venerdì 31 luglio 2015

CHI HA DECISO LA FAME NEL MONDO,CONTROLLA IL NOSTRO CIBO E CI TRATTA COME POLLI D’ALLEVAMENTO




 Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.


Che ci crediate o meno, il cibo è uno degli strumenti di controllo più potenti del Sistema, a livello economico e politico. C’è quindi qualcuno che ha interesse a decidere «se», «come» e «quanto» cibo farci arrivare.

È attraverso la scarsità di una risorsa che è possibile controllare chi quella risorsa fa fatica a procurarsela. E così il nostro sistema si basa sulla scarsità. Scarsità di denaro, scarsità di cibo. Il controllo della società attraverso la scarsità è un modello socio-economico-politico teorizzato da Henry Kissinger, ex consigliere del Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti (carica che ha ricoperto dal 1969 al 1977) e premio Nobel per la Pace nel 1973 (e bisognerebbe aprire una parentesi sui legami tra le commissioni per i premi Nobel e il Sistema stesso, dato che oltre a Kissinger, anche Obama pare ne abbia vinto uno sempre per la pace…).

Una delle frasi più celebri di Kissinger è: «Control oil, and you control nations».
Controlla il petrolio e controllerai le nazioni.
Vi dice nulla questa frase, alla luce della politica estera adottata dagli Stati Uniti?
Ma c’è una frase meno celebre, ma ancora più scioccante dello stesso Kissinger, che dice: «Control food, and you control the people».
Controlla il cibo, e controllerai le persone.
E come si può controllare il cibo? La risposta è duplice: controllando la terra e controllando i semi. Vediamo come.

Land Grabbing è il titolo di un libro scritto dal giornalista d’inchiesta Stefano Liberti che espone uno dei fenomeni più recenti della nostra economia: l’accaparramento di terre. Cosa significa accaparrarsi le terre? Vuol dire impossessarsi fisicamente di un’estensione più o meno grande di terreno, al fine di sfruttarlo per la coltivazione. Questo mercato ha cominciato a svilupparsi e crescere in modo impressionante negli ultimi anni, proprio quando il mercato finanziario stava subendo un momento di crisi e aveva bisogno di nuovi business. Il «landgrabbing» sta coinvolgendo molti investitori privati (le banche in primis!) ma anche istituzionali, tra cui addirittura alcuni Stati che hanno insufficienti terre coltivabili all’interno dei propri confini nazionali per garantire approvvigionamento alimentare a tutta la propria popolazione.

Quali terre sono soggette all’accaparramento? Di certo non quelle europee né quelle degli altri paesi già industrializzati. Le terre oggetto di questo fenomeno sono quelle dei paesi del Terzo Mondo, come quelli africani. Lì è pieno di campi da coltivare, magari attualmente occupati da qualche tribù di contadini che non hanno nemmeno un atto di proprietà per rivendicarne il possesso o il diritto a occuparli. E allora per il rappresentante istituzionale di uno stato occidentale che si presenta in giacca e cravatta diventa facile stringere un accordo commerciale con i politici dello stato africano in questione: con cifre irrisorie e in poco tempo ci si accaparra letteralmente l’esclusiva di sfruttamento di un terreno per la durata di decenni.

Volete qualche esempio?
Guardiamo il caso della Daewoo. La Daewoo è una multinazionale coreana impegnata in attività di diverso genere, tra le quali, ad esempio, la produzione di automobili e di navi e la realizzazione di prodotti elettronici e di precisione per l’industria. Nel 2008 l’azienda coreana firmò un accordo con il governo del Madagascar secondo il quale la stessa Daewoo avrebbe acquisito l’esclusiva di sfruttamento di 1,3 milioni di ettari di terra presenti nell’isola africana per i successivi 99 anni. Considerando che in Madagascar il totale delle terre coltivabili ammonta a 2,5 milioni di ettari, significa che la Daewoo si era aggiudicata la gestione di più della metà della terra coltivabile sull’isola!

E come avrebbe dovuto utilizzare quelle terre, la Daewoo? Secondo l’accordo siglato dalle due parti, quelle terre sarebbero dovute diventare monocolture intensive di cibo e di biocarburante.
«A quale prezzo?», vi chiederete voi ora.

A meno di 3 dollari all’ettaro all’anno. Per un periodo di 99 anni!
E con quali garanzie? Solo una: quella di costruirvi anche delle infrastrutture che contribuissero al progresso tecnologico dell’isola: costruzione di porti, autostrade, impianti di irrigazione, linee elettriche, scuole, ospedali (oltre a quella di fornire chissà quali vantaggi o favori ai politici locali…).
C’è poi un secondo modo per controllare la produzione di cibo.
Infatti, se io non posso acquistare la terra di un contadino, come posso fare per controllarlo ugualmente?Controllo quello che lui coltiva!

