venerdì 15 agosto 2014

IL CERVELLO DEI BAMBINI INTEGRATO CON I LOGHI DEL CIBO SPAZZATURA DEI FAST FOOD



Nuovo studio mostra che il fast food è incorporato nel cervello del bambino

Sarai sorpreso di sentire che un nuovo studio appena pubblicato dalla University of Michigan-Kansas City indica la potente influenza di loghi fast food sui bambini?
Questa è uno tra le decine di studi che ha dimostrato il successo dell'industria del fast food che commercializzano i loro loghi per i bambini.
Lo studio a messo i bambini di 10-14 anni in una macchina di risonanza magnetica per vedere l'attività cerebrale quando gli venivano mostrati loghi altamente riconoscibili di fast food e prodotti non alimentari.
Che cosa ha fatto il cervello quando venivano indicati i loghi di fast food come McDonalds e Wendys?
Le aree del cervello che si occupano di ricompense, piacere, unità e appetito si sono proprio illuminate come un albero di Natale! 

 
I bambini sono più propensi a scegliere gli alimenti che sono stati commercializzati per loro e che sono principalmente cibi non sani. ;-(

Cosa possiamo fare per aiutare i bambini:

limitare il tempo di esposizione del marketing sullo schermo televisivo


L'American Academy of Pediatrics raccomanda  non più di 2 ore al giorno di tempo sullo schermo.
Esporli a cibi sani c
he sono in commercio a loro tutti i giorni! Siamo qui per aiutarvi con i nostri personaggi e giochi di nutrizione tutte dedicate a promuovere scelte alimentari sane.
Parlate con i vostri figli. Aiutali a capire che il marketing può essere fuorviante e come scegliere alimenti sani.
Ecco un'intervista con il ricercatore principale, Dr. Amanda Bruce, dove discute le ricerche, le loro scoperte ei suoi suggerimenti per i genitori.


 Pubblicato il set 28, 2012 by Maggie LaBarbera

http://www.nourishinteractive.com/blog/820-new-study-shows-fast-food-is-embedded-your-childs-brain


http://theunhivedmind.com/wordpress2/childrens-brains-embedded-with-junk-food-logos/ 

Traduzione: Alios  

domenica 10 agosto 2014

LO SPIRITO DEGLI ALIMENTI.LA FREQUENZA VIBRAZIONALE DEGLI ALIMENTI




Un potere che ha effetto sulla vita,
ma che è invisibile, senza peso,
senza forma, senza consistenza,
come può essere lo spirito dell’alimento.
Questo spirito è conferito
alla sua esistenza attiva e non ancora degradata,
dallo stato elettromagnetico in cui si trova
e da mille altri elementi ancora ignoti
e forse inconoscibili.
Tutto questo conferisce l’anima agli alimenti
che tanto differiscono dalle cose inerti ed inanimate.
Giuseppe Tallarico




Andrè Simoneton e gli alimenti Andrè Simoneton classifica gli alimenti in base alla loro vitalità.


L’Ingegnere francese Andrè Simoneton scoprì che un corpo sano emette delle radiazioni di 6500 Angstroms.

Per conservarsi in uno stato di buona salute occorre mantenere costante tale livello di vibrazioni, utilizzando sia le radiazioni cosmiche, telluriche, alimentari.

Simoneton classificò gli alimenti in tre gruppi:

morti: cibi conservati, margarine, pasticceria industriale, alcool, liquori, zucchero bianco o grezzo con (radiazioni pressoché nulle);
inferiori: carne, salumi, uova non fresche, latte bollito, caffè, the, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco (radiazioni inferiori a 3000 Angstroms);
superiori o sani: frutta fresca, matura e non cotta, e verdura cruda e fresca (radiazioni tra gli 8000 e 10000 Angstroms).La frutta appena colta e ben matura è quella più salutare.
La stagionalità degli alimenti permette di godere appieno della loro carica energetica.

http://guide.supereva.it/educazione_alimentare_/interventi/2004/03/153265.shtml


La frequenza vibrazionale degli alimenti

L’ing. francese Andrè Simoneton era un esperto in elettromagnetismo. Gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarianismo e, negli anni ’30 e ’40, collaborò allo studio delle vibrazioni degli alimenti utilizzando i lavori di altri importanti ricercatori.

Ogni alimento, come ogni essere vivente, oltre ad avere un potere calorico (chimico-energetico) ha anche un potere elettromagnetico (vibrazionale). Servendosi di apparecchiature scientifiche, misurò la quantità di onde elettromagnetiche degli alimenti, classificandoli in base a queste.
Premessa

Riassumiamo brevemente la costituzione delle cellule e la definizione del rapporto acido/basico.

La cellula è l’elemento fondamentale di cui sono composti tutti i tessuti di un organismo, sia esso umano, animale o vegetale. È una singola unità di materiale vivente capace di autoriprodursi. Una cellula assomiglia ad un uovo e si compone di:

1. Nucleo (ad es. il tuorlo): è la parte centrale adibita alla riproduzione e all’accrescimento della cellula;

2. Citoplasma (ad es. l’albume): è l’elemento che consente alla cellula di contattare ed interagire con l’ambiente esterno; è infatti in grado di irritarsi, contrarsi, assorbire, espellere e respirare. Nel citoplasma si trovano corpuscoli di varia forma e volume che fanno parte del sistema vivente della cellula (ad es., i mitocondri).

Acido/Basico. Tutte le reazioni, che definiscono le condizioni essenziali di un ambiente in cui la vita sia possibile, si svolgono nell’ambito di determinati valori: tra questi, il più importante è il rapporto acido/basico. All’interno del nostro organismo questo rapporto dovrebbe sempre rimanere costante: si possono però creare delle condizioni troppo acide (per eccesso di potassio) oppure troppo basiche (per eccesso di sodio). Per misurare il rapporto acido/basico viene utilizzato un termine di paragone chiamato “pH”. Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l’urina. Questi liquidi vengono definiti:
ACIDI, quando il pH è compreso tra 0 e 7,06;
NEUTRI, quando il pH è uguale a 7,07;
BASICI o ALCALINI, quando il pH è compreso tra 7,08 e 14,14.


La bioenergia degli alimenti

Intorno al 1960, il Dr. George Wilson[1] completò lo sviluppo di un’apparecchiatura elettrica molto sensibile che chiamò neuromicrometro. Questo strumento, una volta collegato con elettrodi in contatto con la superficie del corpo di una persona, è in grado di registrare il flusso di elettricità che scorre nei suoi nervi. Il neuromicrometro è in grado di misurare:
Rapporto acido/basico;
Energia che scorre nei nervi;
Energia funzionale;
Ossidazione delle cellule;
Riserva di energia organica;
Tensione emotiva;
Tossicità organica.

Con l’ausilio del neuromicrometro, si può ottenere un’indicazione abbastanza approssimata della condizione di alcuni organi interni oppure delle ghiandole endocrine. Per definire la condizione di “buona salute”, ci si esprime in termini di energia funzionale, una forma di corrente nervosa (anche chiamata bioelettricità) che fornisce gli impulsi necessari al movimento degli arti ed alla vitalità di tutte le cellule che costituiscono il nostro organismo.
Tale energia non potrà mai essere fornita da alimenti cotti, surgelati o provenienti da animali morti.



L’elettricità del nostro organismo è causata da una reazione chimica che avviene nelle cellule e che prende il nome di “ossidazione”, che avviene in conseguenza dell’assorbimento di ossigeno e nutrimento da parte delle cellule. Nel momento in cui l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono nel nucleo cellulare e ne diventano parte integrante, viene a crearsi una minuscola corrente elettrica che ammonta a circa 50μV (= 50 microVolt, cioè 50 milionesimi di Volt). Questa corrente è sufficiente per mantenere in vita una cellula e, quando si combina con quella di altre cellule (come accade nel cervello), è sufficiente a causare un flusso di energia nervosa che, qualora diretto verso una parte dell’organismo, prende il nome di “impulso nervoso” e può produrre un’azione.

Siccome sono gli alimenti che assumiamo che permettono la generazione di questa energia, spetta agli stessi il compito di mantenere l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale del corpo. Questi quattro fattori sono ugualmente importanti ma, purtroppo, solo i primi tre sono stati presi nella dovuta considerazione.
Il cibo come fonte dell’energia che mantiene in essere le attività funzionali del corpo è stato infatti un argomento di studio alquanto trascurato.
Nuove considerazioni nel campo della dieta

Nella ricerca di una dieta ottimale, la prima cosa da fare dovrebbe essere l’attenta considerazione dell’effetto che essa avrà sulle cellule dell’organismo, del rapporto acido/basico e di quanto potrà aumentare o diminuire l’energia nervosa disponibile.

