martedì 29 gennaio 2013

VILLAGGI E COMUNITA' PER TORNARE LIBERI ED USCIRE DAL SISTEMA SCHIAVISTICO.













In tempi di TRUFFE FINANZIARIE CHIAMATE "CRISI" e visto che tutti si lamentano,si dovrebbe iniziare a pensare di ritornare ad essere indipendenti,abbiamo capito finalmente che il sistema oltre a non aver mai funzionato,oggi ci vuole praticamente morti,e visto che sostituisce la natura e l'essere umano al denaro,sta facendo in modo che le persone rimangano senza lavoro e senza soldi.


A tal proposito leggere il seguente articolo: http://fuoridimatrix.blogspot.com/2013/01/la-maledizione-delloro-e-del-denaro_29.html?spref=fb


Allora e' ovvio che al giorno d'oggi si inizia a pensare all'indipendenza e cercare di essere il piu' possibile meno condizionati dalla "Matrix",dal sistema creato apposta per tenere le popolazioni in schiavitu' esattamente come nel medioevo,e creare delle comunita' o dei villaggi autosufficenti energeticamente.Ve ne sono gia' diversi sparsi in tutto il mondo.Allora andiamo a darci un occhiata e buona lettura!
FDM.

Villaggi ecologici Benvenuti!

Il Villaggio ecologico un tipo di comunita' basata esplicitamente sulla sostenibilit� ambientale.

I principi di questo tipo di comunita'sono la adesione volontaria dei partecipanti e condivisione dei principi fondanti. I nuclei abitativi progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale, spesso ricorrendo all'uso di energie rinnovabili, quindi autosufficienza alimentare basata su produzione agricola organica.


Le realta' dei villaggi ecologici intendono dar vita a nuove forme di convivenza, tali da rispondere all’attuale disgregazione del tessuto familiare, culturale e sociale della condizione postmoderna e globalizzata. Il villaggio ecologico costituisce un laboratorio di ricerca e sperimentazione verso stili di vita alternativi all’attuale modello socio-economico. A differenza della comunita', di dimensioni piu' ridotte, il villaggio ecologico tende al massimo dell’autosufficienza, in modo da soddisfare il piu' possibile al suo interno ogni esigenza dei suoi membri (lavoro, svago, espressione di si, educazione, bisogni affettivi…). In questo senso, il villaggio ecologico si presta a costituirsi come un modello sostenibile, sul piano economico, sociale ed ecologico (uso di energie rinnovabili e tecnologie appropriate, difesa dell'ambiente e dell'economia locale...).

http://www.villaggiecologici.it/


ESEMPIO DI VILLAGGIO ECOLOGICO A NOVARA.


Il Villaggio Verde

Il Villaggio Verde di Cavallirio (NO) è un progetto di eco-villaggio ideato agli inizi degli anni ’80 da Bernardino del Boca, noto utopista e spiritualista, nonché artista, antropologo e filosofo, fondatore della Casa Editrice “L’Età dell’Acquario” e dell’omonima rivista bimestrale, scomparso nel 2001. Egli l o propose come centro sperimentale per l’evoluzione della coscienza della Nuova Era, un libero laboratorio del vivere secondo i valori teosofico – acquariani, ricercando l’armonia con sé stessi, gli altri e la natura. Il Villaggio Verde è una sperimentazione fatta da persone che hanno svolto o svolgono nella società attività diverse, occupando anche posti di responsabilità, al fine di proporre un modello di vita che si contrappone a quello frenetico e inquinante delle città. Tale progetto prevede la creazione di un villaggio il più possibile autosufficiente e sostenibile, formato da nuclei famigliari autonomi dal punto di vista organizzativo ed economico, ma con numerosi spazi, momenti e risorse collettive. Non vi è una ispirazione politica o religiosa prevalente, né una regolamentazione rigida: ognuno è libero di partecipare o meno alle attività comuni secondo i suoi bisogni ed inclinazioni. Le decisioni sono prese a maggioranza, ma si cerca comunque di raggiungere, e quasi sempre si ottiene, il consenso unanime.


L'orto sinergico del Villaggio verde.
https://www.youtube.com/watch?v=2c2nM6j3HeE


http://www.villaggioverde.org/


Il villaggio ecologico di Silvino : http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/arredamento-casa/2011-01-18/lefficienza-villaggio-095915.php


Comunita' fruttariana in Bolovia : http://fruitariancommunity.blogspot.it/







Esempio di abitazione ecologica in Cile.
Permacultura: Tierra, agua y sol :
https://www.youtube.com/watch?v=z0Qb4pKBJuM



Glamping Bled il Villaggio Ecologico immerso nella natura








L’estate è ormai al suo apice, per chi non è ancora partito e sta facendo il conto alla rovescia per le agoniate ferie, ma non ha ancora trovato la meta giusta che ne direbbe di trascorrere i suoi giorni di relax in totale immersione nella natura? Magari armandosi di tenda e sacco a pelo e prepararsi ad una vacanza all'avventura.



Non a tutti però forse piace fare campeggio che sia per la scomodità di dormire a terra, per la paura di insetti (soprattutto zanzare) o ancor peggio per l’ansia di non avere un riparo più che sicuro nel caso ci si prospetti all’orizzonte un bel temporale estivo. E allora per chi vuole dormire in totale sicurezza e con tutti i comfort a cui spesso si è abituati, senza però rinunciare all’idea di addormentarsi sotto le stelle, un’ottima alternativa è quella di passare qualche giorno di vacanza in un comodo e verde Glamping, ovvero un glamorous-camping, niente di meno che un campeggio a cinque stelle, dotato di ogni comodità ed ovviamente eco-sostenibile.



Di Glamping, nati negli Stati Uniti e diffusi negli ultimi anni anche in Europa, soprattutto in Francia, ve ne avevamo già parlato in passato, ma è stato proprio durante l'Alpin Crossing 2011, però, che abbiamo avuto l'occasione di visitare il Glamping di Bled in Slovenia, una delle incantevoli 24 Alpine Pearls, posto proprio sulla riva del suo pittoresco lago, sul quale oltretutto in coerenza con il piano di mobilità sostenibile che la località si è data, è vietata la navigazione alle barche a motore.



Facilmente raggiungibile in treno, in quanto a poca distanza dalla stazione, il Glamping di Bled è dotato di strutture ricettive all’ avanguardia: dalla rete wireless che copre l’intera area del campeggio, ai servizi di ristorazione all’interno ed infine allo smistamento dei rifiuti per la raccolta differenziata all’entrata. Ma ciò che rende il campeggio effettivamente glamour è il suo piccolo Villaggio Ecologico.


Ancora in fase di sviluppo, e sistemato in un’area appartata circondata dal verde, ma a due passi dal lago di Bled, il villaggio è costituito da alcune casette in legno ecologico non trattato, dagli interni ben isolati e riscaldati, con letti realizzati esclusivamente con materiali naturali quali il cotone la lana ed il lino. Pensato per turisti che vogliono fare campeggio, godere di ciò che la natura offre, senza rinunciare ai comfort, il villaggio ecologico da la possibilità ai suoi ospiti di lasciare a casa tenda, il sacco a pelo ma soprattutto la macchina, essendo più leggeri e dunque maggiormente disposti a muoversi in treno o in autobus.


Ideale per le coppie, che ricercano riservatezza e comodità, ogni casetta è inoltre dotata di servizi igienici (inclusa doccia) privati e di una romantica vasca in legno riscaldata a legna all’esterno.



Un modo alternativo di fare vacanza in campeggio dunque, dove si può stare in mezzo alla natura e goderne il suo silenzio (per evitare disturbi ai suoi ospiti e per non spaventare gli uccelli, all’interno del campeggio vengono lasciate pascolare liberamente delle pecore che brucano l’erba evitando così di usare fastidiosi tosaerba), dove si può stare comodi, rilassarsi e soprattutto senza spendere troppo, infatti a differenza di altri Glamping europei per i quali il soggiorno non è proprio economico (i prezzi si aggiornano intorno ai 100-150€ a notte), per soggiornare una notte nella casetta in legno usufruendo della vasca riscaldata, il costo è di circa 40€ a coppia per notte. Non male no?




Buone vacanze a tutti!




foto e testi: Gloria Mastrantonio




Per tutte le info www.camping-bled.com/it-glamping.html




http://www.greenme.it/viaggiare/eco-turismo/5588-glamping-bled




conferenza su Global Ecovillage Network Europe c/o Raduno RIVE
https://www.youtube.com/watch?v=RG9isszw4yk




ITALIANI IMBECILLI: Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. http://italianimbecilli.blogspot.com/2011/02/societa-gilaniche-le-floride-comunita.html