Ogni anno il contadino deve piantare le sementi da cui far crescere cereali, verdure e ortaggi. Nell’immaginario comune, quando le sue piante avranno dato i propri frutti, l’agricoltore conserverà alcuni dei semi per poterli ripiantare l’anno successivo.
Ma come funziona oggi il mercato dei semi?
Rispecchia ancora questo schema naturale vecchio di millenni? Non più.
Oggi le aziende produttrici di sementi hanno creato piante in grado di fruttificare una sola volta. Tali piantine daranno sì frutti o verdure buone, ma i cui semi non sono fertili, perciò inutilizzabili ai fini di una nuova semina. L’anno successivo, perciò, il contadino che aveva acquistato quella determinata pianta sarà costretto a ritornare a comprare altre piantine.

E se al posto della piantina il contadino comprasse semi, la situazione sarebbe sempre di dipendenza. Quei semi produrranno per un solo anno, e poi saranno sterili.
Oggi il mercato dei semi a livello mondiale è dominato da tre società, che insieme detengono il 53% del totale del mercato: Monsanto (che da sola detiene circa il 27% del mercato), Dupont e Syngenta (quest’ultima è uno spin-off di Novartis, la multinazionale svizzera produttrice di farmaci…).
Ma da dove nasce tutto questo? Come hanno fatto queste aziende ad affermarsi e a imporre il loro mercato di semi brevettati e sterili?
Nel 1994, durante un incontro del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, su pressione degli Stati Uniti venne fatta approvare una norma per la quale si sarebbero potuti brevettare anche gli organismi viventi. Cosa significa? Significa che, da quella data in poi, le aziende avrebbero potuto creare semi ibridi o geneticamente modificati e poi brevettarli: i loro semi, coperti da brevetto, non si sarebbero più potuti piantare senza l’autorizzazione della stessa azienda proprietaria del seme.

Da quel momento, quindi, i contadini sono stati costretti a comprare annualmente i semi da piantare. Ma c’è di più. Per ogni seme brevettato, le aziende vendono in abbinamento i propri fertilizzanti o pesticidi, senza l’uso dei quali i loro semi difficilmente potranno essere produttivi. Per intenderci, un agricoltore che decide di piantare un seme Monsanto non può usare un fertilizzante Dupont: rischia di uccidere il seme. Dovrà usare il fertilizzante Monsanto, e per farlo deve firmare un contratto assai vincolante, che lo sottopone a diversi controlli e lo obbliga a ricomprare i semi di anno in anno.

L’idea di abbinare i fertilizzanti e i pesticidi ai semi brevettati trae origine dall’azienda Monsanto. Prima degli anni 1970 la multinazionale statunitense faceva tutt’altro che sementi: produceva prodotti chimici, tra cui il famoso Agente Arancio che, durante la guerra in Vietnam, serviva a distruggere tutta la vegetazione dietro la quale i vietcong si mimetizzavano per infliggere dolorose imboscate all’esercito statunitense.
Quando poi la guerra in Vietnam giunse al termine, con la delusione di tutto il popolo statunitense per le grandi energie impiegate e le perdite subite, la Monsanto capì che il mercato bellico si era di molto ridimensionato e dovette cercarsi un altro settore per creare un nuovo business. Lo trovò nel mercato agricolo, dapprima con i fertilizzanti, e successivamente con le sementi ibride e geneticamente modificate.

Fonte: metodorqi.blogspot.it

venerdì 3 luglio 2015

La propaganda delle Bistecche.La notizia del bambino Vegano "Malnutrito"




La propaganda delle bistecche gioca la carta della disinformazione mirata a deviare persone inconsapevoli o dubbiose sul fatto che la carne sia dannosa soprattutto per i bambini,oltre che per gli animali che vengono ormai uccisi a miioni in dei lagher nei macelli, per fornire le Bistecche chimiche agli ormoni,con le cellule colme di odio e sofferenza dovute all uccisione brutale dell animale.

L'Alimentazione E Gli Illuminati
Guarda anche il Video,clicca qui.Alcune informazioni sulla struttura dei Frugivori,gli Esseri Umani



Articolo seguente di Vegan You Can

BAMBINO MALNUTRITO:
È VEGANO!
03/07/2015





La news del bambino ricoverato per malnutrizione è ovunque.
Un bombardamento mediatico che tende ad evidenziare il fatto che i genitori fossero VEGANI e che il bimbo fosse svezzato seguendo quel tipo di alimentazione.


1 caso, 1 all’anno. Stiamo parlando di una notizia che toglie spazio ad altre notizie più importanti. 1 bambino, 2 genitori che forse hanno sbagliato nel nutrire il proprio bambino, 1 famiglia.