Il Dr. Wilson enumera quattro modi nei quali una dieta scorretta può interferire nel buon funzionamento delle cellule:

1. Incapacità di provvedere il giusto nutrimento alle cellule, sia per i processi di ossidazione che per la creazione di nuove cellule;

2. Creazione di eccessiva acidità, che interferisce con i processi ossidativi delle cellule;

3. Incapacità di creare l’acidità sufficiente a creare la differenza di potenziale necessaria per permettere il fluire dell’energia lungo i nervi del corpo;

4. Eccessiva assunzione di alimenti che può ostacolare la circolazione dei fluidi all’interno dell’organismo. Se i fluidi non circolano liberamente i nutrimenti non possono giungere alle cellule nella dovuta quantità e non vi potrà neppure essere un’adeguata eliminazione dei rifiuti dovuti alla loro attività.

Tutti questi fattori creano una malnutrizione delle cellule, che è l’unico fattore, secondo il Dr. Wilson, che sta alla base di molte malattie, specialmente quelle croniche.
La ricerca dell’Ing. Andrè Simoneton

L’ing. francese Simoneton[2] ha speso ben 20 anni facendo ricerche sull’effetto che gli alimenti possono avere sul corpo umano. Poiché tutto ciò che vive, compreso il nostro organismo, emette radiazioni, egli si chiese quali radiazioni lo indeboliscono e quali lo fortificano. Per portare avanti le sue ricerche usò un contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson, il Biometro di Bovis, che è graduato in Angstrom (Å) e può misurare anche le onde che sono lunghe solo un decimilionesimo di millimetro (10-7mm). Con tali strumenti fu in grado di stabilire che ogni essere umano emette delle radiazioni attorno ai 6.200/7.000 Å (questa lunghezza d’onda corrisponde al colore rosso dello spettro solare).

Constatò anche che al di sotto dei 6.500 Å l’organismo non può più mantenersi in buona salute e compare la malattia.



Per mantenersi con vibrazioni ad una lunghezza d’onda superiore ai 6.500 Å (verso l’infrarosso) il nostro organismo deve continuamente adattarsi all’influenza di ogni specie di radiazioni, siano esse dovute a: pensieri, emozioni, alimentazione, medicamenti, radiazioni cosmiche, solari, terrestri, ecc. Un ruolo assai importante, per il mantenimento della buona salute, viene pertanto rivestito dagli alimenti, dalle bevande, dal modo di vita e dall’ambiente in cui si vive.

Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che gli alimenti sintetici, pur fornendo un’alimentazione equilibrata dal punto di vista qualitativo e calorico, non sono sufficienti per fornire uno sviluppo normale.
Questo significa che oltre ai consueti elementi (proteine, carboidrati, ecc.) gli alimenti devono anche possedere le necessarie vibrazioni energetiche capaci di mantenere la vita.

Una volta fatte queste considerazioni, l’Ing. Simoneton controllò un gran numero di alimenti che suddivise nelle 4 grandi categorie riportate qui sotto.
Le qualità vibrazionali e vitali dei cibi[3]

ALIMENTI SUPERIORI
(> 6.500 Å) Tutta la frutta fresca ben matura e i relativi succhi (fatti in casa e subito ingeriti); quasi tutti gli ortaggi ed i legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 70°C; il grano, i farinacei, la farina ed il pane integrale; i dolci fatti in casa, tutta la frutta oleaginosa ed i loro oli essenziali; le olive, le mandorle, i pinoli, le noci, i semi di girasole, le nocciole, la noce di cocco e la soia, il burro freschissimo di giornata, i formaggi NON fermentati, la crema del latte e le uova di giornata.
ALIMENTI D’APPOGGIO
(da 3.000
a 6.500 Å) Il latte fresco appena munto, il burro normale, le uova non di giornata, il miele, lo zucchero di canna, il vino, l’olio di arachidi e le verdure scottate in acqua bollente.
ALIMENTI INFERIORI
(< 3.000 Å) La carne cotta, i salumi, le uova dopo il 15° giorno, il latte bollito, il the, il caffè, le marmellate, il cioccolato, il pane bianco, tutti i formaggi fermentati. Questi alimenti sono quasi tutti proteici e basta una piccolissima deficienza del fegato o dell’apparato digerente affinché diventino intollerabili per l’organismo.
ALIMENTI MORTI
Le conserve alimentari, le margarine, tutte le pasticcerie ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti industriali, i liquori e gli alcolici, lo zucchero raffinato (bianco).


Anche la freschezza degli alimenti è un fattore di primaria importanza. Alcuni procedimenti, che normalmente vengono usati in cucina, alterano o distruggono alcune qualità dei nostri cibi, un esempio ce lo forniscono le pentole a pressione e la cottura in acqua bollente. I cibi cucinati a vapore conservano invece parte delle loro proprietà. Gli alimenti conservati mediante la pastorizzazione NON contengono quasi più nulla delle loro qualità vibrazionali irradianti, mentre quando sono trattati con processi disidratanti, le conservano in gran parte.

Tutti i cibi che hanno un elevato potere vitaminico, hanno pure ottime vibrazioni e possono essere classificati come “eccellenti”. Questi alimenti sono sufficienti al mantenimento della vita se assunti con un’alimentazione vegetariana intelligente. Fra gli alimenti superiori, i frutti maturi hanno tutti una lunghezza d’onda tra gli 8.000 ed i 10.000 Å. Le loro vibrazioni vengono liberate nello stomaco, dando una sensazione di benessere. Affinché le mucose ne traggano il maggior profitto è opportuno mangiare la frutta a digiuno, cioè al mattino o nel tardo pomeriggio.

NON mangiate la frutta non matura, come spesso viene venduta, le sue vibrazioni non sono valide per l’organismo; lo prova il fatto che sono di difficile digestione. Quanto detto per la frutta è valido anche per le verdure. Le possibilità vibratorie degli alimenti non resistono oltre i 70°C: qualsiasi cottura che superi questi valori rende il cibo povero di elementi vitali. L’unica eccezione è la patata, che una volta cotta al forno o nell’acqua presenta ancora circa 6.500 Å. Ciò accade anche con altri tuberi, salvo la barbabietola, la carota, il ravanello che, quando sono maturi, misurano dai 7.000 agli 8.000 Å.



La stessa rilevazione si ottiene dai legumi freschi e maturi (fagioli, fave, piselli, lenticchie). Questi, però, una volta essiccati, già dopo qualche settimana presentano una debole radiazione che scompare nel giro di qualche mese; ecco perché spesso sono indigesti. Il miglior modo di mangiare le insalate è quello di prepararle con molte qualità di verdure, ad es. insalata, carciofi, asparagi, carote, olive, barbabietole, cipolle, ecc. Gli spinaci, i carciofi, le zucchine ed i funghi possono essere consumati anche crudi tagliati a fettine. Queste mescolanze, se condite con olio extra vergine di oliva, forniscono ottime vibrazioni che vanno da 8.000 a 11.000 Å. Anche i funghi sono molto importanti in quanto emettono onde di 8.500 Å.

Simoneton ha rilevato che i prodotti vegetali venduti nelle città hanno già perduto da un terzo alla metà delle vibrazioni utili al corpo umano. Se a tutto ciò si aggiunge la cottura per bollitura, in essi NON rimane più NULLA di valido.

Qualcuno ha osservato che le verdure gonfiano lo stomaco: ciò è vero solamente quando si mangiano quelle con vibrazioni inadeguate; di quelle cotte nell’acqua, ad esempio, rimane solo la cellulosa. La base del nutrimento dell’uomo è il grano, questi occupa una posizione importante nella scala delle vibrazioni: 8.500 Å. Alcuni osservano che il grano è difficoltoso da masticare, basta macinarlo a grana grossa ed ecco risolto il problema. Un piatto contenente grano (chicco o grano spezzato, non farina) ha una vibrazione di 9.000 o 10.000 Å. Il grano germogliato rappresenta un alimento perfetto con vibrazione molto energetiche, tra gli 8.000 ed i 10.000 Å. È anche possibile mescolarlo con altri cereali preparando piatti assai gustosi.