Societa' gilaniche: http://societagilaniche.blogspot.it/



Il modello gilanico


Per contro, nelle società che si avvicinano al modello gilanico, o della partnership, troviamo una configurazione di base molto diversa: una maggiore parità nella collaborazione tra uomini e donne sia nella sfera cosiddetta privata sia in quella pubblica, una struttura politica ed economica generalmente più democratica e, poiché non necessari per mantenere severi ranghi di dominazione, l'abuso e la violenza non sono nè idealizzati nè istituzionalizzati. Inoltre qui i valori stereotipati "femminili" possono essere pienamente integrati nel sistema operativo dell'autorità sociale [R. Eisler, 1987a; 1987b, pp. 7932;1998a, pp. 181-208; 1998b, pp. 145-74; 1994, pp. 3549; 1995]. Sebbene oggi si abbia una forte tendenza verso questo tipo di organizzazione sociale (più notevole nei paesi scandinavi) [R. Eisler, 1995; R. Eisler, D. Loye e K. Norgaard, 1995], fino a poco tempo fa si credeva che le società che si avvicinano alla configurazione gilanica esistessero solo al livello tecnologico più primitivo, fra tribù quali i Bambuti, i Tiruray e i Kung [C. Turnbull, 1961; P. Draper, 1975; S. Schlegel, 1970]. Nell'Ottocento gli archeologi e gli storici del mito individuarono prove dell'esistenza di società preistoriche avanzate che non erano nè androcratiche nè patriarcali; tuttavia diedero per scontato che queste società, non essendo patriarcali, fossero matriarcali [J.J. Bachofen, 1967]. Le scoperte archeologiche più recenti, pero, cosi come il riesame più scrupoloso di reperti precedenti, indicano che queste società antecedenti in realtà si orientavano verso un modello di società gilanico o di partnership. Una caratteristica sorprendente di questi ritrovamenti e che essi sono coerenti con le note leggende di un'epoca antecedente più armoniosa e pacifica. La Bibbia ebraico-cristiana parla di un giardino in cui la donna e l'uomo vivevano in armonia tra di loro e con la natura prima che un dio maschio decretasse che la donna da quel momento in poi sarebbe stata asservita all'uomo. Il cinese Tao Te Ching descrive un'epoca in cui il principio femminile, o yin, non era ancora governato dal principio maschile, o yang un tempo più pacifico e più giusto, in cui, ci viene detto, la saggezza della madre era ancora onorata. Gli scritti del poeta greco Esiodo raccontano di una "razza d'oro" che viveva in pace prima che una "razza inferiore" introducesse Ares, il dio della guerra. Queste storie sono senza dubbio alquanto idealizzate, tuttavia offrono indizi importanti su ciò che gli archeologi stanno riscoprendo: che la civiltà non solo è molto più antica di quanto non si ritenesse, ma che originariamente era anche strutturata in base a linee molto diverse da ciò che ci è stato insegnato. [J. Mellaart, 1965; M. Gimbutas, 1974; N. Platon 1966; R. Eisler, 1987a e 1995]. Ad esempio, in Europa si è dimostrata l'esistenza di società neolitiche stabili che risalgono a circa 8000 anni fa, in cui fiorivano le arti e in cui, benché esistenti, le differenze di status e di ricchezza, come scrive l'archeologo britannico James Mellaart, non erano estremizzate [J. Mellaart, 1967]. Ci sono anche indicazioni specifiche sul fatto che queste società non erano dominate dai maschi; le donne erano sacerdotesse, artigiane, e, ciò che è sorprendente per molti, le loro immagini religiose antropomorfiche sono perlopiù femminili, anziché maschili. Come ha scritto l'archeologa Marija Gimbutas, prima che l'Europa Antica fosse percorsa dalle orde indoeuropee, la femmina era vista come "creativa e attiva" e nè la femmina nè il maschio erano "subordinati l'una all'altro" [M. Gimbutas, 1989 e 1977, pp. 277-339]. Infine esistevano anche società che, contrariamente alla nostra comune visione della natura umana, sembrano essere state generalmente più pacifiche di quella che sarebbe diventata la norma successiva, poiché si nota scarsita di fortificazioni e di segni di distruzioni provocate dalla guerra. Questo si riflette anche nelle loro mappe cognitive e nella simbologia, dato che troviamo nella loro arte, vasta e notevolmente avanzata, una generale assenza della glorificazione dei guerrieri e della guerra [J. Mellaart, 1967; M. Gimbutas 1974; J. Hawkes, 1968; N. Platon, 1966]. Anche più tardi, nell'arte della civilta dell'età del bronzo della Creta minoica in forte contrasto con altre civiltà progredite dell'epoca, che erano dominate dal maschio, molto autoritarie e costantemente in guerra non ci sono grandi statue o bassorilievi di potenti re, nè grandiose scene di uomini che si uccidono a vicenda nel corso della battaglia [J. Hawkes, 1968]. L'influsso della creativita "femminile" a Creta è spesso descritto dagli archeologi. E nelle parole di Nicolas Platon (già direttore del museo dell'Acropoli, che ha condotto scavi a Cretà per più di cinquant'anni) su quell'isola "l'importante ruolo svolto dalle donne è visibile a tutti i livelli" [N. Platon, 1966, p. 177]. Platon scrive che nella Creta minoica "tutta la vita era pervasa da un'ardente fede nella dea natura, fonte di ogni creazione e armonia. Questo portava amore per la pace, orrore della tirannia e rispetto per la legge" [Ivi, p. 148]. L'arte minoica, descritta dagli studiosi come unica nella storia della civiltà per il suo amore per la vita e la natura, riflette anche una mappa culturale cognitiva che sottolinea il principio dell'associazione non solo tra gli umani, ma anche con segni di una spiritualità basata sulla natura che oggi potremmo definire una profonda coscienza ecologica. In breve, benché queste non fossero società ideali o prive di violenza, vi sono comunque prove archeologiche e mitiche secondo le quali la direzione originale della civiltà occidentale era più pacifica ed equilibrata dal punto di, vista sociale ed ecologico, caratterizzata da mappe cognitive che riflettevano un'organizzazione sociale e ideologica orientata verso un modello gilanico. Esistono, però, anche prove del fatto che, durante un periodo di caos o di grande disequilibrio sistemico, ci sia stato un profondo mutamento culturale che ha introdotto millenni orientati a un modello androcratico [J. Mellaart, 1965; M. Gimbutas, 1991].




http://isd.olografix.org/faq/faq_uomo-donna.htm



http://www.villaggioverde.org/


http://fruitariancommunity.blogspot.it/



http://vimeo.com/36878255



http://www.vivalaraw.org/



http://ecocreando.weebly.com/contatti.html



https://www.facebook.com/EcocreandoTerraInArmonia



http://viaggi.ciao.it/Tubagua_Plantation_Eco_Village_Puerto_Plata__Opinione_1443935



http://www.villaggiecologici.it/


http://www.capeverde.co.uk/Hotel/19000359/51915/Spinguera-Eco-Lodge.aspx?Booking=false


http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3777


http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/arredamento-casa/2011-01-18/lefficienza-villaggio-095915.php



AGGIORNAMENTO DEL 07/02/2013




Orto Sinergico - Agriturismo Biologico Sant'Egle
https://www.youtube.com/watch?v=mbuoCTkVHqw



L'arte di coltivare lasciando fare alla terra.




L'agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip.

Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri "essudati radicali", i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.




I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie.

Attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell'agricoltura un'attività umana sostenibile.


Per acquistare verdure biologiche ottenute da coltivazione sinergica o per imparare a fare un orto contattateci www.santegle.it


Andrea e Gabriella cambiano vita e costruiscono

una casa su due ruote. Con soli 32mila €


ROMA - Niente mutuo e niente bollette, Andrea e Gabriella Morrison hanno deciso di cambiare completamente stile di vita e di concentrarsi su cose per loro più importanti pur avendo una casa graziosa.

La giovane coppia ha progettato e creato un nido su due ruote, una casa mobile dotata comunque di ogni confort. La casa misura 8,5 metri ma i soffitti alti leggermente inclinati e le pareti bianche danno alla casa costruzione stretta l’illusione dello spazio.

L'abitazione è stata costruita in 4 mesi con un costo totale di 32 mila euro, compresi i mobili.

Nessun mutuo e spese ridotte, viste le dimensioni della casa hanno consentito alla coppia una maggiore spensieratezza. I due non si sono rivolti ad aziende ma hanno costruito da soli il loro nido, tanto che hanno voluto condividere con il web la loro idea per aiutare gli altri a costruirsi la propria casa.

http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/andrea_gabriella_morrison_casa_ruote_32mila_euro/notizie/662573.shtml




Glamping Bled il Villaggio Ecologico immerso nella natura









L’estate è ormai al suo apice, per chi non è ancora partito e sta facendo il conto alla rovescia per le agoniate ferie, ma non ha ancora trovato la meta giusta che ne direbbe di trascorrere i suoi giorni di relax in totale immersione nella natura? Magari armandosi di tenda e sacco a pelo e prepararsi ad una vacanza all'avventura.


Non a tutti però forse piace fare campeggio che sia per la scomodità di dormire a terra, per la paura di insetti (soprattutto zanzare) o ancor peggio per l’ansia di non avere un riparo più che sicuro nel caso ci si prospetti all’orizzonte un bel temporale estivo. E allora per chi vuole dormire in totale sicurezza e con tutti i comfort a cui spesso si è abituati, senza però rinunciare all’idea di addormentarsi sotto le stelle, un’ottima alternativa è quella di passare qualche giorno di vacanza in un comodo e verde Glamping, ovvero un glamorous-camping, niente di meno che un campeggio a cinque stelle, dotato di ogni comodità ed ovviamente eco-sostenibile.


Di Glamping, nati negli Stati Uniti e diffusi negli ultimi anni anche in Europa, soprattutto in Francia, ve ne avevamo già parlato in passato, ma è stato proprio durante l'Alpin Crossing 2011, però, che abbiamo avuto l'occasione di visitare il Glamping di Bled in Slovenia, una delle incantevoli 24 Alpine Pearls, posto proprio sulla riva del suo pittoresco lago, sul quale oltretutto in coerenza con il piano di mobilità sostenibile che la località si è data, è vietata la navigazione alle barche a motore.


Facilmente raggiungibile in treno, in quanto a poca distanza dalla stazione, il Glamping di Bled è dotato di strutture ricettive all’ avanguardia: dalla rete wireless che copre l’intera area del campeggio, ai servizi di ristorazione all’interno ed infine allo smistamento dei rifiuti per la raccolta differenziata all’entrata. Ma ciò che rende il campeggio effettivamente glamour è il suo piccolo Villaggio Ecologico.









Ancora in fase di sviluppo, e sistemato in un’area appartata circondata dal verde, ma a due passi dal lago di Bled, il villaggio è costituito da alcune casette in legno ecologico non trattato, dagli interni ben isolati e riscaldati, con letti realizzati esclusivamente con materiali naturali quali il cotone la lana ed il lino. Pensato per turisti che vogliono fare campeggio, godere di ciò che la natura offre, senza rinunciare ai comfort, il villaggio ecologico da la possibilità ai suoi ospiti di lasciare a casa tenda, il sacco a pelo ma soprattutto la macchina, essendo più leggeri e dunque maggiormente disposti a muoversi in treno o in autobus.








Ideale per le coppie, che ricercano riservatezza e comodità, ogni casetta è inoltre dotata di servizi igienici (inclusa doccia) privati e di una romantica vasca in legno riscaldata a legna all’esterno.








Un modo alternativo di fare vacanza in campeggio dunque, dove si può stare in mezzo alla natura e goderne il suo silenzio (per evitare disturbi ai suoi ospiti e per non spaventare gli uccelli, all’interno del campeggio vengono lasciate pascolare liberamente delle pecore che brucano l’erba evitando così di usare fastidiosi tosaerba), dove si può stare comodi, rilassarsi e soprattutto senza spendere troppo, infatti a differenza di altri Glamping europei per i quali il soggiorno non è proprio economico (i prezzi si aggiornano intorno ai 100-150€ a notte), per soggiornare una notte nella casetta in legno usufruendo della vasca riscaldata, il costo è di circa 40€ a coppia per notte. Non male no?

Buone vacanze a tutti!

foto e testi: Gloria Mastrantonio

Per tutte le info www.camping-bled.com/it-glamping.html

Per saperne di più sul glamping


Il Giardino di Emila Hazelip video
https://www.youtube.com/watch?v=s4shiyRER1w&list=PL9B2FE0600609473B





sabato 26 gennaio 2013

IL KARMA E L'ALIMENTAZIONE









IL KARMA E L'ALIMENTAZIONE

In questo mondo, ogni essere vive alle spese di altri esseri e perciò, provocando maggiori o minori sofferenze, perpetua il proprio incatenamento alla ruota di morti e rinascite per pagare i suoi debiti. L'alimentazione è una delle maggiori cause di incatenamento alla sofferenza, la più basilare e quotidiana. Il corpo umano è fisiologicamente progettato per nutrirsi di frutta, verdura, cereali e semi. Se noi mangiamo altre cose, sostanze non destinate alla nostra alimentazione, come carne animale, sostanze tossiche e dannose e via dicendo, provochiamo una reazione negativa nel nostro corpo, tanto più negativa quanto più le sostanze che abbiamo introdotto nel corpo causano o hanno causato sofferenza ad altri esseri o alla natura.

