casi in cui io dico di mangiare carne: nonvista, non sentita, non sospettata.
Ecco che un monaco vive nei dintorni d'un villaggioo di una città. Con animo amorevole egli irradia le quattro regioni e così anche l'alto e ilbasso: dappertutto riconoscendosi egli irradia il mondo intero con animo amorevole, con ampio, profondo, illimitato animo privo di rabbia e di rancore. E lo visita un padre di famiglia o suo figlio, e lo prega di desinare il dì seguente da lui.
Il monaco può accettare e lo fa. E il mattino seguente, preparatosi per tempo, prende mantello e scodella e si reca là dove abita il padre di famiglia o il figlio. Là giunto prende posto sul sedile che gli viene offerto, e viene servito con scelto cibo d'elemosina. Allora egli non pensa: 'E' bello veramente che questo padre di famiglia mi ospiti offrendomi scelto cibo! Ah, se egli volesse ospitarmi così anche per l'avvenire!' Egli prende questi bocconi d'elemosina non allettato, non stordito, non accalappiato, vedendo la miseria e memore dello scampo. Che pensi tu: ha forse in mente il monaco, in questa occasione, il proprio danno, o il danno di altri, o il danno di entrambi?"
"Questo no, Signore!"
"Il monaco dunque, Jîvako, in questa occasione non prende appunto nutrimento irreprensibile?"
"Certamente, Signore! Ho sentito dire: 'Brahmâ è amorevole', 'Brahmâ è immoto'. Ho visto far testimonianza di ciò il Sublime perché egli è amorevole, perché egli è immoto."
"Quella brama, quell'avversione, quell'ignoranza dacui sorge la malevolenza, è stata dal Compiuto rinnegata, troncata alla radice, resa simile al ceppo di palma, estirpata, e non può quindi mai più svilupparsi. Se le tue parole, Jîvako, hanno inteso ciò, te lo concedo."
"Appunto ciò le mie parole hanno inteso."

"Chi ora toglie la vita per il Compiuto o per un suo discepolo, costui si acquista cinque volte grave colpa. Perché egli comanda: 'Andate e portate qui quell'animale!'; per questo egli acquista per la prima volta grave colpa. Perché poi l'animale, trascinato tremante e riluttante, prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la seconda volta grave colpa. Perché poi egli ordina: 'Uccidete questo animale!'; perciò egli acquista per la terza volta grave colpa. Perché poi l'animale nel morire prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la quarta volta grave colpa. Perché poi egli fa ristorare sconvenientemente il Compiuto o i suoi discepoli; perciò egli acquista per la quinta volta grave colpa. Ecco cosa accade a chi toglie la vita per il Compiuto o per i suoi discepoli!" "Mirabile,Signore, straordinario, Signore! Conveniente nutrimento, invero, prendono i monaci. Benissimo, Signore, benissimo! Come fedele seguace voglia il Sublime considerarmi da oggi, per la vita.

Canone Pali
Sutta Pitaka
Il Canestro dei Discorsi
Majjhima Nikaya 55: Jîvaka Sutta - Jîvako
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/buddhismo/discorsimedi.pdf

martedì 7 marzo 2017

L'ANTROPOSOFIA, GLI UMANI, IL KARMA & GLI ANIMALI




L'ANTROPOSOFIA, GLI UMANI, IL KARMA & GLI ANIMALI

“La compassione per gli animali ritornerà quando gli uomini si abitueranno ad accogliere la saggezza spirituale, quando gli uomini comprenderanno nuovamente come il destino dell’umanità sia legato al destino della Terra.

Nei periodi che per così dire furono di oscuramento e nei quali subentrò il pensiero materialistico, non si potè avere nessuna giusta supposizione di tali nessi. Allora si guardava soltanto alle cose che nello spazio sono poste l'una accanto all'altra, senza tener conto del fatto che le cose, poste nello spazio l'una accanto all'altra, hanno una origine unitaria e si sono separate soltanto nel corso della evoluzione. Allora, naturalmente, non si sentiva neppure ciò che unisce gli uomini agli animali. In tutte le regioni della terra dove si ebbe la missione di occultare questa coscienza relativa al rapporto dell'uomo col mondo animale, dove invece di questa coscienza ne è subentrata un'altra che si limita allo spazio fisico esteriore, là l'uomo ha ripagato gli animali di quanto ad essi era debitore in un modo singolare, mangiandoseli.