La pasta fatta in casa, cioè fresca, ha una radiazione uguale a quella del grano, mentre in quella seccata venduta in commercio le radiazioni sono quasi nulle. Gli oli hanno all’incirca le stesse vibrazioni del frutto da cui provengono. L’olio di oliva misura 8.500 Å e, dopo 6 anni, arriva a 7.500 Å. Attenzione che quando l’olio di oliva è decolorato e deodorizzato, si abbassa a 4.000 Å circa e gli oli estratti con solventi dalle sanse, NON contengono più nulla. Se possibile, è preferibile utilizzare gli olii vegetali che, come si è verificato, perdono le loro proprietà solo dopo molti anni. Sembra che nell’antichità il piatto base fosse pane integrale o semintegrale intriso nell’olio di oliva, il resto era companatico.



Gli studi del Simoneton hanno dimostrato che il latte vaccino NON è un alimento adatto per la salute dell’uomo. Alla mungitura presenta 6.500 Å; dopo 6 ore, 6.000 Å; dopo 14 ore, 5.000 Å; dopo 18 ore, 4.000 Å; dopo 48 ore, 2.000 Å; dopo 56 ore, 1.000 Å; dopo la pastorizzazione, quasi zero. Il burro perde di giorno in giorno la sua vibrazione, dopo 40 giorni non ne ha più. Tuttavia la conservazione in frigorifero rallenta questo processo. Le uova appena deposte danno 6.500 Å, sono perciò identiche alle vibrazioni di una persona sana; la polvere d’uovo, invece, NON contiene più nulla: è solo cenere morta! Utilizzate prodotti integrali, non raffinati dall’industria, la quale toglie al prodotto appena colto la parte migliore, per poi elaborarlo e rivenderlo a prezzi vertiginosi.

Tutto ciò potrà sembrare stupido ma sono cose che avvengono nella realtà. Ricordate che la Natura produce tutto ciò di cui avete bisogno. Un detto antico, trasformato, vi aiuterà a regolarvi: “Cibi e buoi dei paesi tuoi”. Limitate la carne (anche salumi, pollo e pesce sono carne), come facevano i nostri nonni che l’assumevano solo a Natale, Capodanno, Pasqua, ai matrimoni, ai compleanni ed agli onomastici. Essere quasi vegetariani significa tenere sotto controllo ogni problema. Buona norma, al giorno d’oggi, è integrare una sana alimentazione, con prodotti naturali come le alghe, verdi o brune, a seconda dei casi.

Esse contengono oltre a tutto anche la niacina che scioglie i grassi dai tessuti; inoltre le alghe aiutano l’eliminazione delle scorie in quanto equilibrano la flora intestinale, disinfiammano la mucosa gastro intestinale ed aiutano la normalizzazione dell’equilibrio acido/basico. È anche consigliabile utilizzare i seguenti prodotti: germe di grano, polline di fiori, propoli, miele, lievito di birra, yogurt naturale, aceto di mele, argilla per via orale, limone spremuto in acqua.

Sono anche assai validi: estratto di ortica, fieno greco grattugiato e mescolato ad un po’ di miele. In certi casi può anche essere benefica 1 punta di cucchiaino da the di Cloruro di Magnesio sciolto in mezzo bicchiere di acqua da bere al mattino a digiuno. Questo sale è contenuto in notevole quantità nel sale marino integrale, è un ottimo rinforzante del sistema immunitario e tonico del sistema nervoso e muscolare. È adatto in tutte le malattie cosiddette infettive in quanto aumenta notevolmente la potenza fagocitaria dei globuli bianchi.



Fra le scoperte più importanti emerse dalle ricerche con il neuromicrometro[1], ci sono i grandi benefici ottenibili dalle fronde dei vegetali (cioè le verdure a foglia). Mentre è da sempre conosciuto che questi sono cibi protettivi, non si è mai considerato il loro apporto all’energia vitale dell’organismo. Tali vegetali, oltre a possedere un altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le medesime senza dover attingere alle energie di riserva.

Le misurazioni fatte, hanno mostrato come le foglie dei vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello dello stelo e delle radici. Ciò è dovuto al fatto che le fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la cottura riduce la vitalità dei vegetali il Dr. Wilson consiglia di assumere almeno due vegetali crudi insieme ad uno cotto. Barbabietola rossa, sedano, senape, lattuga, indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie più cariche di energia.
Conoscere le calorie



La dietologia ufficiale insegna che quando un cibo viene ingerito, viene dapprima triturato nella bocca, poi scomposto nei suoi elementi fondamentali e quindi assorbito dall’organismo. A questo punto subisce, ad opera dell’ossigeno, un’ulteriore trasformazione chimica (ossidazione) che produce calore, come se l’organismo “bruciasse” in tanti piccoli fuochi i prodotti ingeriti. Il calore (= “energia termica” o calorie) che un alimento è in grado di produrre può essere misurato con una speciale apparecchiatura di laboratorio. Tale misura viene espressa in “calorie” (unità di energia termica). Una caloria corrisponde alla quantità di energia capace di far aumentare di 1° C la temperatura di 1 litro d’acqua.

Le calorie fornite dai principi nutritivi sono le seguenti:
1 grammo di proteine produce circa 4,5 calorie, 1 grammo di grassi produce circa 9 calorie;
1 grammo di carboidrati produce circa 3,75 calorie;
1 grammo di alcool etilico produce circa 7 calorie.

Come abbiamo visto più sopra, le calorie vengono misurate facendo bruciare gli alimenti in laboratorio. Questa misura pertanto NON prende affatto in considerazione l’energia che il corpo deve utilizzare per digerire ed assimilare gli alimenti. In altre parole la dieta ufficiale ci dice quante calorie vengono fornite da un certo alimento ma NON ci informa affatto di quante calorie il corpo deve consumare per poterlo digerire, assimilare e liberarsi dalle tossine derivate da tali processi.
Pertanto il concetto di caloria è incompleto e molto ingannevole.

Un pezzo di carne, ad esempio, che teoricamente fornisce circa 4,5 calorie al grammo, ne consuma probabilmente altrettante nelle tre ore necessarie per la sua digestione ed assimilazione. Questo spiega perché alcune diete si basano sulla carne per far dimagrire. Il Dr. Wilson, ha verificato che un alimento introdotto nel corpo umano, si trova in un ambiente assai diverso da quello in cui viene “bruciato” per valutarne le calorie.

Questa verifica è stato fatta misurando il flusso di energia nervosa nel corpo prima e dopo pasti composti di vari tipi di alimenti. Si è così riscontrato che certi alimenti (vedi più sopra la classificazione per vibrazioni vitali) costringono il corpo ad un grande dispendio di energia per poterli utilizzare. Questa manifestazione energetica ha portato a credere che gli alimenti in oggetto accrescano l’energia corporea, mentre è vero il contrario: terminati i processi digestivi ed assimilativi il corpo si ritrova con le riserve energetiche diminuite.
Riferimenti bibliografici

[1] Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet, Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Dencver, Colorado (U.S.A.), 1960.

[2] André Simoneton, Radiations des Aliments, Le Courrier de Livres, Paris.

[3] A. Taum, G.P. Vanoli, Guida alla salute naturale, pagg. 243-246, Guide Vanoli, via A. Cesalpino 26/a, 20128 Milano, 1991.

Tratto da: www.disinformazione.it
Fonte: www.procaduceo.org

http://hearthaware.wordpress.com/2012/10/18/la-frequenza-vibrazionale-degli-alimenti/

sabato 9 agosto 2014

TRIBUTO AI DELFINI





Presso gli Etruschi i delfini erano rappresentati come i traghettatori delle anime verso le isole dei Beati.

il cuore dei delfini
è straordinario,
puro, semplice e carico d'amore!
come quello di un bambino.
Il delfino viveva in paradiso
e Dio volle trasferire la
meravigliosa creaura sulla terra!
per allietare con il suo amore
le persone di questo mondo.
Il sorriso del delfino è inimitabile
la sua gioia incredibile
la sua bontà insuperabile!
come si può uccidere un delfino?
Sulla terra succede..
si uccidono anche i bambini..
perchè l'uomo è
l'animale
piu cattivo

Daniela Cesta

https://www.facebook.com/pages/LALIMENTAZIONE-E-GLI-ILLUMINATI/244140182284346

http://alimentazioneegliilluminati.blogspot.it/

lunedì 4 agosto 2014

COSA CONTIENE LA CARNE





SOSTANZE "NATURALI" CONTENUTE NELLA CARNE ROSSA E BIANCA SENZA AGGIUNTA DI ADDITIVI CHIMICI (CARNE BIOLOGICA)


Cosa contiene la carne
Proteine
Le proteine, o protidi, sono tra i composti organici più complessi e sono i costituenti fondamentali di tutte le cellule animali e vegetali.