La reazione karmica dell'abbattimento degli animali comincia subito, con l'adrenalina prodotta dall'animale per la collera e la paura e che viene introdotta, insieme ad altre endorfine prodotte dalla sofferenza dell'animale (che provocano aggressività, depressione, angoscia e senso di disperazione) nell'organismo di chi mangia la carne. Ma agisce anche a livello più sottile, poiché il corpo eterico dell'animale, "le sue vibrazioni", la sua identificazione, le sue qualità, vengono assorbiti dal nostro corpo mentale proprio come le endorfine, le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne morta, gli antibiotici e gli ormoni sintetici contenuti nel sistema circolatorio e nelle cellule dell'animale sono assorbiti dal nostro sangue. Possiamo osservare questo meccanismo di "assorbimento delle vibrazioni" anche in coloro che si limitano a stare a stretto contatto con la fonte delle vibrazioni stesse, senza introdurle nel proprio corpo. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare perché i suoi schemi mentali si modellano in quella data maniera. Due persone che vivono insieme da molti anni in stretto contatto -- coniugi, collaboratori o simili -- si ritrovano ad assumere reciprocamente certe abitudini, atteggiamenti e qualità dell'altro. Chi vive solo con il proprio cane per molti anni subisce una specie di trasformazione sottile, in cui pian piano cane e padrone arrivano ad assomigliarsi sempre più -- l'animale prende tratti e caratteristiche sempre più umane, e l'essere umano arriva anche fisicamente ad assomigliare all'animale.

Addirittura è stato osservato che alcuni macellai o forti consumatori di carne di un certo tipo -- specialmente suina -- finiscono con l'assumere anche fisicamente certi tratti che ricordano l'animale stesso.

La conoscenza vedica ci spiega che stando a contatto con una determinata qualità della natura noi acquisiamo le sue caratteristiche sottili, che nel corso del tempo determineranno il nostro prossimo corpo grossolano. Al momento della morte, il nostro stato di coscienza ci porterà ad essere attratti dalla situazione in cui potremo sviluppare il tipo di corpo adatto per la mentalità, i desideri e i ricordi -- le "vibrazioni" che conserviamo. E nel momento decisivo, la nostra mente sarà oppressa dal ricordo di tutte le sofferenze che abbiamo causato, anche quelle che abbiamo creduto di dimenticare o di non notare affatto. E' tutto accuratamente registrato a livello sottile nel nostro subconscio, e al momento della morte salta fuori in modo estremamente vivido. Il nostro subconscio sa perfettamente quali sono le sofferenze degli animali nei mattatoi (che per legge non possono avere finestre che si aprono sull'esterno per non "turbare" i passanti) o negli allevamenti intensivi (che sono generalmente chiusi al pubblico). Proprio per questo motivo la pubblicità deve costantemente offrire immagini di animali felici e contenti per convincere i consumatori ad acquistare prodotti non vegetariani. Se gli spot e le foto pubblicitarie mostrassero la realtà dell'animale macellato, gli acquirenti inorridirebbero e le vendite avrebbero un calo disastroso. Non ci piace sentirci dire che stiamo mangiando un animale morto, perché i nostri sensi di colpa a livello del subcosciente si mettono immediatamente ad abbaiare e ringhiare dalla cantina buia e profonda in cui li abbiamo rinchiusi.

http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=193

giovedì 24 gennaio 2013

PITAGORA,EMPEDOCLE,PORFIRIO,ERACLITO,PLATONE RACCOMANDANO DI NON MANGIARE ANIMALI.






Nel corso dello sviluppo storico e delle culture che ne derivano, molti filosofi, rivolgendo lo sguardo agli animali, ne hanno rilevato l’unicità, l’intelligenza e l’innocenza.

La presa di posizione contro i sacrifici agli dei e una scelta di vita vegetariana, come etica del rispetto della vita, si collegano con molte figure del pensiero filosofico greco, quali Pitagora, Empedocle, Platone, Porfirio Eraclito . Raccomandando di non mangiare mai animali, di non immolarli agli dèi, né di arrecare loro il minimo danno, ma, anzi, di rispettare col massimo scrupolo le norme della giustizia anche nei loro riguardi, Pitagora prescrive a politici e legislatori di astenersi dal cibo animale «poiché, volendo costoro praticare in sommo grado la giustizia, non devono recare offesa a nessuno degli animali a noi affini. Infatti, come possono persuadere gli altri ad agire giustamente, quando essi stessi fossero dominati dallo spirito di sopraffazione?». Pitagora, che si abbiglia di lino e intreccia il vimine per farsene calzature, ammette solo altari incruenti di frumento, orzo e focacce. Il filosofo medico Empedocle narra, invece, di un’età felice, in cui uomini e animali erano amici fra di loro, «non esistevano guerre, non si tingeva l’altare con l’immacolato sangue dei tori, ma per gli uomini era questo il massimo abominio: le pie membra divorare strappandone l’animo». Diversamente da Pitagora, il cui divieto di maltrattare e mangiare gli animali era fondato sulla credenza dell’esistenza e immortalità dell’anima in ogni corpo, in Empedocle la solidarietà con tutti i viventi è anelito struggente verso la totale armonia. In lui non c’è distinzione tra corpo e anima, tutte le cose sono fornite di intelligenza e di pensiero, «non potrebbe esistere un animale che fosse irragionevole». La fine dell’orrenda strage di animali è, per Empedocle, l’inizio di una nuova civiltà.

Platone, sensibile al pensiero di Empedocle, attribuisce al mondo animale due dimensioni: una divina e l’altra della sua propria ipseità. In ciascun animale, dice, «è presente l’impronta divina ed, essendo questa, luce, bene, perfezione, chi porta l’impronta è somigliante a ciò che l’ha impressa» . Tutti i viventi, perciò, formati su comando dell’Ordinatore dell’Universo, sono dotati di anima: Egli crea gli alberi, le piante e i semi per dare sostentamento a tutti. Coniugandosi anch’egli con la pietà verso tutti i viventi, perché la natura tutta è imparentata con se stessa, spinge lo sguardo verso una originaria vita felice, al di là della proprietà, della caccia, della guerra. Nel Politico, Platone descrive un tempo in cui gli uomini avevano una grande disponibilità di tempo e il potere di stabilire relazioni e conversazioni con gli animali: «discorrevano fra loro e interrogavano tutte le specie animate per sapere se una ve ne fosse che per una sua particolare capacità avesse mai potuto conoscere qualche cosa a tutto superiore nel procurare grande apporto al tesoro dell’intelligenza». Come, più tardi, riconoscerà anche Porfirio, Platone è convinto che, con l’uccisione degli animali, sono penetrati nel mondo il lusso, la guerra, l’ingiustizia. La costruzione della Città della Giustizia impone, perciò, riforme etiche, politiche e religiose che escludano sacrifici di sangue, in conformità anche ad una alimentazione vegetariana: nella Repubblica gli uomini si nutrono di orzo e grano, impastano farine per farne focacce e pani, «così passeranno la vita, come è naturale, in pace e in buona salute, moriranno in tarda età e trasmetteranno ai discendenti un sistema di vita simile a questo».

Diversamente da Platone, Aristotele scriverà opere specifiche sul mondo animale, relativamente a ciò che li differenzia dall’uomo, distinguendo tre anime: vegetativa – o nutritiva – sensitiva e razionale, attribuendo la prima alle piante, la seconda agli animali, la terza agli uomini. Nella concezione di Aristotele, gli animali sono accomunati agli schiavi e alle donne. Ciò nonostante, nel suo trattato Sull’anima, egli rileva come gli animali abbiano desideri, provino piacere e dolore ed abbiano una certa capacità di comprensione intellettuale che li rende simili all’uomo. La prima importante presa di posizione in difesa di tutti gli animali si troverà nelle opere di Plutarco. Il riordino del cosmo, afferma Plutarco, «implica il riconoscimento della giustizia relativamente a tutto l’universo animale». Osservando che «la natura non è zoppa e non ha fatto dell’animale un essere puramente sensitivo»; conclude che la loro debolezza rende semmai ancora più odiosa l’ingiustizia nei loro confronti. In Del mangiar carne, Plutarco esorta l’uomo a vivere più felicemente «senza piatti pieni di pesci o di fegati d’oche, senza trinciare buoi e capretti, senza andare a caccia per uccidere animali indifesi, strappando la vita alle madri delle bestiole, ai piccoli, a tutto ciò che si muove». Tutto ciò, scrive, è pura crudeltà; ancor prima di essere ingiustizia, è irrazionalità, non-senso, mancanza di equilibrio. L’uomo «si pasce di carne rimanendone castigato con molte e lunghe malattie, quando in ogni stagione l’arte dell’agricoltura gli mette a disposizione frutta e seminati in grande abbondanza».

Egli si chiede, perciò, «con quale pensiero ardì il primo fra gli uomini insanguinarsi la bocca, appressarsi alle labbra la carne del morto animale, […] le membra che poco avanti belavano, mugghiavano, andavano e vedevano? Come poterono soffrire gli occhi di scorgere l’uccisione degli animali scannati, scorticati, smembrati?». Gli uomini, dice Plutarco, uccidono gli animali, «le cui voci tremanti sono stimate essere senza significato e pur son preghiere». La più grande opera scritta in difesa del mondo animale sarà, invece, il De abstinentia carnibus di Porfirio di Tiro, dove si afferma che caccia e guerra, indissolubilmente unite, sono l’ingiustizia perseguita con l’inganno e la frode, quale risultato di una terribile violazione originaria. Gli animali, sottolinea Porfirio, «hanno il discorso interiore, […] sono ragionevoli per natura, […] non sono privi di sensibilità, ma ne hanno più degli uomini». L’uomo non è in grado di penetrare nel loro ragionamento. Egli afferma che «il superamento di un universo di dolore inutile è possibile: sicuramente Dio non ha fatto in modo che ci fosse impossibile assicurare la nostra salvaguardia senza fare del male ad altri per cibarsene». Giustamente Eraclito, filosofo di Efeso, ritiratosi a vivere sui monti, osserva come il dolore, espressione della lotta cosmica, attraverso l’uccisione di uomini e animali, allontana dalla comprensione dell’unità dei viventi.



da promiseland.it
di Annalisa Ruffo

martedì 22 gennaio 2013

VIOLENZA TRA GLI UOMINI:FRUTTO DELLA VIOLENZA SUL CREATO.





Violenza tra gli uomini: frutto della violenza sul creato
Scritto da Franco Libero Manco

C’è una correlazione profonda tra la capacità di usare violenza agli animali e l’inclinazione ad essere violenti nei confronti degli uomini. Questo è dimostrato da molti studi effettuati in ogni parte del mondo dove risulta che il 30-40% di coloro che si sono macchiati di atti di violenza nei confronti degli esseri umani, fin da bambini si erano abbandonati ad atti crudeli nei confronti degli animali. E come potrebbe essere altrimenti. L’insensibilità acquisita nell'esercitare violenza su esseri senzienti, che piangono e disperati urlano di dolore, non può che rendere insensibile l’uomo verso il suo simile. Io ritengo che l‘indifferenza verso il dolore altrui sia il vero cancro del genere umano. Non solo. Nella violenza verso gli animali s’annida il disprezzo delle differenze formali e sostanziali componenti la vita e questo abitua all'idea della supremazia del più forte sul più debole, con i risultati tristemente noti. Quando l’essere umano saprà valorizzare, amare e rispettare il “piccolo” solo allora sarà in grado di amare e rispettare anche il suo simile.

Nei paesi più poveri, dove il consumo di carne è limitato, si riscontra un tasso di criminalità nettamente inferiore rispetto ai paesi benestanti, a riprova che l’alimentazione incide sul comportamento dell’uomo, come degli altri animali. Osservando la natura si può notare che gli animali più miti, pacifici e socievoli (come il gorilla, bue, il cavallo, l’elefante, la pecora ecc.) sono vegetariani, mentre gli animali più aggressivi e solitari sono carnivori.