I numeri grossi sono invece altri:


Oggi il 26,9% dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni è in eccesso di peso, con punte non trascurabili nel Sud e nelle isole
La percentuale aumenta nella fascia dei bambini fra i 6 e 10 anni, arrivando fino al 35,7%
1 bambino su 3 nella fascia di età fra i 6 ed i 10 anni, ovvero 1 milione di bambini italiani (dati del Ministero della Salute)
In alcune regioni le percentuali sempre nella fascia 6-10 anni salgono fino al 49%
Considerevole anche la percentuale di bimbi italiani in sovrappeso nella fascia 3-11 anni: 25,2%





Il programma che sta portando la moglie del Presidente USA, Michelle Obama, in giro per il mondo è focalizzato sull’obesità infantile. I telegiornali italiani hanno parlato della sua visita in Expo focalizzando il suo impegno nella lotta all’obesità infantile, hanno parlato del tour in Expo. Avete sentito parlare di obesità per alimentazione ONNIVORA? E l’obesità non è malnutrizione?

I danni sul fisico sono conosciuti ed ovvi, i costi sostenuti dal Ministero della Sanità sono altissimi. Costi pagati con le nostre tasse.

1 bambino Vegano contro 1 milione di bambini Onnivori. Tutti Italiani.

Ho voluto scrivere questo post perchè ritengo ingiusta l’enfasi con la quale viene comunicato il fatto che il bambino malnutrito fosse vegano. Dobbiamo abituarci ad accettare il diverso, ciò a cui non siamo abituati, dobbiamo essere aperti per migliorarci e per crescere. E’ questa la cultura “dell’Altro” che dobbiamo infondere nelle nuove generazioni.




Chizzo




Fonte:Qui




Genitori Vegan : Una Minaccia
per I Figli o Per Il Giro di Affari ?










Sta sollevando una bufera di commenti carichi di disprezzo, indignazione , odio e ovviamente ignoranza la notizia del bambino denutrito ricoverato all’ospedale Meyer , figlio di una coppia vegan.

In un primo momento gli articoli che giravano in rete contenevano vere e proprie accuse nei confronti dell’alimentazione vegana. Solo da qualche ora i toni sono stati moderati su questa vicenda che è ancora tutta da chiarire.

La notizia è stata condivisa decine di migliaia di volte e ovviamente coloro che vivono di stereotipi e hanno bisogno di sfogarsi su qualcosa e/o qualcuno per riempire la loro giornata al pc, non si sono risparmiati di esprimersi come sono in grado di fare:


<< Via i figli ai vegani >>

<< Questa moda non deve coinvolgere i bambini, che devono mangiare normalmente! >>

<< [..] Se vogliono ammalarsi loro ok, ma lascino stare i neonati! >>

<< Dove sono gli assistenti sociali? >>

<< Queste persone non dovrebbero avere la possibilità di avere figli >>

Non credete che queste parole siano assolutamente fuori luogo?

In merito a questa triste vicenda , pubblico proprio questo articolo per esprimere il mio parere in merito.




Non sarà un post di difesa a spada tratta nei confronti dei genitori in specie perchè non li conosco e non si sanno ancora bene le dinamiche.




Vorrei ricordare a tutti quelli che si sono indignati che..

1) Le persone vegan sono persone umane come tutti.

2) Le persone umane possono commettere errori e non essere ben informate, vegane oppure onnivore che siano.

3) Se un genitore sbaglia in qualcosa o mette a repentaglio la vita del proprio bambino spesso è dovuto alle sue scarse capacità di provvedere ai propri compiti. Questo a prescindere dall’alimentazione.

4) Un genitore vegano non è uguale ad ogni altro genitore vegano.




In poche parole, ci si indigni pure per questo caso, ma non si vada ad offendere il lavoro che c’è dietro al crescere i bambini nel totale rispetto delle persone, dell’ambiente e degli animali perchè veramente in pochi possono scagliare la prima pietra.

L’alimentazione vegan in realtà e indicata eccome anche per i più piccoli

( maggiori info QUI ).

Ci sono un’infinità di bambini vegani sin dal concepimento che vivono in perfetta salute, amati e cresciuti dai propri genitori che hanno a cuore la loro esistenza come quella di chiunque altro su questo pianeta.

Ovviamente di queste fantastiche mamme e di questi mitici papà green i giornali non ne parlano.

Vi siete mai chiesti perchè?




Io si, e qualche risposta me la sono anche data.




Sono arrivata a pensare che i genitori vegani ( tralasciando casi particolari come questo ) in realtà non siano proprio una minaccia per i loro figli come qualcuno vorrebbe far credere, ma che in realtà lo siano solo per il business economico che gira intorno allo sfruttamento degli animali.




