lunedì 26 settembre 2011

ZARATHUSTRA E L'ALIMENTAZIONE.La rivoluzione animale.







"Non si devono misurare gli animali col metro umano. Sono creature complete e finite, dotate di un'estensione dei sensi che noi abbiamo perso o non abbiamo mai posseduto, e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udremo mai. Non sono confratelli, non sono subalterni; sono altre nazioni, catturate con noi nella rete della vita e del tempo, compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra."
Henry Beston


ANIMALE = stando all’etimo, tale voce deriva dal greco "ánemos", vento, poiché, secondo taluni filosofi, per esempio gli Storici, gli esseri viventi sono mossi, animati, quindi resi viventi, da una sorta di vento. Da ciò la parola latina "anima", donde tutti gli altri derivati, compreso l’aggettivo "animalis", col significato di vivente. Animale, dunque, è qualsiasi essere che vive, possedendo l’alito vitale.


ZARATHUSTRA E LA RIVOLUZIONE ANIMALE

Questo grande profeta visse storicamente settecento anni prima di Cristo, in un’epoca in cui impulsi spirituali straordinari spargevano i semi per la evoluzione della coscienza umana attraverso la comparsa di personaggi eccezionali quali Zarathustra stesso nell’Impero Persiano, Budda in India e Lao Tse in Cina.
La predicazione di Zarathustra fu proprio di rottura rispetto all’esistente perché proclamava che questa evoluzione si sarebbe conseguita individualmente attraverso la sacra trilogia di pensieri buoni, parole buone e azioni buone, senza più la mediazione della classe sacerdotale e dei rituali in forza dei quali essa manteneva il suo potere sulle genti. Il profeta introdusse nel pensiero umano concetti assolutamente rivoluzionari per l’epoca, quali quello della morale e della responsabilità personale, ponendo l’accento su ogni singolo IO individuale rispetto alla massa indifferenziata, al branco e all’appartenenza di sangue.
La nuova dottrina di Zarathustra si scontrò subito con quella che era stata, fino a quel tempo, dominante, rivolta a Mithra, divinità solare dell’epoca del bronzo del 2° millennio a.c., espressione terrestre del Sole, fecondatore di vita. Degenerata al massimo, era tenuta ancora in vita dai suoi sacerdoti-maghi più fanatici, i karapan, che ritenevano di propiziare il dio morente con cruenti sacrifici di animali, buoi e cavalli in particolare, veri e propri olocausti, che razziavano con ogni sorta di violenza, terrorizzando ed affamando i contadini.
Zarathustra visse infatti nel Turkestan occidentale, ai confini dell’Iran tra gli altopiani dell’Afghanistan e i contrafforti del Pamir, durante o dopo la grande siccità che si era verificata nell’Asia centrale intorno al 800 a.c., il cui mutamento climatico aveva sconvolto l’economia esistenziale delle popolazioni e si battè strenuamente contro i sacrifici animali che peggioravano ulteriormente le possibilità di sopravvivenza.

E’ stato il profeta della rivoluzione animale, avendo fatto propri e rielaborati i principi teologici dell’antica religione di Ahura Mazda , il Signore Saggio, unico dio sovracosmico ed etico, completamente smaterializzato e spiritualizzato da Zarathustra stesso, e cioè quelli della assoluta unità primordiale della creazione secondo la quale, non soltanto l’animale è dotato di un’anima che sente, capisce e soffre come gli esseri umani, ma la l’Anima primordiale di tutte le specie animali ha lo stesso valore di quella dell’umanità, unite in una economia spirituale comune.
Tutto il mondo preariano, fin dal IV° millennio a.c. professava il culto della Vita sotto gli auspici della grande Dea Madre e le religioni primitive indo-iraniche non stabilivano un confine rigoroso fra gli uomini e gli animali e l’essere umano di quel tempo considerava in genere l’animale una creatura di Dio capace di sentire, pensare e agire, quasi simile a lui. Parallelamente al mito dell’Uomo primordiale, si ritrova quello del Bue primordiale, che Ahura Mazda il Creatore, affida alla protezione e alla cura dell’uomo stesso, in quanto prototipo di tutta la natura animale.

Le altre religioni e filosofie contemporanee e successive, fino al Cristianesimo e all’Islam, negano quei fondamenti mitologici; per esempio tutta la cosmogonia assiro-babilonese e la Genesi ebraica che fa entrare l’uomo sulla scena del mondo come il punto culminante della creazione, quindi come un dominatore perché superiore a tutto il resto. Non essendo vincolato ad una responsabilità morale, egli si sente padrone assoluto della Terra e domina la Natura e il Regno animale a suo piacimento. L’uomo , plasmato da queste correnti religiose, ha atrofizzato il sentimento di coesione universale della Vita, della presenza in ogni animale della volontà di vivere e della sofferenza ed è degenerato fino alle forme più atroci di vivisezione e di lenta morte per dissanguamento, vero e proprio sacrificio di sangue che si perpetua ai nostri giorni; non ha maturato il significato profondo dell’etica connaturata all’unità della Vita stessa e all ‘unione con l’Universo.