La medicina ufficiale ritiene che le proteine animali debbano essere preferite per il fatto che esse sono più simili a quelle del corpo umano di quelle vegetali.
Ne consegue che quanto più la composizione della carne è vicina a quella umana, tanto più è salutare per noi.
Carlo Cannella afferma: "dobbiamo mangiare carne perchè siamo fatti di carne..." al minuto 4.10 (n.d.r)
Harvey Diamond così commenta tale rozza ipotesi della medicina ufficiale:


In realtà questo sarebbe un ottimo motivo per mangiare il proprio vicino, ma persino il più inveterato divoratore di carne troverebbe questa prospettiva abbastanza ripugnante"; naturalmente - commento dell'autore del presente lavoro -"i dietologi dovrebbero, come logica conseguenza, consigliare l'antropofagia."
e conferma Campbell:



Riuscite a immaginare quale cibo potremmo mangiare per procurarci nel modo più efficace gli elementi costitutivi per le proteine sostitutive? La risposta è la carne umana, le cui proteine hanno proprio la giusta quantità di amminoacidi di cui abbiamo bisogno. Ma dato che non possiamo servire in tavola i nostri simili, otteniamo le proteine dalla seconda fonte migliore, gli animali.
T. Colin Campbell - The China study (n.d.r.)

Il grande mito delle proteine animali, il mito della superio­rità della carne è nato appunto nei primi decenni del seco­lo scorso, nel 1914, quando esperimenti eseguiti da Osborn e da Mendel su ratti da laboratorio, avevano mes­so in evidenza che i ratti con un'alimentazione ricca di pro­teine animali crescevano meglio e più in fretta dei ratti ali­mentati con proteine vegetali e con lo stesso ammontare di calorie (1).

Ma ricerche ulteriori e osservazioni più prolungate esegui­te negli anni successivi, hanno rilevato che i ratti del pri­mo gruppo, quelli alimentati con proteine animali e che crescevano meglio e più in fretta degli altri, morivano an­che molto tempo prima dei ratti nutriti con proteine vege­tali e in più soffrivano di una moltitudine di malattie che i ratti vegetariani non avevano (2-3-4-5).

Tratto da: Alimentazione vegetariana. Teoria e pratica di Aurelia Rottigni

1 - Fonte scientifica: 2000. 121. Osborn, T., "Amino Acid in Nutrition and Growth", inJour-nal of Biological Chemistry, n. 17, 1914, pp 325. 122. Messina, Virginia, Reed

2-3-4-5 - Le altri fonti scientifiche saranno aggiunte prossimamente.
Queste considerazioni sulle presunte "proteine nobili della carne" non sono mai state provate scientificamente, sono infatti state dedotte da esperimenti sui topi bianchi da W.C. Rose nel 1957 (The amino acid requirements of adult man. Nutr. Abstr. Rev. 27: 631-647.) che hanno un fabbisogno proteico 9 volte superiore al nostro. (Per maggiori approfondimenti vedi l'articolo: Il mito degli aminoacidi essenziali )
I problemi causati dalle proteine di origine animale:
Osteoporosi. Le diete ricche in proteine e specialmente in proteine animali [7] è ormai noto che provocano un'escrezione urinaria di Calcio superiore alla norma, aumentando il rischio di sviluppare osteoporosi. Le diete a base di prodotti vegetali, che oltre a fornire all'organismo proteine sono anche in grado di fornire adeguate quantità di Calcio, come per esempio le verdure verdi a foglia scura, i fagioli ed i succhi di frutta addizionati, possono aiutare a prevenire l'osteoporosi.

Cancro. Sebbene i grassi siano i nutrienti più spesso ritenuti responsabili di aumentare il rischio di tumore, anche le proteine animali hanno una certa importanza. In particolare, si è visto che certe proteine presenti nella carne, nel pesce e nel pollame, cotte ad elevate temperature e particolarmente ai ferri o fritte, danno origine a sostanze denominate amine eterocicliche. Queste sostanze sono state messe in relazione con vari tipi di cancro, inclusi quello del colon e quello della mammella [8, 9, 10]. Una dieta ricca in cereali integrali, frutta e verdura riveste un ruolo importante nel ridurre il rischio di sviluppare un tumore [4], senza dire che così si contribuisce ad arricchire la dieta stessa di fonti proteiche più sane.

Patologie renali. Negli individui che assumono troppe proteine, viene rilasciato azoto nel sangue, oppure viene digerito e metabolizzato. Questo provoca un superlavoro per i reni, che devono espellere le scorie attraverso le urine. Problemi renali possono insorgere in individui a rischio. Calcoli renali correlati al consumo di proteine animali. Lo provano 8 studi scientifici.

Patologie cardiovascolari.Le diete ricche in grassi e soprattutto in grassi saturi possono aumentare il rischio individuale di sviluppare cardiopatia. Le diete ad elevato contenuto proteico spesso sono il risultato di un elevato consumo di carne, uova e derivati del latte, che sono tutti ricchi in colesterolo, grassi ed acidi grassi saturi. Le più propagandate delle diete ad elevato contenuto proteico contengono eccessive quantità di questi prodotti che intasano le arterie [11]. Un'adeguata quantità di proteine può essere consumata attraverso una varietà di prodotti di origine vegetale che non contengono colesterolo e solo piccole quantità di acidi grassi.
Fonte scientifica:
American Dietetic Association. Messina VK Burke KI, Position of the American Dietetic Association: Vegetarian diets, J Am Diet Assoc, 1997 Nov;97(11):1317-21 URL: www.eatright.org/adap1197.html.
Munoz de Chavez M, Chavez A, Diet that prevents cancer: recommendations from the American Institute for Cancer Research, Int J Cancer Suppl 1998;11:85-9. (e-mail: achavez@quetzal.inn.mx)
American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association: weight management, J Am Diet Assoc 1995;95:809.
Word Cancer Research Fund, Food, nutrition and the prevention of cancer: a global perspective, American Institute of Cancer Research 1997;Washington DC.
Ornish D, Brown SE, Scherwitz LW, Billings JH, Armstrong WT, Ports TA, McLanahan SM, Kirkeeide RL, Brand RJ, Gould KL, Can lifestyle changes reverse coronary heart disease? The Lifestyle Heart Trial, Lancet 1990 Jul;336(8708):129-33.
American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association and the Canadian Dietetic Association: Nutrition for physical fitness and athletic performance for adults, J Am Diet Assoc 1993 Jun;93(6):691-6 URL: www.eatright.org/afitperform.html.
Zemel MB, Calcium utilization: effect of varying level and source of dietary protein, Am J Clin Nutr 1988 Sep;48(3 Suppl):880-3.
Potter JD, Nutrition and colorectal cancer, Cancer Causes Control 1996 Jan;7(1):127-46.
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Titchenal CA, Dobbs JC, Hetzler RK, Macronutrient composition of The Zone diet based on computer analysis, Med Sci Sport Exer 1997;29(5):S126.
Fonte: SSNV - PCRM Il mito delle proteine
Ferro eme

Gli studi epidemiologici sul rapporto tra dieta e salute indicano la presenza di una correlazione tra il consumo di carne rossa e trasformata e i tumori di colon, retto, stomaco, pancreas, vescica, endometrio, ovaio, prostata, mammella, polmone, le malattie cardiovascolari, l'artrite reumatoide, il diabete tipo 2 e la demenza di Alzheimer.
La correlazione tra tutte queste importanti malattie croniche con la carne rossa della dieta è indicativa della presenza, nella carne rossa, di sostanze in grado di danneggiare componenti biologiche dell'organismo.
Un nuovo articolo che verrà pubblicato su Medical Hypotheses di ottobre 2007, dal titolo "Il ferro eme assunto attraverso la carne rossa può catalizzare il danno ossidativo e può agire come iniziatore del tumore di colon, mammella, prostata, delle malattie cardiovascolari e di altre patologie", analizza le ragioni per le quali il ferro eme contenuto nelle carni rosse può essere dannoso per la salute.
L'ipotesi di questo articolo si focalizza sulla biochimica dei composti dell'eme e sui loro processi ossidativi.
La trasformazione delle proteine dell'eme contenute nella carne cruda, nel corso dei processi di preparazione e di digestione della carne, genera dei prodotti che reagendo con zolfo, azoto e ossigeno sono in grado di catalizzare reazioni di ossidazione; queste reazioni sarebbero in grado di danneggiare i lipidi, le proteine, il materiale genetico e altre componenti dei diversi sitemi biologici dell'organismo, e di perpetuare una catena di reazioni ossidative.
Si pensa che il danno biochimico e tissutale causato dai radicali liberi prodotti nel corso di queste reazioni ossidative catalizzate dall'eme sia simile a quello prodotto dalle radiazioni ionizzanti.
Poiché il danno ossidativo è largamente riconosciuto come uno dei fattori in grado di innescare patologie croniche, è evidente che la riduzione delle quantità di carne rossa nella dieta sia in grado di abbattere i livelli di danno ossidativo dell'organismo.