Perchè i genitori vegani sono una minaccia per il giro di affari?


Forse perchè le mamme vegan non compreranno mai capsule di integratori da assumere durante la gravidanza prodotte da una multinazionale come Nestlè..

Mi pare che le nostre bisnonne, le nostre nonne e mamme non ne abbiano fatto uso, eppure siamo qui
Forse perchè le mamme vegan sono per la maggior parte propense ad allattare i propri figli per almeno due anni, come e giusto che sia, evitando di propinare ai loro bambini latte in polvere o liquido proveniente da mamme non umane munte ogni giorno e private dei loro cuccioli.

E pensare che ci sono donne non vegane che per non sciuparsi il seno o fidandosi del fatto che 9 mesi di allattamento possano essere sufficienti, privano i loro figli del VERO latte adatto a loro per passare a qualcosa di non naturale.


I genitori vegani sono forse una minaccia anche per il fatto che preferiscono acquistare pannolini ecologici lavabili per l’igiene dei propri figli, evitando quelli usa e getta sbiancati ( spesso con il cloro ) prodotti da aziende che dell’ecologia non ne sanno proprio tanto?

Non tutti vogliamo sommergere il mondo di rifiuti farciti di popò.
Quasi sicuramente i genitori vegani sono una minaccia per le aziende che producono omogeneizzati di carne per bambini, dato che i vegani non propineranno mai pappette fatte con il corpo di qualcuno ai propri bimbi.

Saranno un peso anche per Banderas che non dovrà più stressare la cloaca a Rosita?Infondo chi non mangia derivati animali non li darà in pasto nemmeno ai propri figli, e chi ha a cuore la vita degli animali non accetterà mai l’idea di far credere ai propri bimbi che una gallina sia felice di deporre il proprio ovulo non fecondato per farci dei biscotti.

Saranno forse una minaccia anche per le aziende che sperimentano su animali i propri cosmetici e che verranno dunque boicottate dai genitori vegani per etica?

Oh, sì. Credo proprio di si.

Non tutti sono disposti ad acquistare creme per proteggere il culetto dei bebè dall’arrossamento, provate prima sulla pelle o negli occhi a dei conigli in laboratorio.

C’è chi preferisce prodotti molto più naturali che non abbiano imposto la sofferenza a nessuno

Cosa dire poi di merendine, snack super calorici, bibite gassate,
cibo spazzatura da fast food?

Probabilmente i genitori vegani saranno una minaccia anche per i marchi che producono e vendono alla massa quanto ho appena elencato.

Una torta fatta in casa con ingredienti naturali è molto più sana di un pacchetto di merendine confezionate settimane prima. E pensare che alcuni genitori non vegani nemmeno ci pensano.

Oppure si! Però meglio pensare al benessere delle aziende piuttosto che alla salute e al girovita del proprio figlio.


Sicuramente i genitori vegani saranno un’enorme minaccia per zoo, delfinari, acquari , circhi e altre strutture che tengono in schiavitù gli animali per usarli come mezzo di intrattenimento per folla un po’ annoiata o che vuole provare l’ebrezza di vedere le altre specie, a discapito della loro libertà.

I genitori vegani sono dunque sì una minaccia, ma solo per chi ha deciso di basare i propri guadagni a discapito della vita di qualcuno. Immaginate quante realtà crudeli cesserebbero se nessuno le sostenesse più. E pensare che c’è chi ha più a cuore la stabilità di un’azienda non etica che la vita di un essere vivente.
Ma gli animali non sono merce!

Insomma..

Niente cosmetici chimici e siliconici ma solo prodotti naturali.

Niente alimenti carnei preconfezionati e derivati dallo sfruttamento e dalla morte degli animali ma cibi sani, freschi e gustosi principalmente fatti in casa.

Niente intrattenimento con la reclusione di qualcuno ma giochi all’aperto, attività nella natura e tanto altro stimolante.

Siamo sicuri che i bambini dei genitori vegani stiano pi così male?

Sono convinta che per rendere felice un bambino non sia indispensabile un Happy Meal al McDonald’s o tutto quello che si può vedere la fuori nella società.

Sono sicura che se ad un bambino venisse spiegato cosa comporta un determinato prodotto a discapito di animali o altri bambini della sua età nel mondo, non lo vorrebbe.

Ai bambini va insegnato il rispetto per ogni forma di vita affinchè siano un giorno adulti empatici capaci di avere cura di tutto ciò che li circonda.
Non credete anche voi?

Fonte:Qui









http://www.veganyoucan.com/bambino-malnutrito-egrave-vegano.html