Zarathustra affermava che la migliore delle opere umane nei riguardi del Cielo è quello di adorare Dio e, nei riguardi del mondo, di essere buoni con i giusti e miti con gli animali poiché, per Ahura Mazda, il Signore Saggio, nutrire bene il bestiame ed essere miti con gli animali ha più valore di qualsiasi sacrificio rituale.
Rivoltandosi contro il male che l’uomo aggiunge alla creazione con i suoi atti crudeli contro gli animali, il profeta proclamava: “Mazda, maledici coloro che massacrano gli animali a cuor leggero e quelli che preferiscono il denaro alla giustizia, che cercano il potere per fare il male!”

Nonostante San Francesco d’Assisi, il Cristianesimo stesso, cattolicizzato, non ha fatto nulla per andare oltre il dogma che gli animali non abbiano l’anima, non riconoscendo loro quindi alcuna dignità di esseri viventi, pur sempre figli del Creatore, degni di rispetto e anche di gratitudine. E’ una delle tante enunciazioni teologiche che lo sviluppo del pensiero e della coscienza umana hanno messo in discussione, perciò viene sottaciuta e in un certo senso, accantonata, certo non annullata!
D’altra parte , non poteva che essere così perchè l’ottavo Concilio Ecumenico che si tenne a Costantinopoli nel biennio 869-870, sancì dogmaticamente che l’uomo è un composto di anima e corpo, negando il suo spirito individuale. L’animale, essendo inferiore all’uomo, quindi ha solo corpo.
Anche Aristotele, il cui pensiero ha avuto grande influenza nella civiltà occidentale riteneva che : “L’animale esiste per l’uomo. Se la natura non ha fatto nulla di imperfetto e di inutile, essa ha fatto tutto per l’uomo”
Per non parlare di Descartes (Cartesio), considerato il padre del metodo filosofico e scientifico, che ha definito l’animale macchina, cioè un automa privo di conoscenza, di sensibilità e quindi di sofferenza. Ha una bella parte di responsabilità circa l’indifferenza con la quale gli animali sono stati trattati nella nostra cultura.
E’ stato necessario attendere l’Umanesimo e l’Illuminismo perché facesse capolino per lo meno un sentimento di compassione in grandi pensatori come Voltaire e, successivamente, la maggiore conoscenza della Tradizione e della filosofia indiana con la dottrina dell’ AHIMSA (non violenza), estesa a tutti gli esseri viventi, ad opera del Mahatma Gandhi.
E’ molto significativo il fatto che tutte le leggi o le iniziative di protezione e di cura in genere, a favore degli animali, siano di ispirazione laica

L’AVESTA è la raccolta dei testi sacri mazdei e zoroastriani e certamente si richiama ad influssi degli studi che gli studiosi Arii indiani già avevano sviluppato qualche secolo prima nelle UPANISHAD, cioè la parte più propriamente filosofica dei VEDA. Sia Veda che Avesta significano Sapere, in quanto avevano la lingua in comune che era il Sanscrito, nei suoi vari dialetti.
Il VIDEVDAT è un libro dell’Avesta che tratta in particolare delle leggi, degli insegnamenti igienici e medici, delle istruzioni per la purificazione e il Fargand (capitolo) 13 è interamente dedicato alla convivenza e alla cura degli animali utili, in particolari i cani che vengono chiamati gli amici dell’uomo. Ahura Mazda, il dio supremo dice di loro:
“ Il cane ha il carattere di otto tipi di persona: ha il carattere di un sacerdote; ha il carattere di un guerriero; ha il carattere di un agricoltore; ha il carattere di un cantore vagabondo; ha il carattere di un ladro; ha il carattere di un disu; ha il carattere di un cortigiano; ha il carattere di un bambino”
Chiunque viva con un cane o anche con un gatto non può che essere d’accordo perché, al di là degli istinti della specie, ogni animale ha una sua personalità, una sua psiche, un modo tutto proprio di rapportarsi con l’umano e l’ambiente in cui vive.
Il profeta chiede al dio quale comportamento si debba tenere con un cane “impazzito e senza più odorato” e la risposta è che debba essere assistito e sanato come un umano credente. Uno dei peccati contemplati da questa religione sono maltrattamento e percosse inflitte ad una cagna incinta!
Anche quando la eliminazione di un animale pericoloso o nocivo si rende assolutamente necessaria, l’uomo cosciente cede solo per causa di forza maggiore, ma non vi consente mai interiormente.