Fonte: http://www.biospazio.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1756
Fonte: Tappel A., Heme of consumed red meat can act as a catalyst of oxidative damage and could initiate colon, breast and prostate cancers, heart disease and other diseases., Med Hypotheses. 2007;68(3):562- 4.
per approfondimenti sul ferro non-eme, dove trovarlo negli alimenti veg* e come meglio assimilarlo: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/ferro.html

Grassi saturi
Una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati è la cardiopatia ischemica o coronaropatia. Il principale fattore di rischio alimentare individuato è l'assunzione di colesterolo e di acidi grassi saturi, in particolare l'acido miristico e l'acido palmitico. La CARNE è l'alimento attraverso il quale si introducono le maggiori quantità di colesterolo e di questi acidi grassi saturi (Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases ) Oltre a giocare un ruolo importante nella coronaropatia, i grassi saturi nella dieta sono stati implicati nell'ipertensione, ictus, diabete e alcune forme di cancro, per cui tutte le linee guida dietetiche includono raccomandazioni per ridurre l'assunzione totale di grassi e soprattutto quella di grassi saturi. (Health concerns associated with the consumption of meat)

I prodotti animali contengono anche grassi saturi, a partire dai quali il fegato sintetizza ulteriore colesterolo. I grassi insaturi non hanno invece questo effetto. I grassi saturi sono facili da identificare perché sono solidi a temperatura ambiente, mentre quelli insaturi sono liquidi. Carne di manzo, pollo, e molti altri prodotti animali contengono rilevanti quantità di grassi saturi. Questa è un'ulteriore buona ragione per evitare tali prodotti. La catena chimica di acidi grassi insaturi (di atomi di carbonio) è caratterizzata da un doppio legame, più difficile da aggredire dal nostro metabolismo, rispetto a catene che non presentano questa caratteristica.
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/pcrm/pcrm_colesterolo.html Nel 1997, il World Cancer Research Found e l'American Institute for Cancer Research concludevano che "Le diete ad elevato contenuto di grassi saturi possono aumentare il rischio di cancro mammario. Le diete ad elevato contenuto di grassi vegetali o polinsaturi non appaiono influenzare questo rischio... e le diete ricche in acidi grassi monoinsaturi non hanno alcuna relazione con il rischio di cancro mammario".
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/argomentinbreve/atti_1_forumveg.html
Studio scientifico: Food, nutrition and the prevention of cancer: a Global Perspective
Sostanze di scarto presenti nell’organismo dell’animale metabolicamente attivo
La carne non è altro che il cadavere di un essere che era “metabolicamente attivo”. Quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l'animale avrebbe eliminato con l'urina. Il dottor Owen S. Parret, nella sua pubblicazione "Perché io non mangio carne" osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile che, all'analisi chimica, risulta molto simile all'urina.
Leucomaine
Comunque presenti, indipendentemente dalla putrefazione, vi sono poi le leucomaine (alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi), cioè le basi creatiniche, le purine, l'ammoniaca, l'urea, l'acido urico, la creatinina (anidride della creatina), l'acido ippurico (cristalli bianchi, inodori, solubili in alcool e acqua, prodotto di ossidazione di sostanze proteiche introdotte con gli alimenti), tutti cataboliti di scarto più o meno tossici, presenti solo perché l'organismo dell'animale era metabolicamente attivo. Hanno diversi gradi di tossicità. Possono determinare, tra le altre cose, gotta e immunodeficienza. Purine-rich foods, dairy and protein intake, and the risk of gout in men.
Adrenalina, il neurormone della paura.
Poiché gli animali “sentono” che saranno uccisi, liberano nel sangue l’adrenalina, cioè l’ormone della paura. La percezione di questi stimoli come minaccia fisica e paura vengono elaborati a livello ipotalamico, dove evocano una risposta del sistema nervoso parasimpatico, in pochi istanti il cuore aumenta la frequenza contrattile, i bronchi, la pupilla ed i vasi sanguigni dei muscoli appendicolari e del sistema coronarico si dilatano, mentre a livello epatico viene stimolata la glicogenolisi, i vasi sanguigni cutanei e periferici si costringono e la pressione arteriosa aumenta. L’adrenalina, assunta con i prodotti animali predispone all'insorgenza di sindromi ansiogene, aumentando l'aggressività e il nervosismo.
Il "rigor mortis"

In seguito all’abbattimento dell’animale, i muscoli vanno incontro ad una serie di modificazioni biochimiche e biofisiche. L’irrigidimento cadaverico o “rigor mortis” è il primo fenomeno evidente che compare alcune ore dopo la morte. La velocità della comparsa della rigidità cadaverica dipende da diversi fattori quali: la temperatura ambientale, lo stato di nutrizione dell’animale e il grado di affaticamento al momento della morte, comparendo più rapidamente in animali malnutriti e stressati. Il rigor mortis è la conseguenza dell’esaurimento delle riserve energetiche del muscolo, in particolare dell’ATP. In carenza di ATP, actina e miosina (proteine miofibrillari) si legano irreversibilmente, il muscolo si accorcia e si irrigidisce.
Le ptomaine: gli alcaloidi cadaverici della putrefazione
La putrefazione consiste nella distruzione degli amminoacidi, con conseguente sviluppo di composti fortemente aromatici derivati dal metabolismo dell'azoto: scatolo, indolo, neurina, ammoniaca, ammine, cadaverina, putrescina, ecc. e dello zolfo idrogeno solforato, mercaptani. I primi sono responsabili di odori pungenti e sgradevoli che ricordano, ad esempio, il pesce marcio, i secondi degli odori sgradevoli che ricordano le uova marce. Si producono con la frollatura (la fase di stagionatura della carne). Sono sostanze tossiche.
La frollatura
Frollatura all'aperto
I vecchi cacciatori facevano frollare all'aperto la selvaggina. Per le lepri, per esempio, usavano come indicatore di frollatura raggiunta quello della comparsa dei primi vermi all'ano della bestia.
La frollatura (proteolisi) e la putrefazione (differenze e similitudini)
Fino a quando permane la rigidità cadaverica, la carne non è adatta per l’alimentazione essendo dura e tigliosa, solo dopo il processo di frollatura (proteolisi), il muscolo diventa vera e propria carne alimentare. La proteolisi è praticamente una putrefazione controllata che avviene a basse temperature per evitare la putrefazione immediata "mediante mantenimento della carne a 0-4 °C e ad un'umidità relativa del 75% per un periodo di 10-14 giorni dopo la macellazione." Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Alterazione_degli_alimenti#cite_note-2

La proteolisi (frollatura) e la putrefazione sono due processi fra loro strettamente correlati in quanto il primo è il preludio al secondo e, in parte, si sovrappongono con intensità via via crescente della putrefazione. La proteolisi consiste nella rottura della struttura primaria delle proteine e, quindi, nello sviluppo di catene polipeptidiche più piccole e di amminoacidiliberi. In generale la proteolisi porta ad un aumento della digeribilità delle proteine ma, anche, ad una potenziale riduzione del loro valore nutritivo.
La frollatura (nella pratica)
La carne è costituita dal tessuto muscolare degli animali. Essa non si può consumare fresca, poiché a causa delle modificazioni fisico-chimiche che si verificano nei muscoli (a partire da quelli più attivi) per accumulo di acido lattico, dopo la macellazione sopravviene il loro blocco per 1-2 giorni detto rigor mortis, che termina circa 70-80 ore dopo. Per raggiungere il giusto grado di "tenerezza" è necessaria allora la frollatura, consistente nel tenere i quarti di macellazione a temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, con conseguente dissoluzione del tessuto collagene ed una prima alterazione delle cellule del muscolo. Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall'azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici. Le più note sono scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina. Da ciò deriva la necessità di sottoporre le carni destinate al consumo non immediato a procedimenti che le rendano conservabili (congelamento, essiccamento, affumicatura, salatura, inscatolamento), o che le trasformino in prodotti non deperibili (es. estratti di carne).
Aldeide malonica
Sostanza derivata dall'ossidazione dei grassi animali. Aumenta durante la putrefazione (quindi già presente prima di essa) e durante la cottura (soprattutto alla griglia). Ha effetti tossici, mutageni e cancerogeni.