Sotto l’aspetto scientifico è dimostrato che la carne agisce sul sistema nervoso come un eccitante, una specie di droga che genera dipendenza e, specialmente nel bambino, irrequietezza ed aggressività. Questo è dovuto anche al fatto che l’introduzione di carne provoca una caduta del tasso di calcio.

I cibi ad alto contenuto proteico di provenienza animale apportano notevoli quantità di tiroxina, dopamina e noradrenalina e carenza di triptofano e serotonina, con conseguente disposizione alla competizione, alla lotta, a comportamenti aggressivi e autoritari e violenti. Questo è dovuto al fatto che la demolizione delle proteine animali determina la liberazione di alcuni aminoacidi neurotrasmettitori che generano, appunto, aggressività. La dopamina e la adrenalina: sono, infatti, i neurotrasmettitori preposti all’aggressività degli animali carnivori.

Invece gli alimenti contenenti triptofano (legumi, nocciole, mandorle, patate, spinaci, cavoli, zucchine, pomodori ecc.) producono nel cervello il neurotrasmettitore serotonina che, attivando le encefaline, induce alla socievolezza, al comportamento pacifico, alla calma e alla distensione neuromuscolare. Questo favorisce l’azione delle onde encefalografiche di base “alfa” tipiche di un cervello vigile e cosciente, che predispone l’individuo, oltre alla creatività e all’intuizione, ad un rilassamento nervoso simile alla condizione che si manifesta durante la meditazione e la preghiera.

Di seguito vengono riportati solo alcuni dei moltissimi filosofi, uomini di cultura e di scienza di ogni tempo e paese che hanno evidenziato la profonda relazione esistente tra violenza sugli animali e crudeltà verso gli uomini.

Pitagora: “Fintantoché l'uomo continuerà a distruggere tutte le forme di vita, che egli considera inferiori, non saprà mai cos’è la salute e non troverà mai la vera felicità.”

Porfirio: “Nel periodo in cui nacque l’ingiustizia verso gli animali furono introdotte la guerra e la bramosia del potere”.

Orazio:“La violenza sugli animali è il tirocinio per ogni crudeltà nei confronti degli uomini.”

Plutarco: “L’uomo mangia a sazietà cibi macchiati dalle stragi di animali rendendosi molto più feroce delle fiere più selvagge. Ciò che si fa agli animali presto lo si fa anche agli uomini.”

Kingsford: “Finchè gli uomini si ciberanno come le tigri in essi permarrà la natura della tigre.”

Shophenauer: “La pietà per ogni essere vivente è la più valida garanzia per il buon comportamento dell’uomo.”

C. W. Leadbeater: “Ogni animale sgozzato irradia sentimenti di orrore e di odio saturando la nostra atmosfera: dannose vibrazioni si ripercuotono specialmente sui bambini. Sensazioni di terrore fluttuano nell’aria e moltissimi bambini ne sono presi dalla paura senza causa apparente. Non comprendono che l’agitazione proviene dall’atmosfera in cui vivono satura di sentimenti ostili provenienti dalle creature immolate. Non v’è dubbio che il progresso dell’umanità porterà all’abolizione dell’alimentazione carnea perché immorale, antieconomica, fonte di malattie e di aggressività. Prima l’umanità accetterà queste lapalissiane ragioni e prima supererà il circolo vizioso della crisi concatenata che ne deriva come una nèmesi karmica della macellazione di miliardi di animali in tutto il mondo.”

M. Yourcenar: “C sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati: meno vagoni blindati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza acqua e senza cibo diretti al macello.”

Einstein: “Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell’umanità.”

L: Tolstoji: “Il vegetarismo non è soltanto una lotta contro la barbarie, ma il primo gradino di un progresso spirituale. Nel costante suicidio morale è il male supremo della caccia.”

G. B. Shaw: “Invochiamo da Dio la pace sopra ecatombi di animali massacrati e come conseguenza logica, la crudeltà genera la guerra.”

Nietzsche: “È stato staccandosi dalla natura che l’uomo è divenuto il più crudele degli animali.”

E. K. Koberwitz: “Penso che gli omini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino ad allora ci saranno le guerre perché l’addestramento all’uccidere necessita essere fatto tecnicamente e moralmente sui più piccoli.”

Kant: “L’uomo deve mostrare bontà di cuore verso gli animali. Chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli umani. È possibile giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali.”

E. da Rotterdam: “A forza di sterminare animali s’era capito che anche sopprimere l’uomo non richiedeva un grande sforzo.”

M. de Saxe: “Finché gli uomini continueranno ad uccidere gli animali essi non cesseranno neppure di uccidersi tra di loro. Il mondo degli animali si vendica dell’umanità forzandola nelle guerre a divenire carnefice di se stessa.”
http://www.universalismo.it/violenza-tra-gli-uomini-frutto-della-violenza-sul-creato.html

domenica 20 gennaio 2013

I SACRIFICI DI ANIMALI NEI MACELLI SONO GLOBALMENTE ACCETTATI,PERCHE'?






Sacrifici di sangue
17 giugno 2011 | Autore Roberto Duria |

A noi lasciano solo le briciole! Noi veniamo a sapere solo i nomi di quelli che li hanno stancati. Quelli che li hanno voluti imitare senza le adeguate coperture; senza la loro approvazione. I Bambini di Satana del bolognese Marco Dimitri e le Bestie di Satana di Nicola Sapone erano gruppetti di emulatori metallari che sono caduti in disgrazia presso i veri satanisti e, da questi, sono stati lasciati senza protezione. Lasciati al loro destino, cioè incarcerati, com’era giusto che fosse. Ma loro, quelli veri, altolocati e professionisti seri del satanismo, con doppia vita in stile dottor Jeckill e mister Hide, non saranno mai messi sotto i riflettori dei mass-media e non cadranno mai sotto il giudizio dell’opinione pubblica, giacché la Fratellanza Nera di maghi massoni adoratori del Male troverà sempre il modo di toglierli dai guai. Una mano lava l’altra, specie se è la mano imbalsamata di un impiccato, potentissimo talismano.

Verso la metà degli anni Sessanta, in una villa sulle rive del lago di Como, si riunivano ricchi signori sfaccendati in cerca di forti emozioni. Chi ha visto i film “Eyes wide shut”, di Stanley Kubrick

http://www.youtube.com/watch?v=THNzuF33tZo

e “Le 120 giornate di Sodoma”, di Pasolini

http://www.youtube.com/watch?v=l2XzE2rgTGY

sa di cosa sto parlando.


Stranamente, entrambi i registi sono morti subito dopo la realizzazione dei film, che anzi nelle sale uscirono postumi. Non è stato un caso, secondo molti. La morte dei due registi, che ufficialmente non è riconducibile alle loro controverse opere, indicherebbe il grado d’influenza detenuta dalla setta di uomini potenti che si divertono a evocare il demonio e che sono in grado di spedire sicari ad ammazzare gente scomoda. La morte per incidente di macchina o per infarto è tipica della metodologia dei servizi segreti e di altri gruppi clandestini che detengono un potere che l’uomo della strada non riesce nemmeno a immaginare.

Comunque sia, la notizia riportata da Paolo Franceschetti è di quelle che mettono i brividi:

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2011/06/sacrifici-umani-testimonianze-di.html

Tre donne sopravvissute agli abusi subiti da ricchi satanisti, con la collaborazione dei loro sciagurati genitori, hanno trovato il coraggio di presentare denuncia presso quattro procure della Repubblica. Hanno trovato, va anche detto, un avvocato disposto a farlo e anche questo non dev’essere stato facile, tenuto conto che si tratta di un terreno pieno di sabbie mobili. Da lasciarci le penne, dopo aver sbattuto ripetutamente contro il classico muro di gomma. Fino a questo momento, infatti, tutte e quattro le Procure hanno insabbiato la denuncia, segno che fra i satanisti coinvolti nei fatti ci devono essere anche dei magistrati, forse ancora in servizio.

Il calvario delle tre donne cominciò in tenera età. Già verso i due anni di vita c’erano adulti che le violentavano. Gli stessi padri, alcolizzati e mentalmente psicolabili, abusavano di loro. Poi le passavano ad amici e infine venivano tirati dentro il clan dei satanisti veri e propri. Lo scenario in cui le orge si compivano era quella villa tutt’ora in piedi sulle rive del lago di Como, ma anche altre lussuose magioni. Il marchese De Sade scrisse “Justine” e altre opere analoghe e siccome colui che diede il nome al sadismo visse nel Settecento si deve dedurre che infierire sessualmente su minori, nell’ambito di messe nere e altri riti esoterici, è una tradizione che non è mai venuta meno. Tranne forse durante i periodi delle due guerre mondiali.

In quella villa sul lago di Como, in certe occasioni, arrivavano pullman e camion carichi di bambini rumeni, a volte anche con qualche handicap, forse venduti o ceduti dalle famiglie d’origine in cambio della promessa di portarli in qualche ospedale o di avviarli al lavoro, un po’ come succede ancora oggi con le ragazze che, a dispetto della promessa di un’occupazione, finiscono sulla strada. Che negli anni Sessanta la Romania fosse un paese povero è verosimile, ma quanto è verosimile la notizia che pullman di bambini potessero passare la frontiera di Tarvisio per entrare in Italia? Si può ipotizzare qualche forma di coinvolgimento da parte della Curia, tenuto conto della tendenza di molti sacerdoti a manifestazioni di tipo pedofilo. Curia che magari forniva l’alibi per avviare quei bambini in colonie elioterapiche, istituti religiosi od orfanotrofi. Per non parlare del numero impressionante di bambini che scompaiono ogni anno e che non vengono più ritrovati e non parlo solo dei bimbi sudamericani che vengono rapiti per l’espianto dei loro organi, ma di bambini di razza bianca che vivono nel “civilissimo” Occidente.

Stando alla denuncia delle tre sopravvissute, in alcune occasioni arrivavano presso le ville in dotazione ai satanisti anche barboni, alcolizzati cronici e altre persone non garantite, ma non venivano usate per scopi sessuali, bensì per pratiche sedicenti scientifiche volte a sperimentare nuovi modi di condizionare la mente. Gli USA, alla metà degli anni Sessanta, erano già ben avviati nella sperimentazione del MK-ultra, dove per MK s’intende Mind Kontrol, ma sottoporre quei poveri senzatetto a tali trattamenti in una villa privata, lontano dai laboratori asettici all’uopo predisposti, sembra più un gioco per gente annoiata o un trastullo di sadici in vacanza. Un po’ come il francese Claude Bernard che, dopo il lavoro di ricerca fatto in ospedale, continuava a torturare cavie nella cantina di casa, arrivando una sera a fare esperimenti sul cagnolino della figlia, cosa che fece decidere la moglie a chiedere il divorzio e a fondare la prima associazione antivivisezionista francese.

Stando ai racconti delle tre sopravvissute, secondo i ricordi che gli psichiatri sono riusciti a far emergere, quando arrivavano i bambini rumeni, qualche zingarello o i barboni alcolizzati, c’era gente in divisa ad accoglierli e a sottoporli a torture, divise che avrebbero potuto essere sia naziste, con tanto di svastica, sia dell’U.S. Army. E’ probabile che fra essi vi siano stati anche esponenti dell’alto clero. Vi erano anche molte donne, tra cui la madre di una delle tre sopravvissute che, per l’occasione, si vestiva da suora.