Queste cose ci mostrano però allo stesso tempo come le concezioni del mondo siano in relazione col mondo delle sensazioni e dei sentimenti umani. Sensazioni e sentimenti sono alla fine conseguenze delle concezioni del mondo, e come si modificano le conoscenze e le concezioni del mondo, così si modificano anche le sensazioni e i sentimenti nei rapporti umani. L'uomo non poteva fare altro che seguire una evoluzione superiore, e per permettere a se stesso di salire più in alto doveva spingere altri esseri nell'abisso. Egli non poteva dare agli animali un'individualità atta a compensare nel Karma ciò che gli animali devono soffrire. Egli poteva trasmettere loro soltanto il dolore, senza poter dare la legge Karmica del compenso. Ma ciò che l'uomo non potè dare allora agli animali lo darà un giorno, quando sarà arrivato alla libertà e all'altruismo della sua individualità. Allora anche in questo campo egli sarà in grado di comprendere coscientemente l'adeguamento alla legge Karmica e dirà:

<< Devo agli animali quel che io sono. Ciò che io non posso più dare ai singoli animali, che da un'esistenza singola sono discesi in una esistenza d'ombra, ciò di cui io, per così dire, sono stato una volta responsabile verso gli animali, adesso devo a mia volta rimediarlo con gli animali, mediante il trattamento che io riserbo loro. >>

Col progredire dell'evoluzione per mezzo della coscienza dei nessi Karmici subentrerà anche un nuovo rapporto dell'uomo col regno animale, migliore di quello che esiste oggi, soprattutto in occidente. Sopravviverà un modo di trattare gli animali, grazie al quale l'uomo, dopo averli spinti in basso, li redimerà."

- Tratto dal Testo della Conferenza sul tema "Karma & Regno Animale" di Rudolf Steiner, tenutasi ad Amburgo nel giorno 17 in Maggio dell'anno 1910 -

( Rudolf Joseph Lorenz Steiner - Murakirály, 25/27 febbraio 1861 – Dornach, 30 marzo 1925 )

Filosofo, Pedagogista, Esoterista, Artista e Riformista Sociale di origini Austriache. Fondatore dell'Antroposofia, di una particolare corrente pedagogica, la Pedagogia Waldorf, di un tipo di medicina, la Medicina Antroposofica o Medicina Steineriana, oltre che l'ispiratore dell'Agricoltura Biodinamica, di uno Stile Architettonico e di uno Stile Pittorico. Ha posto anche le basi dell'Euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico e dell'Arte Della Parola. Si è occupato anche di Filosofia, Sociologia, Antropologia, Economia e Musicologia.


Fonte:
https://www.facebook.com/518014708365256/photos/a.518019695031424.1073741828.518014708365256/688818561284869/?type=3&theater 

mercoledì 22 febbraio 2017

ALIMENTAZIONE VEGETARIANA ED ESOTERISMO



L’occultista sa che gli animali sono i suoi fratelli in evoluzione e si considera il loro Angelo Custode

Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto,che produce seme; saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde.
E Dio vide quanto aveva fatto,ed ecco, era cosa molto buona
”Genesi, 1. 29, 31


Fonte:
http://www.rosacroceoggi.org/convegno2007/RELAZIONI/nunzio/ALIMENTAZIONE_VEGETARIANA_ED_ESOTERISMO_fiuggi_21-09-2007_.pdf 



FOTO:http://static.salutarmente.it/wp-content/uploads/2016/05/Alimentazione-2-493x316.jpg


Approfondimenti:
Per procurarsi della carne è sempre necessario ferire delle creature viventi e questo è un ostacolo per il raggiungimento della beatitudine celeste; si eviti dunque di mangiare carne
Considerata la disgustosa origine della carne, la crudeltà di incatenare e di uccidere delle creature, è necessario astenersi dal mangiare carne. -

 "Le Le Leggi di Manu".(Manusmṛti)
https://en.wikipedia.org/wiki/Manu_Smriti 


Il Potere dell'Alimentazione - Come l'Alimentazione influisce sulla Coscienza
https://www.amazon.it/Potere-dellAlimentazione-lAlimentazione-influisce-Coscienza-ebook/dp/B010WF3ZN6