Il Prof Robert Shamberg, della Harward Medical School, chirurgo e oncologo presso l'ospedale di Boston (USA) ha individuato in tutte le carni (manzo, vitello, pollo, suino e pesce) la presenza dell'aldeide malonica, noto cancerogeno.

Diversi tipi di cibi commerciali disponibili cotti e crudi, sono stati testati per la presenza di inizio cancerogeno e mutageno dell'aldeide malonica, che è un prodotto avariato, un acido grasso insaturo. Il tiobarbiturico acido derivante dall'aldeide malonica estratto dalla carne, è stato identificato sia nella cromatografia su strato sottile, che dalla cromatografia dopo sililazione. L'aldeide malonica è stata anche identificata direttamente dalla gas cromatografia.

Fra la carne acquistata nel supermercato, il manzo, aveva la più grande quantità di aldeide malonica. Il tacchino ed il pollo cotto, ne avevano alti livelli. La maggior parte dei formaggi avevano solo poche quantità di aldeide malonica. E in contrasto, molti vegetali e frutti avevano sia minuscole quantità o nessuna di aldeide malonica.

Fonte: Pubmed: Malonaldehyde content of food - Shamberger RJ, Shamberger BA, Willis CE.
Amine eterocicliche
Le alte temperature modificano profondamente gli alimenti, che perdono enzimi, vitamine , minerali e antiossidanti e subiscono profonde alterazioni delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. I cibi che con l'alta temperatura subiscono maggiori modificazioni e aumentato rischio di cancro sono quelli a maggior contenuto di proteine animali. Gli alimenti sono trasformati dalle alte temperature in moltissimi casi in cibi mutageni e pieni di radicali liberi. Secondo le ultime le ricerche dell’Istituto Nazionale per il cancro del Governo USA (per saperne di più cercare http://cancernet.nci.nih.gov) la cottura ad alte temperature di molti alimenti di origine animale provoca la formazione delle : AMINO-ETEROCICLICHE (2-amino-1-methyl-6-phenil-imidazol(4,5-5-b)pyridine). Queste sostanze sono mutagene e cancerogene . Le AMINO-ETEROCICLICHE (HAs), non esistenti negli alimenti crudi, si formano con la cottura ad alta temperatura della carne, del pesce, del pollo e della carne di maiale. Le AMINO-ETEROCICLICHE sono minuscole molecole che originano quando gli aminoacidi e la creatina dei muscoli con l’alta temperatura reagiscono tra di loro.
Le più importanti AMINE ETEROCICLICHE sono cinque :
1) PhIP
2) MeIQx
3) Di-MeIOx 4,8
4) IQ
5) AaC
LE AMINOETEROCICLICHE sono forti sostanze MUTAGENE e nell’ 80% dei casi sono anche cancerogene. Per sostanze MUTAGENE si intendono dei composti che provocano danni al materiale genetico delle cellule. Nel 1975 il dottor Bruce Ames ha descritto un metodo (TEST DI AMES) per stabilire quanto è mutageno un alimento e quanto è potente l’azione mutagena. I vegetali cotti contengono molto meno sostanze mutagene della carne o del pesce cotti ad alta temperatura e molte volte conservano le loro proprietà antiossidanti. Numerosi ricercatori hanno confermato con la somministrazione a diversi animali di laboratorio con forti quantità di AMINE ETEROCICLICHE la loro azione cancerogena.
I Ricercatori del National Cancer Institute del Governo USA hanno identificato 17 diverse differenti AMINO ETEROCICLICHE che si formano con la cottura a molto alta temperatura di ogni tipo di carne o di pesce. In uno studio recente i Ricercatori della divisione del cancro del National Cancer Institute hanno trovato una connessione tra consumo di carne e cancro dello stomaco, lo studio ha coinvolto 679 persone di cui 176 affetti da cancro gastrico. I Ricercatori hanno trovato che i soggetti che mangiavano la carne molto cotta avevano un rischio 3 volte più alto di cancro dello stomaco di coloro che mangiavano la carne appena cotta. I Ricercatori trovarono che i soggetti che mangiavano carne 4 volte o più la settimana avevano un rischio doppio di cancro gastrico rispetto ai soggetti che mangiavano la carne raramente.
Benzopirene (Idrocarburo policiclico aromatico)

È un prodotto della combustione di materiale organico (rifiuti, nafte, cherosene, ecc.). Si trova nel fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori Diesel e... nella carne, specie se affumicata o cotta alla griglia (1 kg di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette).È cancerogeno (classificato in Categoria 1, come sostanza certamente cancerogena per l'uomo, dall'International Agency for Research on Cancer).




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Eccetera eccetera... Si potrebbe continuare parecchio, i veleni sono tanti, uno peggiore dell'altro (nel libro "How to Get Rid of the Poisons in Your Body" (ISBN: 0668041145) Gary Null ne contano circa 2700...), ma credo che più o meno il quadretto sia chiaro. Vorrei concludere con un sorriso, citando una battuta dalla striscia a fumetti Dilbert, di Scott Adams.
SOSTANZE AGGIUNTE ALLA CARNE ROSSA E BIANCA (CARNE NON BIOLOGICA).
LA CARNE NON BIOLOGICA CONTIENE TUTTE LE SOSTANZE CANCEROGENE DELLA CARNE BIOLOGICA PIU' TUTTE LE ALTRE SOSTANZE CHIMICHE DI SEGUITO ELENCATE
Integratori di vitamina B12 nel mangime per gli animali

A causa delle condizioni del tutto innaturali di allevamento la B12 è pochissima, del tutto insufficiente, infatti viene addizionata nei loro mangimi. E la B12 da integratore finisce poi nella carne. Quindi la B12 di fatto è SEMPRE QUELLA DEGLI INTEGRATORI. L'onnivoro, quindi, non prende la B12 "direttamente" dalla carne ma dall'integratore che ha assunto l'animale.