Vi si tenevano anche dei “giochi”: il gioco della volpe, il gioco del coniglio e i bambini venivano divisi in “gatti” e “topi”, a seconda che dovessero essere manipolati mentalmente a diventare esecutori di ordini e piccoli assassini (i gatti) o semplicemente uccisi (i topi). Questi ultimi, una volta usati per scopi di violenza sessuale, venivano uccisi e squartati e, quelli più piccolini, dati in pasto ai pitoni che erano custoditi nelle grotte della villa. Nelle quali venivano tenuti anche alcuni coccodrilli e uno dei giochi preferiti dai satanisti era quello della dimostrazione di coraggio: il bambino veniva gettato nella vasca e doveva salvarsi salendo velocemente oltre il bordo prima che il coccodrillo lo azzannasse. Divertente, vero?

Va evidenziato che l’uso dei nomi di animali, per riferirsi alla destinazione da dare ai bambini, indica che era all’opera una reificazione, letteralmente “riduzione a cosa”, ovvero nella mente malata di quei ricchi magistrati, militari e liberi professionisti era avvenuto un declassamento dei bambini da membri della specie umana ad animaletti di cui abusare impunemente. Questo avviene anche durante tutte le guerre, laddove per i marines che combattevano nelle battaglie del Pacifico i giapponesi non erano esseri umani, ma….scimmie gialle. E viceversa. E così anche per gli agenti delle Forze dell’Ordine, i delinquenti uccisi durante le sparatorie non sono più esseri umani, ma….bestie. E viceversa. Idem presso i tedeschi sotto il nazismo: gli ebrei venivano chiamati abitualmente “ratti”, tanto che il fumettista (ebreo) Spiegelman ne fece un tema portante e di successo dei suoi fumetti, in cui i tedeschi erano gatti e i polacchi maiali. Questo non vi ricorda Orwell con la sua Fattoria degli animali?

Le tre donne sopravvissute a tali esperienze raccontano inoltre che in tenera età le loro madri, oltre a farle prostituire, le portavano nei cimiteri dove, alla presenza di altre persone, venivano rinchiuse nelle bare e nelle tombe con coperchi di cartongesso, da cui dovevano uscire con le loro sole forze. Venivano chiamate prove di resistenza. Un solo trauma così basterebbe a rovinare la psiche di un bimbo per tutta la vita, ma quelle madri snaturate sottoposero le bimbe a tali trattamenti più di una volta.

Molte volte mi trovo a ripetere che già gli antichi saggi del passato, come per esempio Pitagora, sapevano che la violenza sugli animali è propedeutica alla violenza sull’uomo, per cui in una società dove la violenza sugli animali è la norma, nei mattatoi, negli allevamenti, nei circhi e nei laboratori di ricerca, diventa logico che tale violenza su esseri inermi e incapaci di difendersi trasudi fuori dall’instabile e precario recinto dove la si è voluta rinchiudere, per dilagare all’esterno e prendere forme di aberrazione mentale come quelle descritte dalle tre ragazze. Se nel corso dei secoli le nostre guide religiose hanno tralasciato di evidenziare l’importanza dell’enunciato pitagorico, che non nasceva in Grecia ma veniva dall’Oriente, ci sarà stata una ragione. Immagino una ragione di tipo materialista, edonistico. Forse perché i preti sono dei grandi mangiatori di bistecche, come disse Nietzsche, e rendere immorale la violenza sugli animali, oltre a quella sull’uomo, li avrebbe privati del loro spuntino preferito. Insomma, un altro addebito sulle spalle dei sacerdoti cristiani.

Il danno è ben più vasto. Non basta che le guide religiose abbiano trascurato i diritti degli animali, per puro godimento gastronomico. C’è voluta anche la complicità della gente normale, cioè di tutti noi. Noi che siamo qui a scandalizzarci e rabbrividire per le perversioni inflitte a poveri bimbi, non battiamo ciglio e anzi, tutte le perversioni che stimati dottori praticano nei lindi laboratori di ricerca, le consideriamo un male necessario. Le chiamiamo scienza. La Nemesi ogni tanto si sveglia dal suo torpore ma con gli occhi cisposi non ci vede bene e prende a caso membri della nostra specie, sottoponendoli a quei trattamenti che altri membri adulti della nostra razza fanno agli animali. La sproporzione tra il male inflitto agli animali e quello inflitto al nostro prossimo resta, comunque, immane. Com’è immane il disgusto per l’efferatezza di pochi, ma soprattutto per l’indifferenza di tutti gli altri.

http://www.stampalibera.com/?p=27766

giovedì 17 gennaio 2013

COSPIRAZIONE MONDIALE CONTRO LA SALUTE.I servi del sistema avvelenano le popolazioni tramite l'alimentazione e i farmaci.


            I servi del sistema avvelenano le popolazioni tramite l'alimentazione e i farmaci.

ALIMENTAZIONE SEMPRE PIU' POVERA E MALSANA SOPRATTUTTO PER GLI OCCIDENTALI,ALIMENTI INFERIORI QUALI CARNE(PEZZI DI ANIMALE MORTO)LATTICINI,PESTICIDI E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA.

"Cospirazione Globale contro la Salute" è il titolo dell’eccellente libro di Claire Sèverac che segue “La Mafia Medica” Dr. Ghislaine Lanctôt (un riferimento mondiale).

Una moltitudine di dettagli riguardo a queste medicine prodotte per avvelenare, sulle tecniche impiegate per occultare le vittime, un’ottima investigazione sulle ragioni e sugli autori, l’insieme di questi dati conferma la necessità assoluta della Demosofia.

Se la chimica, la biotecnologia, il settore agro-alimentare, l’industria farmaceutica, associati all’ OMS, rappresentano di fatto una delle armi più importanti del Nuovo ordine Mondiale per sterminare il 90% della popolazione umana e imporre una dittatura mondiale su chi resterà, questo è solo uno degli aspetti del piano generale!

Questo si sa da molto tempo: una rivolta cittadina contro il “Codex Alimentarius” di 438 milioni di petizioni inondò le caselle di posta elettronica degli eurodeputati fino al punto che le comunicazioni interne vennero intasate.
Ma quanto vale una petizione di 438 milioni di persone contro il denaro dei leader del Nuovo Ordine Mondiale? Il voto degli eurodeputati è la risposta!


Molte persone non hanno compreso il ruolo e l’importanza del Codex Alimentaiurs nei piani del Nuovo Ordine Mondiale. Tuttavia, i leader del Club Bilderberg hanno speso una piccola fortuna per corrompere i deputati con lo scopo di ottenere che questa legge venga approvata, e questo non senza ragioni:

Il Codex Alimentarius regola tutti gli aspetti della salute umana, dall’alimentazione fino alla medicina. Originariamente fu Hitler ha concepire questo piano per convertirsi nel padrone del mondo attraverso il controllo di tutta l’alimentazione umana. Immediatamente dopo la guerra Rockfeller la fece propria.

I proprietari dei grandi gruppi farmaceutico-chimici del pianeta, cosi come le multinazionali dei prodotti transgenici e della rete di distribuzione alimentaria, Rockfeller e altri, hanno creato un Codex Alimentarius a loro misura, che permette loro di proibire agli agricoltori di riutilizzare i semi del loro raccolto, come a un giardiniere di coltivare piante che potrebbero essere curative. Esattamente la stessa operazione che permette loro di mporre i loro prodotti petrolchimici attraverso la proibizione di tutti i sistemi di produzione di energia alternativi. Ora, il Codex permette loro di imporre l’introduzione dei loro prodotti chimici nei nostri alimenti.
Alcuni esempi concreti del Codex Alimentarius:

- La carne: Tutta la carne deve OBBLIGATORIAMENTE contenere i loro prodotti: antibiotici, ormoni, addittivi, conservanti, ecc.
- Prodotti di panificazione: Per esmpio, se prima i dolci si facevano con le uova e con il burro, oggi il loro uso è PROIBITO! Dobbiamo utilizzare l’uovo in polvere, il burro in polvere, prodotti chimici per i quali hanno ottenuto il diritto legale ad essere chiamati “uova e burro”, così come il consumatore potrà leggere nell’etichetta. Il pasticcere che si azzarda a usare uova e burro reali rischia per lo meno una grossa multa o la chiusura, nel peggiore dei casi la prigione! Questo vale per tutta la catena alimentare, dal macellaio fino al ristorante e, ovviamente, per tutti i prodotti “elaborati”.
Tutti i prodotti “pronti per essere cucinati” venduti nei supermercati sono ancora peggio perchè a questo tipo di produzione industriale si somma la necessità di conservazione per garantire la vendita, anche quando sono già scaduti: per questi cibi è necessario un rinforzo di conservante chimico, ma anche la distruzione di tutte le vitamine attraverso l’irradiazione di Cobalto 60! Nell’etichetta, la parola “ionizzazione” suona meglio che “irradiazione”.
Potremmo dire lo stesso in relazione all’agricoltura, alle medicine che contengono veleni che agiscono lentamnte sul nostro organismo, i vaccini, ecc. Tutto questo è possibile perchè fa parte di un piano globale:

Come possono ottenere di poter appore etichette false sulle confezioni dei prodotti di consumo senza avere il controllo di chi approva e fa applicare le leggi?
Come possono introdurre nel nostro cibo veleni destinati ad arricchire le loro industrie chimico-farmaceutiche senza controllare gli istituti sanitari e i principali laboratori di controllo?
Come potrebbero controllare tutti i produttori con lo scopo di imporre i loro prodotti senza l’aiuto degli organismi ufficiali della “salute”?.
Come potrebbero occultare gli effetti nocivi delle loro medicine senza controllare la stampa, i giornali, così come tutti i canali radio-televisivi nazionali?
Come possono controllare più di 130 paesi nei quali si applica il Codex Alimentarius senza l’appoggio dei politici nazionali al governo e all’opposizione?

E’ URGENTE SVEGLIARSI!

Il libro di Claire Séverac è eccellente per la molitudine di dettagli, ma questi dettagli non devono far perdere di vista la cosa più importante: Le direttive del Codex Alimentarius sono state approvate dagli eurodeputati, e quindi sono legalmente in vigore. Queste direttive garantiscono innanzitutto il controllo delle multinazionali su tutti i prodotti che verranno consumati dagli esseri umani e accelerare il processo che ci vede come “malati consumatori delle loro medicine”. Medicine che ci verranno vendute a prezzi proibitivi e che provocheranno malattie ancora più grave e cronicizzate. Ed eravamo già 438 milioni di persone ad avere coscienza di questo prima dell’approvazione di queste leggi che sdoganano il Codex Alimentarius!

Il passo successivo consiste nell’assicurare alle lobby l’esclusiva della vendita dei prodotti farmaceutici, ossia proibire tutti gli altri tipi di medicina (Nuova Medicina Germanica, Medicina Orto-molecolare, Agopuntura, Omeopatia, Medicina Naturale, ecc.). Controllano le leggi, controllano le università e quindi la formazione dei medici. Di fatto controllano tutti gli organismi ufficiali in campo medico, il che permette loro di escludere tutti i medici che cercano di curare veramente (magari senza medicine). Resta solo da imporre il divieto di tutti i tipi di medicina che non utilizzano i loro prodotti (la Medicina Tradizionale, Locale, Persiana, Ayurvedica, Tibetana, Cinese, ecc. ). Ed è esattamente quello che sta succedendo oggi!