Diossina
È un prodotto della combustione di materiale organico contenente cloro o PVC. Il 90% circa dell'esposizione umana alla diossina avviene per via alimentare, attraverso il consumo del grasso contenuto nella carne, nel latte o nelle uova degli animali a loro volta esposti a diossina. È una sostanza cancerogena (Categoria 1 dell'IARC), considerata tra i più potenti veleni conosciuti. Causa leucemie, linfomi, sarcomi, infertilità, malformazioni del feto, immunodeficienza, patologie dermatologiche, ecc.
UN CANCEROGENO RICONOSCIUTO
I danni causati dalle diossine sono di diversa natura. In primo luogo, nell’esposizione acuta e a grandi quantità si producono ulcerazioni della pelle, ed è la pelle il primo bersaglio anche delle esposizioni meno forti, con una malattia chiamata cloracne, molto caratteristica perché si manifesta inizialmente con lesioni simili a grandi “punti neri”. Detto questo, già dal 1997 la IARC di Lione (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) l’ha riconosciuta come agente cancerogeno, e due anni prima aveva fatto la stessa cosa l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (l’EPA). Sono stati messi in luce anche effetti sull’apparato riproduttivo e quanto è avvenuto a Seveso ha confermato questo dato. In una ricerca pubblicata da Lancet nel 2000, a firma di Paolo Mocarelli, del Dipartimento di medicina di laboratorio dell’ospedale di Desio, si è dimostrato che l’esposizione alla diossina nell’uomo, soprattutto prima dei 19 anni, determina una minore capacità di procreare figli maschi. Nella popolazione di Seveso colpita dalla diossina nella fase prepuberale, infatti, si è avuta la nascita di 50 bambini e 81 bambine quando di solito il rapporto è di 106 a 100. Nello studio, inoltre, si è dimostrato che questo effetto si presenta anche quando nel genitore vi erano concentrazioni di diossina nel sangue molto basse.
LA DIOSSINA: UN SOTTOPRODOTTO DELL'INDUSTRIA DEL CLORO
Le diossine vengono generate come sottoprodotti non voluti di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. Le emissioni industriali di diossine possono essere trasportate per grandi distanze dalle correnti atmosferiche, e, in misura minore, dai fiumi e dalle correnti marine.
Questa è la ragione della presenza di diossine in tutto il mondo. Anche se la loro produzione cessasse, i livelli già presenti nell'ambiente impiegherebbero anni prima di diminuire. Le diossine infatti sono sostanze persistenti, per la cui degradazione sono necessari decenni o secoli, e che possono essere riciclate continuamente in diversi comparti ambientali.
L'esposizione dell'uomo alle diossine ha luogo quasi esclusivamente attraverso l'assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. In casi di esposizione di soggetti a concentrazioni particolarmente elevate di diossine (ad esempio per esposizione accidentale o sul lavoro), si è potuto constatare la capacità di questi composti a ridurre la fertilità, le capacità di sviluppo e quelle di immunodifesa oltre che l'insorgenza di tumori. I risultati di recenti studi dimostrano che le concentrazioni di diossine nei tessuti umani nella popolazione generale (dei paesi industrializzati) hanno già raggiunto o quasi livelli ai quali si possono verificare effetti negativi sulla salute. Le più recenti ricerche sugli effetti delle diossine sugli organismi viventi includono:
1) elevata sensibilità degli embrioni e dei feti di pesci, uccelli, mammiferi e uomo agli effetti tossici delle diossine. Per quanto riguarda l'uomo, gli effetti sullo sviluppo, osservati dopo un'esposizione accidentale elevata, comprendono: mortalità prenatale, riduzione della crescita, disfunzione di organi quali il sistema nervoso centrale (ad esempio, danni allo sviluppo intellettivo), alterazioni funzionali, ivi inclusi effetti sul sistema riproduttivo maschile.
2) alterazioni cellulari del sistema immunitario, variazioni nei livelli di testosterone (ormone sessuale maschile), nonché variazioni nella produzione di altri ormoni ed enzimi, possono verificarsi nell'uomo già a livelli (carichi corporei) di diossine attualmente riscontrati nella popolazione generale dei paesi industrializzati, o a concentrazini molto vicine a questi. Per soggetti la cui esposizione alla diossina è più elevata della media (dovuta, per esempio, ad una dieta prevalente a base di pesce o mammiferi marini), i rischi di effetti negativi quali la possibilità di riduzione del numero di spermatozoi, danni al sistema immunitario ed endometriosi, sono più elevati.
3) Gli effetti biologici delle diossine sembrano dipendere più dalla loro presenza in particolari organi e/o stadi vitali piuttosto che dall'entità quantitativa dell'esposizione. Studi di laboratorio hanno dimostrato che l'esposizione a dosi bassissime di diossina durante un periodo critico brevissimo nel corso della gestazione è sufficiente ad influire negativamente sulla salute del feto.
4) Nei paesi industrializzati, i livelli di diossina presenti nel latte umano fanno spesso sì che i lattanti assumano quantità di diossina di gran lunga superiori alla TDI proposta dall'OMS. Questo fenomeno è ancor più preoccupante se si considera che le stime dei rischi alla salute dovuti alle diossine non tengono conto di altre sostanze chimiche, quali i bifenili policlorurati (PCB), alle quali siamo esposti. La presenza contemporanea di questi composti in un organismo può indurre effetti cumulativi o addirittura sinergici rispetto a quelli indotti dai singoli inquinanti.
5)La diossina è cancerogena per l'uomo e per gli animali. L'EPA ha stimato che l'attuale esposizione di fondo della popolazione generale alle diossine determina un rischio di contrarre tumore variabile da 1/1.000 a 1/10.000 cittadini. Fonte: http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/2006_pesticidi/classici/emdiox.html
Nitrati e nitriti


Sali di azoto utilizzati come conservanti (soprattutto nei salumi e negli insaccati). I nitriti, e in particolare il nitrito di sodio, utilizzato come conservante (E250) e stabilizzatore del colore nelle carni e nel pesce, possono causare tumori (cervello, stomaco, pancreas e colon). I nitrati sono di per sé innocui, ma in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti.

Carcinoma of the stomach: A review of epidemiology, pathogenesis, molecular genetics and chemoprevention.
Ingredienti oculatamente nascosti con vari stratagemmi.
Leggendo questa scritta sembra non ci siano conservanti, questo è rassicurante e induce a non controllare ulteriormente il prodotto





Invece, leggendo l'etichetta, si trovano in modo chiaro tutti gli ingredienti, tra cui il: "nitrito di sodio"




Nitrosammine
Sostanze che si ottengono per reazione dei nitriti (ad esempio nel corso della cottura o della frittura, o nell'ambiente acido dello stomaco). La Food and Drug Administration ha definito le nitrosammine “uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto”. Questi composti provocano mutazione genetica tramite alchilazione del DNA, e la loro assunzione alimentare è associata col cancro dello stomaco e col cancro esofageo.
Fonte scientifica: PMID: 16865769 Nitrosamine and related food intake and gastric and oesophageal cancer risk: a systematic review of the epidemiological evidence.
Antibiotici
Sono usati per curare gli animali malati o anche a scopo preventivo (a causa delle condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti industriali). Possono rimanere nella carne macellata e, assumendoli senza necessità, si può determinare una condizione di farmaco-resistenza (che limita l'efficacia degli antibiotici indebolendo l'organismo).
Stimolatori della crescita
Ormoni, steroidi, anabolizzanti, ecc. Utilizzati dagli allevatori per incrementare la resa ponderale degli animali. Ne esistono moltissimi. Tra gli altri ricordiamo il DES (dietilstilbestrolo), un estrogeno sintetico teratogeno e cancerogeno (causa adenocarcinoma vaginale, neoplasia squamosa della cervice, adenosi vaginali, malformazioni cervicali e tubariche, ipoplasia testicolare, ecc.) utilizzato in passato anche nelle carni liofilizzate ed omogeneizzate destinate all'infanzia. Gli steroidi anabolizzanti possono determinate disturbi dello sviluppo puberale, anomalie del ciclo mestruale, ginecomastia, diminuzione del numero degli spermatozoi, diminuzione della libido, sterilità, malformazioni fetali e, a lungo termine, tumori (soprattutto epatici e prostatici). L'Unione Europea ha bandito l'uso di queste sostanze e non consente l'importazione di carne prodotta con l'uso di steroidi anabolizzanti. A causa della debolezza e dell'inefficienza dei controlli, tuttavia, è probabile che anche in Italia circoli una grandissima quantità di carne proibita.
Diserbanti e pesticidi

La biomagnificazione o bioamplificazione è il processo di bioaccumulo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi con un aumento di concentrazione di queste sostanze all'interno degli organismi dal basso verso l'alto della piramide alimentare. Quindi consiste nell'amplificazione di un contaminante andando verso i livelli più alti di una catena trofica.

Un esempio classico ne è il metilmercurio, molto diffuso nel Mar Mediterraneo. Il mercurio proveniente attraverso i fiumi dagli scarichiindustriali e il metano dai giacimenti di gas naturale.

Per effetto della biomagnificazione diviene potenzialmente pericoloso mangiare pesci di grossa taglia come tonni, pesci spada e squali, in quanto occupando i piani alti della piramide alimentare accumulano grandi quantità di metilmercurio, sostanza molto tossica.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Biomagnificazione
La carne contiene fino a 14 volte più residui che i vegetali.