La legge che proibisce le medicine naturali e i supplementi entrerà in vigore il 30 aprile del 2011 nella maggioranza dei paesi europei.

Ovviamente, come sempre, il divieto è mascherato da “norme di sicurezza”, trucco classico di queste persone che presentano sempre le loro azioni come il contrario di quello che sono. (La stessa tecnica si usa per restringere le libertà personali con il pretesto di “sicurezza contro il terrorismo”).

Ma, se 438 milioni di firme non hanno impedito l’approvazione delle norme del Codex Alimentarius, cosa credono di ottenere le persone che cercano oggi di resistere con la raccolta di fondi o di firme? Anche ottenendo centinaia di migliaia di firme e di euro si sarebbero svegliate troppo tardi! Non sono le proteste che andranno a interferire con gli interessi dell’industria chimico-farmaceutica. Ancor meno cambiando i politici al governo!

In tutti i paesi ci sono tentativi di questo genere che falliscono continuamente. Il Codex Alimentarius è stato rifiutato dal Giappone al Messico, passando per il Canada, la Tailandia e la maggior parte dei paesi d’Europa, ma la legge stabilita da questi gruppi industriali con la complicità della Fao e dell’OMS è già stata approvata dai politici che ora la mettono in vigore (se no a cosa servirebbero i politici?), nonostante migliaia di denuncie e di lamentele presentate davanti alla giustizia da medici di ogni paese. Tutte queste proteste hanno in comune la denuncia del “genocidio mondiale” che risulterebbe come effetto dell’applicazione delle direttive del Codex, e sono tutte appoggiate dai dati di professionisti di altissimo livello... e i politici se ne fregano!

E dopo l’interdizione delle medicine naturali e dei supplementi, il passo successivo sarà la proibizione dell’agricoltura ecologica e degli orti individuali (che è già iniziata negli Stati Uniti e in Canada).

E questo è solo un aspetto del piano generale del Club Bilderberg, ed è possibile solo perchè tutto il mondo politico è di loro proprietà, in qualsiasi paese. Per comprendere l’insieme dovremmo parlare delle scie chimiche, di HAARP, del sistema monetario, degli OGM, del fluoro, dei nano-robot, delle guerre, così come dei loro principali organismi: FMI, OMS, ONU, NATO, ecc. ecc.

Per questo, l’unica difesa del cittadino di fronte a questa minaccia generale, non è una petizione (che appena li farà sorridere). il concetto stesso di petizione fa un pò sorridere: è come dire: “Ci volete fare del male, siamo in tanti ad aver firmato perchè preferiamo che non ce lo facciate!”. Come se i deportati sui treni per i campi di sterminio avessero firmato una richiesta di non essere uccisi!

Credo che questo modo di agire sia completamente inutile! Dobbiamo smettere di avere paura di loro e di supplicarli, come se fossero i nostri padroni!

Quello che dobbiamo fare è liberarci di questa classe politica, prendere noi stessi le redini del nostro destino e renderci indipendenti da tutti questi organismi. Non c’è niente di più da fare.
Questo è lo scopo della Demosofia.
Perchè altrimenti tutte le norme del Codex Alimentarius si applicheranno, il che significherà la fine di qualsiasi medicina diversa da quella chimica, la fine dell’agricoltura naturale, la proibizione di coltivarsi un orto, ecc.

Eric Fiorile.

Pubblicato da La Demosofia


 FONTE : http://demosofia-notizie.blogspot.com/2011/06/cospirazione-mondiale-contro-la-salute.html?showComment=1310303277459

domenica 6 gennaio 2013

SACRIFICI E FUOCHI D'ARTIFICIO.


Sacrifici e fuochi d’artificio


Tempo di brindisi, di tappi che schioccano, di bollicine, di fuochi d’artificio... Non ci uniremo ai festeggiamenti di San Silvestro, alla gioia artefatta dell’ultimo giorno dell’anno. In un’occasione come questa, bisognerebbe rileggere l’operetta morale di Leopardi, “Il dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”: il poeta e filosofo recanatese con il suo lucido disincanto ci rammenta che le ricorrenze sono vuote convenzioni. L’anno è scandito da feste e liturgie, ma il flusso temporale ignora le finzioni e le illusioni umane.

Purtroppo l’ultima parte del 2012 è stata suggellata da eventi sanguinari: in particolare l’eccidio nella Sandy Hook elementary school di Newtown nel Connecticut. Come è ormai quasi assodato, la strage del 14 dicembre non è stata l’azione di un folle, di un giovane psicolabile, ma un delitto orchestrato e perpetrato da frange delle istituzioni per i loro abominevoli scopi. E’ stato compiuto un altro nefando sacrificio umano che ricorda le immolazioni di bambini praticate dai Cartaginesi in onore dell’abominevole dio Moloch. [1]

Qualcuno ha scritto che nel periodo in cui si fossero susseguite notizie di bimbi trucidati nelle guerre scatenate e fomentate dalla cricca mondialista, il momento della conflagrazione finale sarebbe stato imminente. I conflitti medesimi, oltre ad essere motivati da bieche finalità strategiche ed economiche, sono cerimonie cruente. Prepariamoci dunque al peggio, pur senza deflettere. I sadici che muovono le leve degli eventi planetari amano propiziarsi l’assistenza di entità malvagie con sacrifici umani ed animali. Ciò spiega per quale motivo in questo lustro, la ferocia gratuita contro gli esseri viventi ha toccato un culmine inaudito. E’ una crudeltà talmente eccezionale che tutti i pur orrendi crimini del passato sembrano impallidire al confronto.

Viviamo in un’era demoniaca: il demoniaco non è la degradazione dell’uomo, ma il suo innalzamento ad idolo, a creatura che si ritiene in diritto di soggiogare la natura e gli altri. Un ego ipertrofico è alla radice di scelleratezze spesso provocate da una desertificazione della coscienza.

Non ci assoggetteremo alle intimazioni del sistema, ma soprattutto non ci riconosceremo mai nella sua lurida ipocrisia che spaccia l’iniquità e la tirannide per giustizia e libertà. Non è solo una questione etica, ma di buon gusto. Mario-lo Monti, non pago di aver rovinato l’Italia, persevera nella sua devastazione della nobile lingua italiana. Ora la misura è colma: non può essere tollerato un beota che conia l’oscena e grottesca frase “salire in politica”, come se non fossero bastati i suoi snobistici ed arbitrari termini inglesi. Codesto stupratore dell’idioma patrio meriterebbe la gogna, anche solo per i suoi barbarismi.

Per l’anno nuovo le parole d’ordine dovranno essere più che mai: condannare, svergognare ed esautorare le autorità, creare sinergie con la splendida umanità che non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi con i bugiardi ed i malfattori.

La “bestia” alla fine trionferà affogando nel suo stesso sangue.

[1] Non si pensi a settori deviati all’interno delle forze dell’ordine e dei governi, poiché gli apparati in sé nascono deviati, corrotti, semmai con qualche onesto dissidente al loro interno.


http://zret.blogspot.it/2012/12/sacrifici-e-fuochi-dartificio.html


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SACRIFICO ANIMALE ED UMANO,FORME SUPREME DI MAGIA NERA.Le tavole e i macelli sparsi per il mondo sono degli altari adibiti all'immolazione.





SACRIFICO ANIMALE ED UMANO,FORME SUPREME DI MAGIA NERA.Le tavole e i macelli sparsi per il mondo sono degli altari adibiti all'immolazione.


“L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui.”
William Shakespeare

Abbiamo, nell'articolo Quando gli archeologi scherzano col fuoco, ricordato come i relitti psichici di persone decedute per morte violenta costituiscano un terribile pericolo per il mondo dei vivi, costituendo una delle vie privilegiate per le quali si verifica l'intrusione delle forze infere il cui scopo è sottrarsi alla dispersione per 'assorbire' il mondo dei viventi nel proprio sforzo di materializzazione. I campi di battaglia delle due guerre mondiali, letteralmente saturi di queste scorie psichiche altamente negative - cariche dell'angoscia, della sofferenza, dell'odio disperato con i quali centinaia di migliaia di esseri viventi affrontarono l'evento della morte fisica - ne sono l'esempio più clamoroso. Un altro caso, anch'esso già ricordato, è quello de grandi macelli bovini e suini, dove milioni di animali vengono uccisi, spesso con particolare crudeltà, rilasciando sia nelle carni di cui poi ci nutriamo, sia nell'ambiente circostante, energie vibrazionali estremamente distruttive, poiché il terrore e la sofferenza degli animali non sono, qualitativamente, meno intensi e devastanti di quelli degli umani.
Vi è poi un'altra maniera in cui coloro che si sono votati al trionfo delle forze infere cercano di aprire ad esse un varco per invadere il nostro piano di realtà: il sacrificio rituale di esseri umani, il culmine di tutte le operazioni di magia nera e anche, ovviamente, di quelle religioni che praticavano tali riti (ad es., quella degli Aztechi) per ingraziarsi le loro divinità. Lo spettacolo offerto da quei sinistri officianti mentre si accingevano a delle vere e proprie orge di sacrifici umani, doveva essere semplicemente spaventoso.

Scrive lo storico delle religioni Camillo Crielli (in Tacchi-Venturi, Storia delle religioni, Torino, UTET, 1944, vol. 1, pp. 129-130):
"[in Messico] il sacrifizio si faceva sopra una pietra chiamata techcatl, alta un metro, in forma di piramide o di trono troncato, nella parte superiore con superficie abbastanza larga per poter ivi appoggiare il dorso, in modo che le gambe, le braccia e la testa rimanessero penzoloni, e il petto fosse sporgente. Stava nella parte più alta del tempio, o teocalli, e talvolta vi erano quattro o cinque pietre, secondo il numero delle vittime da sacrificarsi. I sacerdoti, chiamati Chachalmechi, erano sei per ogni vittima, cinque per tenere le braccia, le gambe e il colo, il sesto era il sacrificatore. Costoro avevano il corpo ed il viso dipinti di nero, una linea bianca circondava la loro bocca e un nastro di cuoio fasciava i loro lunghi capelli. Indossavano una specie di dalmatica a strisce o macchie bianche e nere. Preparata la vittima con le cerimonie rituali, e fattala salire su fino alla cima o ultimo pianerottolo del teocalli, quattro di quei sacerdoti l'afferravano per le gambe e per le braccia e la stendevano sul techcatl, il quinto le gettava subito al collo un anello di legno per impedire che rialzasse la testa, e il sesto, il sacrificatore, dopo fatta l'orazione rituale, armato di un acuto coltello di tecpatl, specie di pietra focaia, con un solo colpo la feriva nel peto, metteva la mano nella ferita, ne strappava il cuore, l'offriva ancor palpitante al sole e lo gettava ai piedi di Huitzilopoztli.
"Finito il sacrifizio, i cuori delle vittime erano bruciati o mangiati dai sacerdoti, o conservati per qualche tempo: col sangue si ungevano le labbra degli idoli e le pareti del tempio. Il cadavere era gettato giù per i gradini del tempio, che (…) aveva la forma di piramide. Il padrone ella vittima veniva coi suoi amici a prenderne il cadavere che veniva portato via e poi tagliato a pezzi. La testa era inviata ai sacerdoti e conservata nel Tzompantli, casa dei teschi; di questo lugubre luogo parlano i compagni di Cortes, che videro il macabro museo; le viscere erano abbandonate ai cani, e le altre parti del corpo , cotte con mais, servivano per celebrare il banchetto sacro. Il padrone della vittima non poteva mangiare di quella carne, per essere considerata come sua propria; poteva invece mangiare la carne di altri prigionieri o i altre vittime sacrificate."
Anche le antiche civiltà dell'area mediterranea praticavano il sacrificio rituale, anche se - salvo casi eccezionali - non con la sistematicità e l'efferatezza degli Aztechi.

Mano a mano, però, che le religioni evolvevano verso forme meno rozzamente antropomorfiche , le leggi finirono per abolirli ed essi ripiegarono nelle tenebre della magia nera, ove continuarono - e continuano - ad essere praticati clandestinamente.
Il porta Orazio, sd esempio, nel quinto dei suoi Epodi, descrive con dovizia di particolari il sacrificio rituale di un fanciullo, operato da alcune streghe che lo seppelliscono nella terra fino al mento per lasciarlo morire d'inedia e, poi, preparare un filtro d'amore con le sue viscere, e più precisamente con le midolla ed il fegato, mescolati ad altri ingredienti animali e vegetali.
Dapprima il bambino, che forse era stato narcotizzato dopo essere stato rapito, si guarda attorno incredulo e tenta di impietosire le megere con le sue suppliche strazianti (traduzione di Mario Ramous, in: Orazio, Odi ed Epodi, Milano, Garzanti, 1992, p. 300 sgg.):
" - Per tutti gli dei che in cielo governano il genere umano e la terra,cos'è questo fermento? Perché tutte mi guardate con occhi truci?
Per i tuoi figli, se a presenziare un tuo parto
Hai mai invocato Lucina,per questo vano ornamento di porpora,per Giove che questo condanna,dimmi, perché mi guardi come una matrignao una belva ferita? -_.
Così con voce tremante pianse il fanciullo,quando impietrito fu spogliato,un corpo immaturo che avrebbe intenerito l'empio cuore dei traci."
Ma è tutto inutile. Canidia, Sàgana, Veia e Folia proseguono l'opera senza badarlo, e terminano di riempire la fossa che lascia emergere solo la testa del ragazzino. Quindi Canidia, invocando la Notte e la Luna, pronuncia la sua terribile formula magica, destinata a propiziargli il ritorno dell'amante infedele. Vista cadere ogni speranza di impietosire quelle donne terribili, la vittima designata lancia allora la sua terribile e disperata maledizione:
 "A queste minacce il fanciullo più non tenta d'intenerire quelle scellerate,ma dopo lo smarrimento rompe il silenzio e lancia, come Tieste, la sua maledizione:
 " I filtri non possono mutare il destino degli uomini, giusto o ingiusto che sia..
Vi maledirò; e questa maledizione
 Nessun sacrificio potrà espiarla.Quando, messo aorte, sarò spirato, innanzi
Vi comparirò nelle notte come un demone, larva che con gli artigli vi ghermirà il volto,perché questo possono i morti,e pesando sui vostri cuori inquieti,nel terrore vi ruberò il sonno.
Nei villaggi da ogni parte la folla
 Vi lapiderà, streghe maledette,e avvoltoi e lupi sull'Esquilino
dilanieranno le vostre membra insepolte:
 questo dovranno vedere i miei genitori,che, ahimé, mi sopravviveranno! -."
Le ultime parole del fanciullo sono particolarmente interessanti perché ci rivelano la credenza che gli spiriti di coloro che vengono uccisi ingiustamente e crudelmente si trasformeranno in demoni persecutori dei loro assassini. È un tema ben noto anche alle culture dell'Estremo Oriente;lo scrittore anglo-americano Lafcadio Hearn, naturalizzatosi giapponese, nei racconti di Kwaidan descrive appunto le tecniche per 'dirottare' la carica energetica negativa di un condannato a morte, affinché essa non si rivolga contro il suo uccisore. (Così come un altro scrittore americano, H. P. Lovecraft, nel racconto L'orrore sotto il tumulo descrive l'azione vendicativa dello spirito di uno stregone presso un'antica sepoltura indiana).
Dicevamo che la pratica del sacrificio rituale è ancor oggi in uso negli ambienti della magia nera così come lo è stata, fino a tempi recenti, nelle forme degradate di bassa religiosità. I seguaci della setta dei Thugs, nell'India di metà Ottocento, si resero responsabili dell'assassinio rituale di molte migliaia di viandanti e pacifici mercanti, sacrificati in onore della dea Kali; e forse, in certi ambienti della diaspora giudaica, si praticò l'infanticidio rituale di cristiani, come il caso assai noto di Trento, del 1475 farebbe pensare (martirio del beato Simonino). Recentemente si è occupato di questa tema Ariel Toaff nel suo libro Pasque di sangue (ed Il Mulino, 207), che ha suscitato - come è noto- un autentico vespaio, non tanto per l'ipotesi di lavoro che esso suggeriva - l'ipotesi di lavoro che alcune comunità giudaiche d'Europa praticassero, di quando in quando, simili sacrifici, quanto per le implicazioni generali sul versante dell'antisemtismo. Non è questa la sede per approfondire la questione. Quel che è certo è che a tutt'oggi le sette sataniche vedono nel sacrificio cruento, di animali ma anche di esseri umani, la forma privilegiata di comunicazione con le forze infere e, più precisamente, la tecnica per spalancare le porte ad esse investendo la persona dello stregone delle energie psichiche che si sprigionano dalla vittima al momento dell'immolazione. Le vittime più ricercate, da questo punto di vista, sono i bambini, perché da essi sprigionerebbe una energia vitale particolarmente intensa.
Sono piuttosto note le tesi di David Icke, secondo il quale decine di migliaia di bambini (e, in misura minore, di adulti) verrebbero uccisi ogni anno nel corso di rituali di magia nera praticati da sette di satanisti sparse in tutto il mondo e che godrebbero di potentissime protezioni ad alto livello, specialmente negli Stati Uniti d'America. È probabile che vi siano enormi esagerazioni nelle tesi e nelle stime di Icke; tuttavia, non ci sentiremmo di sottovalutare la gravità del fenomeno. Ogni anno scompaiono molte migliaia di bambini, sia in occidente che nei paesi del Sud della Terra, solo una parte dei quali vengono poi ritrovati. A parte l'infame traffico di organi per l'industria dei trapianti clandestini e il traffico, altrettanto infame, di gruppi di pedofili organizzati, è possibile che una parte delle persone scomparse cadano vittime di sette sataniche che hanno bisogno, come i sacerdoti aztechi dell'antico Messico, di vittime umane da sacrificare nel corso delle loro cerimonie. Si tratta di problemi estremamente sgradevoli, davanti ai quali la reazione istintiva è quella di arretrare inorriditi e di non voler sapere. Tuttavia, sporadicamente qualche cosa trapela: come nel caso di quelle cittadine lungo il Rio Grande, al confine tra Messico e Stati Uniti, ove recenti fatti cronaca hanno richiamato l'attenzione dei mass-media sull'estensione del fenomeno delle sette sataniche dedite ai sacrifici umani, e sulla rete capillare di incredibili complicità che permettono loro di agire praticamente indisturbate per lunghi periodi di tempo.
Questi 'asceti del male', come li chiamano Guénon ed Evola, hanno messo le loro energie e i loro averi al servizio di una causa che è satanismo allo stato puro: favorire l'invasione del mondo da parte delle forze del Male e preparare le condizioni per l'instaurazione di un 'nuovo odine' demoniaco. Nemmeno il marchese De Sade, con tutta la sua sbrigliata fantasia di omicidi, perversioni sessuali e profanazioni d'ogni genere, aveva osato spingersi a tanto; anzi i suoi romanzi appaiono, al confronto, poco più che delle esercitazioni puerili e rozzamente artigianali. Con ben altri mezzi e con una strategia globale infinitamente più ampia e articolata i moderni seguaci del satanismo perseguono i loro obiettivi. Essi agiscono in una struttura piramidale e fortemente gerarchica, caratterizzata dalla segretezza a un punto tale che i livelli inferiori non hanno la minima idea di quel che si prepara nei livelli più alti. È verosimile che migliaia di giornalisti, scrittori, registi, cantanti, finanzieri e imprenditori, nonché amministratori e uomini politici, facciano parte della 'base' senza averne neppure chiara consapevolezza. Solo nei livelli più elevati agiscono persone e gruppi coscienti dei veri scopi delle sette cui sono affiliati; ma nemmeno lì, probabilmente, si può dire che esista una visione assolutamente chiara e conseguente della gigantesca operazione di cui sono al servizio.
Chi c'è, dunque, al vertice della piramide? Alcuni pensano che vi siano i cosiddetti Superiori Sconosciuti e che essi, che mai nessuno ha visto personalmente, siano delle entità non-umane, delle forze infere impegnate nell'asservimento del mondo. Fantasie? Uno studioso del paranormale assolutamente serio come Leo Talamonti non la pensa così (ne I protagonisti invisibili, Milano, Rizzoli, 1990, 214-215):
"Le società segrete note al grosso pubblico sono le meno importanti. Hanno avuto un certo ruolo nel promuovere rivolgimenti politici in Europa (Italia compresa) e altrove nel mondo; oggi, più che altro, sono delle organizzazioni di mutuo soccorso che grazie allo scambio di reciproci appoggi larvati tra i soci, fanno emergere a posti di comando e di potere quelli tra loro che sono i più abili e spregiudicati. Questo il pubblico lo sa, ed è abbastanza vero, ma nel quadro generale è trascurabile. Quello che non sa è che tali consorterie di notoria esistenza sono semplicemente dei vivai ai quali attingono le consorterie veramente segrete, che sono in numero di gran lunga minore e risultano composte da iniziati di élite, ai quali è dato di agire e decidere a livelli ben più segreti e importanti. La segretezza che circonda l'esistenza e l'operato di questi circoli segreti è assoluta; gli studiosi fanno capire che correrebbero rischi molto gravi, coloro che venissero meno ai due obblighi principali: obbedire e tacere.
"È a quel livello di iniziazione che i pochi soci selezionati dal basso vengono resi edotti di verità ignorate dagli adepti del primo livello, e tra l'altro, di queste: che le nobili idealità sbandierate nelle 'costituzioni' sbandierate nei circoli di rango minore sono utilissime per il reclutamento degli adepti di base, ma sarebbe un errore prenderle troppo sul serio; che i rituali e i simbolismi fantasiosi non sono altro che pratiche magiche ed evocatorie utili, anzi necessarie, per scatenare forze sconosciute; e poi c'è una terza verità che forse è la più sorprendente. Dicono gli studiosi, e Mariel vi insiste più degli altri, che le società segrete o semi-segrete del mondo, per diversi che ne siano gli orientamenti, per violenti che siano gli antagonismi e i contrasti che sembrano dividerle, sono tutte sotto il controllo di un club ristrettissimo di cui nessuno sospetta l'esistenza; ed è talmente potente, a fare il bello e il cattivo tempo sul piano mondiale. Tutto avviene, cioè, come in certe aziende commerciali che lavorano gli stessi prodotti e sono in gara accesa tra loro, con grande soddisfazione del gruppo di azionariato chele controlla entrambe.
"A questo livello unificatore e supremo si possono controllare segretamente i regimi, scatenare guerre e rivoluzioni, diffondere idee-forza, influenzare mentalità e costumi, imprimere indirizzi determinati alla politica e all'economia. E tutto per quell'unica finalità globale a cui si è accennato: accelerare la storia, farla diventare cioè sempre più gravida di errori e sciagure, con il dichiarato pretesto di avvicinare la grande crisi finale e risolutiva, dopo la quale - ecco l'inganno diabolico - tornerebbe l'età dell'oro, a beneficio degli iniziati e dei loro figli. Lasciamo la responsabilità di queste notizie agli illustri studiosi che hanno avuto modi di approfondire la materia, dei quali peraltro abbiamo imparato a rispettare il pensiero. Ci sembra qui il caso di citare un giudizio del grande statista Benjamin Disraeli: - Coloro che non sanno guardare dietro le quinte non sanno che il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli che essi credono. -
"Il problema che si pone a questo punto è il seguente: chi sono questi governanti occulti dell'umanità, che avrebbero nelle proprie mani le redini un potere sconfinato? Ed è quanto dire. Chi comanda veramente, a chi spetta l'ultima parola, nell'intricatissimo groviglio di consorterie occulte che circondano il mondo come una ragnatela? Neppure gli iniziati dei livelli superiori saprebbero indicarne i nomi: li chiamano i 'Superiori Sconosciuti'. Se non ci fosse di mezzo l'autorità di chi ha veramente approfondito questa materia, si stenterebbe a credere che si possa obbedire ciecamente a personaggi che non si conoscono; eppure i fatti dimostrano proprio questo. L'informatissimo Pierre Mariel si pone questa domanda: chi sono questi Superiori Sconosciuti? Sono egli uomini in carne e ossa, o non sono piuttosto dei genî, delle entità, dei daimones?
Una cosa è certa. L'uomo, come ha detto qualcuno, finisce per diventare quello che pensa di essere. E se vi sono alcune migliaia, forse alcuni milioni di individui che pensano di essere dei demoni o, quanto meno, dei servitori del Diavolo, essi divengono dei demoni e dei servitori del Diavolo. Incalcolabile può essere la loro azione occulta, sia per la vastità dei mezzi di cui dispongono e per l'ambizione dei piani che perseguono, sia per le immense energie psichiche distruttive che sono in grado di mettere in circolo, anche - ma non solo - con il sacrificio rituale di esseri viventi. Forse la loro opera nefasta avrebbe già condotto l'umanità verso quella catastrofe cui essi mirano, se non venisse costantemente bilanciata dall'azione benefica e altamente spirituale di migliaia e milioni d'individui che, al contrario, perseguono il Bene per tutta la creazione. Alludiamo a quelle persone, a quei gruppi e a quegli ordini religiosi che fanno della preghiera e della meditazione il vertice della loro vita interiore e che, in tal modo, agiscono come parafulmini nei confronti delle entità maligne scatenate all'assalto del mondo. Sarà forse un caso il fatto che, nei modi di pensare alimentati dalla odierna cultura materialistica e positivistica, la vita contemplativa, umile e preziosa, di questi uomini e donne viene presentata con un ghigno satanico di scherno e di derisione, e denigrata come una forma egoistica di parassitismo sociale e di 'fuga dal mondo'?