Sappiamo che 50 degli agenti chimici utilizzati sono sospettati di causare il cancro. Sappiamo che la carne contiene residui circa 14 volte superiori a quelli presenti nei vegetali. Ci sono tracce di pesticidi in quasi tutto il cibo che mangiamo.Sappiamo che senza il bisogno di nutrire animali, i coltivatori potrebbero tornare alla rotazione delle colture. Potrebbero coltivare organicamente e voltare le spalle a questi derivati del gas nervino. Pretese costanti affinché la terra produca più raccolti per nutrire più animali non sono sostenibili. Questi gonfiati livelli di produzione possono essere raggiunti solo temporaneamente…inondando il suolo di costosi fertilizzanti a base di nitrogeno. Una parte di nitrogeno finisce nei fiumi… incalzando la crescita di alghe, aumentando la crescita di batteri e soffocando tutta la vita dall’acqua.Alcuni finiscono nelle riserve del sottosuolo… e tuttavia se smettessimo di mangiare animali l’intera popolazione potrebbe essere sfamata da solo il 30% della terra senza il bisogno di fertilizzanti chimici. Respirerebbe di nuovo, si rigenererebbe, recupererebbe la sua salute.
Mangimi OGM

I mangimi animali sono per la maggior parte importati e sono geneticamente modificati. Il tutto a norma di legge. Ha fatto scalpore la decisione dell'aprile 2004 di autorizzare l'importazione del mais transgenico BT11, perche' era la prima volta che un'autorizzazione veniva data dopo anni di moratoria (dal 1998).[VITA2004]

E' importante sapere, tuttavia, che in tutti questi anni sono sempre stati importati e usati alimenti OGM per il consumo animale (animali che vengono poi consumati dai cittadini europei) senza alcuna regola da rispettare. Da aprile 2004 esiste l'obbligo di etichettatura sia per cibi destinati all'alimentazione umana sia per i mangimi animali, ma NON esiste l'obbligo di dichiarare che gli animali stessi sono stati nutriti con gli OGM. [MIT2004]

Eppure gli OGM usati nel consumo umano sono una quantita' irrisoria rispetto a quelli usati per il consumo animale: il 90% degli OGM che vengono importati in Europa (soprattutto soia) vanno a finire nei mangimi per animali e nella produzione di oli e amidi. [ARPA2002]

Soia, mais e colza costituiscono, insieme al cotone, il 98% circa delle coltivazioni OGM nel mondo [ISAA2003] e il loro maggiore utilizzo avviene sotto forma di mangimi destinati a pollame, suini, bovini, pesci. Basti pensare che il 78% del mais usato in Europa (importato o di produzione locale che sia) e' destinato non al consumo umano, ma ai mangimi per animali [FAO2001].

Per la precisione, nel 2002, la superficie mondiale coltivata con piante GM era di circa 59 milioni di ettari, situata soprattutto in USA (66% della superficie totale OGM), Argentina (23%), Canada (6%) e Cina (4%). In Europa, esiste solo una piccola produzione commerciale di OGM. I vegetali GM coltivati sono per lo piu' soia (37 milioni di ettari, il 62% del totale), mais (12 milioni di ettari, 20% del totale, cotone (7 milioni di ettari, 12%), e colza (3 milioni di ettari, 5%). Le caratteristiche principali dei vegetali GM sono la tolleranza agli erbicidi (come il Roundup Ready) e la resistenza agli attacchi degli insetti. [DEN2003]

Dai dati forniti dal Ministero della salute, che ha verificato la contaminazione relativa alla presenza di Organismi geneticamente modificati su soia e mais ad uso zootecnico importati nel nostro Paese, risulta che la presenza di OGM risulta confermata per il 91% dei campioni di soia analizzati e per il 12% dei campioni di mais. [AIAB2001]

Risultati simili ci vengono da uno studio eseguito nel 2003 in Danimarca, a cura del "Danish Plant Directorate", in cui il 100% dei 91 mangimi a base di soia risultavano contenere un'alta percentuale di soia GM, mentre per il mais la percentuale risultava molto minore, 21% (su 19 mangimi analizzati). D'altra parte, l'importazione di mais e' molto minore di quella di soia: nel 2001, l'Europa ha prodotto 41 milioni di tonnellate di mais e ne ha importate 10 milioni. [DEN2003]

Riferimenti
[AIAB2001] Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, "DENUNCIA AIAB SU OGM NEI MANGIMI PRELEVATI IN AZIENDE ZOOTECNICHE BIOLOGICHE", 25-9-2001, http://www.aiab.it/nuovosito/informazione/brevi/?498
[FAO2001] Database FAO, Food Balance Sheet, http://apps.fao.org/
[FAB2001] E. Moriconi, "Le fabbriche degli animali", Ed. Cosmpolis, 2001
[ARPA2002] USL Modena, ARPA, Provinica di Modena, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna Sezione di Modena, "Oltre i geni - Alimenti transgenici", 2002
[ISAA2003] Rapporto ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), sull'andamento della diffusione commerciale degli OGM vegetali, http://www.isaaa.org/
[BIOTEC2003] S. Bonny, "Why are most Europeans opposed to GMOs? Factors explaining rejection in France and Europe", Electronic Journal of Biotechnology ISSN: 0717-3458, Vol.6 No.1, Issue of April 15, 2003, http://www.ejbiotechnology.info/content/vol6/issue1/full/4/
[DEN2003] Danish Plant Directorate, "Genetically modified soya and maize products in animal feed", 2003, http://www.pdir.dk/Files/Filer/English/Feeding_stuffs/gmoreport_2003.pdf
[VITA2004] P. Ricard, "L'UE apre le porte agli Ogm", Vita on-line, 19/05/2004, http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=43778
[MIT2004] Ministro per l'innovazione e le tecnologie - Centro Studi, "Gli OGM nella Ue - Dossier" [vISPO2004] "Indagine COLDIRETTI-ISPO sulle opinioni degli italiani sull'alimentazione", 2004
BSE e nuova variante della Malattia di Creutzfeldt-Jakob
L'evidenza ormai indiscussa che riconosce il coinvolgimento dello stesso agente eziologico nella BSE e nella vCJD suggerisce che siamo di fronte alla rottura della barriera interspecie, che ha fatto sì che la BSE sia stata trasmessa all'uomo, presumibilmente attraverso la dieta. Ciò è accaduto perché animali erbivori sono stati trasformati in carnivori ed addirittura cannibali nell'ottica di una maggior produzione di carne per scopi alimentari, fonte di immensi profitti. D'altra parte le risorse alimentari fisiologiche di questi animali non appaiono più sufficienti per sfamare il grande numero di individui necessario per far fronte alle richieste del mercato. Fonte scientifica: BSE e nuova variante della Malattia di Creutzfeldt-Jakob
Olio esausto nei mangimi

In una Europa già attraversata dalla crisi BSE (1999), esplose la vicenda dei mangimi animali contenenti diossina, una sostanza cancerogena. La vicenda portò il comitato veterinario dell’Unione europea a imporre il ritiro e il divieto di commercializzazione di polli, uova e prodotti derivati provenienti dai 416 allevamenti del Belgio. La contaminazione, secondo le ricostruzioni eseguite, furono provocate da una fabbrica di mangimi fiamminga, la Verkest, che oltre a grasso di scarto e carcasse di animali, avrebbe utilizzato residui di olii minerali per automobili e trasformatori elettrici.

All’inizio di novembre 2004 è stato lanciato un nuovo allarme alimentare in Olanda, in Germania e in Belgio,dopo aver scoperto che scarti della lavorazione (buccia) provenienti da un produttore patate fritte contaminate con diossina erano stati utilizzati come mangimi per animali da reddito, in particolare mucche da latte. Le patate erano state contaminate dopo essere venute a contatto, in una fase della produzione, con della caolina (tipo di argilla) contenente diossina. L’attività di quelle fattorie che avevano acquistato e utilizzato questo mangime sono state immediatamente bloccate.
La commissione dell’Unione europea annunciò che la situazione non rappresentava un rischio per il consumatore. Il latte contaminato ottenuto da animali così nutriti era giunto infatti al consumatore mescolato con quello proveniente da numerose altre fattorie non toccate dal problema. In questo modo, del tutto involontario, la concentrazione di diossina – secondo gli addetti ai lavori - era stata diluita ad un livello tossicologicamente trascurabile. La diossina quindi di nuovo al centro dell’attenzione in Europa e ancora una volta in relazione all’impiego di rifiuti dell’industria alimentare utilizzati per la produzione di mangimi.

http://www.vegetariani-roma.it/veganismo-2/aspetto-scientifico-2/521-cosa-contiene-la-carne.html

L'UOMO NON HA IL DOMINIO SUGLI ANIMALI,AL CONTRARIO DEVE PROTEGGERLI



Subito all’inizio della Genesi è scritto che Dio creò l’uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo, non da un cavallo.
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere, 1984

http://alimentazioneegliilluminati.blogspot.it/