 



sabato 5 gennaio 2013

SRI YUKTESWAR E L'ALIMENTAZIONE.Scienza sacra.






Vi riporto delle interessanti osservazioni sull'alimentazione tratte dal libro "La Scienza Sacra" di Sri Yukteswar:

Priyanath Karar, meglio conosciuto col nome monastico di Sri Yukteswar (1855 – 1936), è stato un importante astrologo vedico e guru indiano, discepolo di Lahiri Mahasaya e maestro di Paramhansa Yogananda e Satyananda Giri. Durante la sua vita, non si spostò mai dall'India.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sri_Yukteswar

"Che cosa vuoi dire vivere in modo naturale?


Per capire che cosa voglia dire vivere in modo naturale, è necessario sapere che cosa significhi vivere innaturalmente. La vita dipende dalla scelta del cibo, della dimora e della compagnia. Per vivere in modo naturale, gli animali inferiori possono compiere autonomamente queste scelte grazie ai loro istinti e alle `sentinelle' che la natura ha messo di guardia alla porta degli organi dei sensi, cioè, la vista, l'udito, il tatto, l'odorato e il gusto. Invece, per quanto riguarda gli esseri umani, questi organi sono di solito così snaturati dal genere di vita condotto fino dalla primissima infanzia, che non ci si può fidare dei loro giudizi. Quindi, per capire quali siano le nostre reali necessità siamo costretti a dipendere dall'osservazione, dalla sperimentazione e dalla ragione.

Qual è il cibo naturale per l'uomo?


Per poter scegliere il nostro cibo naturale, innanzitutto dobbiamo osservare la conformazione degli organi preposti alla digestione e alla nutrizione, cioè i denti e il tubo digerente; l'istinto naturale degli organi dei sensi che guida gli animali verso il loro cibo e, infine, il nutrimento dei piccoli.

Osservazione dei denti.

Dall'osservazione dei denti rileviamo che negli animali carnivori gli in cisivi sono poco sviluppati, mentre i canini sono notevolmente lunghi, lisci e appuntiti, per poter afferrare la preda. Anche i molari sono appuntiti ma le rispettive cuspidi non combaciano, bensì si sfiorano lateralmente per separare le fibre della carne. Negli erbivori gli incisivi sono estremamente sviluppati, i canini ridotti (benché a volte, ad esempio negli elefanti, si siano sviluppati tanto da formare un'arma di difesa), i molari hanno la superficie masticatoria larga e sono ricoperti di smalto soltanto lateralmente. Nei frugivori tutti i denti hanno più o meno la stessa altezza; i canini sono leggermente prominenti, conici e smussati (infatti non sono destinati ad afferrare la preda, ma a esercitare una forza). I molari hanno una superficie masticatoria larga e le parti superiori protette dallo smalto per prevenire l'usura causata dal movimento laterale, ma non sono appuntiti come nel caso dei carnivori. Negli onnivori, ad esempio gli orsi, gli incisivi sono invece simili a quelli degli erbivori, i canini a quelli dei carnivori e i molari sono larghi e appuntiti perché servono a un duplice scopo. Ora se osserviamo i denti dell'uomo rileviamo che non somigliano a quelli dei carnivori, e neppure a quelli degli erbivori o degli onnivori. Sono invece simili in tutto e per tutto a quelli degli animali frugivori. Se ne può quindi ragionevol mente dedurre che l'uomo è un animale frugivo ro, cioè che si nutre di frutta. (*)

(*) Per `frutta' si intendono tutte le parti del regno vege tale utili all'uomo. La dieta a base di frutta cui ci i si riferisce include verdure, cereali, noci, nocciole, mandorle e così via

Osservazione del tubo digerente.


Dall'osservazione del tubo digerente rileviamo che la lunghezza degli intestini degli animali carnivori supera da 3 a 5 volte quella del corpo, misurata dalla bocca all'ano, e che il loro stomaco è quasi sferico. Negli erbivori la lunghezza degli intestini supera da 20 a 28 volte quella del corpo, mentre il loro stomaco è più ampio e di struttura complessa. Invece, la lunghezza degli intestini degli animali frugivori supera da 10 a 12 volte quella del corpo e il loro stomaco è poco più grande di quello dei carnivori e prosegue nel duodeno che svolge la funzione di un secondo stomaco. Questa è esattamente la conformazione che troviamo negli esseri umani, sebbene l'anatomia dica che nell'uomo la lunghezza degli intestini superi da 3 a 5 volte quella del corpo, commet tendo l'errore di misurarlo dalla testa ai piedi, invece che dalla bocca all'ano. Da ciò possiamo nuovamente dedurre che l'uomo è, con ogni probabilità, un animale frugivoro.

Osservazione degli organi dei sensi.


Osservando l'istinto naturale degli organi dei sensi (gli indi catori delle sostanze commestibili), che guida tutti gli animali verso il cibo loro congeniale, vediamo che non appena il carnivoro scorge la preda ne è così felice che "gli brillano gli occhi"; l'afferra coraggiosamente e ne lecca il sangue con avidità. Al contrario l'erbivoro si rifiuta perfino di toccare il proprio alimento naturale se è appena spruzzato di sangue. I suoi sensi dell'olfatto 'e della vista lo guidano a scegliere come proprio cibo erbe e altre piante, che assapora con delizia. Per quanto riguarda gli animali frugivori possiamo analogamente notare che i loro sensi li guidano invariabilmente verso i frutti degli alberi e dei campi. Constatiamo, inoltre, che i sensi dell'olfatto, dell'udito e della vista degli uomini, a qualsiasi razza appartengano, non potrebbero mai indurli a uccidere gli animali e che, al contrario, gli es seri umani non possono sopportare nemmeno la vista di simili massacri.

Si è sempre raccomandato di tenere i mattatoi lontano dalle città e spesso vengono date severe disposizioni che obbligano a trasportare le carni macellate in mezzi opportunamente chiusi. Allora, può mai la carne essere considerata il cibo naturale dell'uomo quando gli occhi e il naso la respingono decisamente, a meno che il suo sapore non sia trasformato da spezie, sale e zucchero? D'altra parte, quanto troviamo deliziosa la fragranza della frutta la cui sola vista spesso ci fa venire l'acquolina in bocca! Si deve inoltre rilevare che, anche allo stato naturale, i cereali e i vegetali hanno un profumo e un gusto gradevoli, benché leggeri. Ecco che ancora una volta siamo portati a dedurre che l'uomo era destinato a essere un animale frugivoro. (**)

(**) "E Dio disse: Ecco, io vi ho dato ogni erba che produce seme che è sulla faccia dì tutta la terra, ed ogni albero in cui è il frutto che produce seme: sarà questo il vostro cibo". Genesi, 1, 29

Osservazione dell'alimentazione dei piccoli.


Se osserviamo íl tipo di nutrimento dei piccoli rileviamo che il latte è senza dubbio l'alimento dei neonati. Il seno materno non produce latte a sufficienza se la madre non sceglie come alimentazione naturale frutta, cereali e verdure.

La causa delle malattie Deduciamo da queste osservazioni, come unica conclusione ragionevole, che la migliore alimentazione naturale per l'uomo è costituita da vari tipi di cereali, frutta, radici commestibili, e che includa come bevande il latte e l'acqua pura esposta direttamente all'aria e al sole. Questi alimenti, essendo congeniali all'organismo quando sono assunti secondo la funzionalità dell'apparato digerente, vengono sempre assimilati facilmente se ben masticati e mescolati alla saliva.

Altri cibi non sono congeniali all'uomo e non essendo adatti all'organismo gli sono pertanto estranei; una volta ingeriti non vengono correttamente assimilati. Entrando in circolazione nel sangue si accumulano sia nell'organo escretore sia in altri organi non adatti a riceverli. Se non riescono a trovare una via di uscita si depositano, a causa della legge di gravità, negli interstizi dei tessuti; fermentando producono malattie mentali e fisiche e conducono, infine, a una morte prematura."
                                   

                                    SRI YUKTESVAR E L'ALIMENTAZIONE.