E’ storicamente accertato che Zarathustra visse per moltissimi anni sulle montagne più impervie dell’Afghanistan, abbandonato dalla famiglia e dagli amici che non condividevano le sue idee e le sue azioni antitradizionali, avendo venduto tutti i suoi beni per aiutare i poveri, braccato dai Karapan, gli stregoni sacrificatori di animali che razziavano con ferocia ai contadini. Fu aiutato da pochi pastori di altura, ma soprattutto la sua vita fu difesa dai cani, centinaia di cani che si erano sempre più aggregati a lui e che gli furono fedeli fino alla morte. A sua volta, ebbe sempre un affetto commovente per loro e li sottrasse ai combattimenti mortali che già allora venivano organizzati per il guadagno e il divertimento degli uomini.

Idealmente, la compassione per gli animali, il non uccidere, comporta l’eliminazione dell’alimentazione carnea. Il vegetarianismo nell’Avesta non è espresso chiaramente perché a quel tempo e in quei luoghi l’alimentazione carnivora era l’unica possibile, non essendo sviluppata un’agricoltura intensiva; anzi si era agli albori della sedentarizzazione e delle pratiche agresti su terre irrigue.
Secondo Zarathustra, l’agricoltura deve preparare l’umanità al vegetarianismo e risponde all’Ordine Giusto di Ahura Mazda. Il nutrimento dell’uomo evolverà in senso inverso rispetto ai tempi primordiali; i primi di uomini si nutrirono di acqua, piante e latte per divenire via via carnivori; gli uomini del futuro saranno vegetariani; poi avranno bisogno solo di acqua e, infine, solo di nutrimento spirituale.

Sette secoli prima di Cristo il profeta invitava gli esseri umani ad accogliere, ad incarnare un po’ di Luce divina attraverso i pensieri buoni, le parole buone e le azioni buone, unica disciplina che avrebbe consentito la reale metamorfosi del mondo. In una poesia sacra, essendo egli cantore santo e puro, dice: “E possiamo noi essere tra coloro che lavoreranno per il rinnovamento del mondo!

FONTE:http://albarosa.it/index.php?o​ption=com_content&view=article​&id=61&Itemid=67



venerdì 16 settembre 2011

non uccidere significa anche rispettare la Vita

16
set
2011
non uccidere significa anche rispettare la Vita



Non sono contro a nessuno.. non mi piace la parola “contro”, preferisco la frase “a favore di”, perchè ci porta a concentrare l’energia ed il pensiero verso qualcosa di positivo. Questo per farti capire che non condanno nessuno.. voglio solo esprimere i miei pensieri. Sono cattolica, perchè un giorno, quando ero molto piccola (e senza possibilità di scelta) sono stata portata in una chiesa e battezzata. Con il passare del tempo è nata in me la voglia di trasparenza, di guardare con i miei occhi ciò che accadeva intorno a me. Per questo ho iniziato a fare delle ricerche sulla religione.

Una cosa per me importante è considerare il fatto che se fossi nata in India ora magari sarei qui a scrivere dell’Induismo o del Buddismo.. se fossi nata in Africa ora parlerei dell’Islam o di qualcos’altro, idem per tutti gli altri luoghi del mondo. Allora mi chiedo: “i bambini che non hanno avuto la fortuna di nascere nel nostro paese, che non sapranno mai dell’esistenza di Gesù e che l’unica religione che conoscono è quella della fame, come faranno ad essere salvati? Non ti sembra un controsenso?

Mi sono accorta col tempo che la parola “Dio”, invece di avvicinare le persone, in molti casi le allontana o addirittura le porta ad uccidersi fra loro; ogni giorno le notizie parlano quasi esclusivamente di scontri religiosi che vanno avanti da anni. E non credo che Gesù volesse le guerre. Per questo preferisco usare la parola “Universo”, oppure Energia Cosmica, cioè l’energia che unisce ogni cosa ed ogni persona, e che quindi non può riguardare solo una specifica religione. Proprio così, io credo che Dio (o Universo) sia ovunque e che non ci sia bisogno di trovarsi in una specifica chiesa o tempio per “sentirlo”.

C’è stato un periodo in cui andavo in chiesa anche il sabato pomeriggio mentre le mie amiche andavano a farsi le vasche in centro ad Ivrea, la mia città natale. Ecco, ora so che questo non mi rendeva una persona migliore, anzi, ti confido che ora mi sento più libera e più vera.

Secondo me nel mondo ci sono sempre stati dei grandi uomini e sempre ci saranno.. probabilmente Gesù è uno di questi. Mi ha fatto riflettere il fatto che un uomo così grande sia stato ucciso, pensaci! quante persone importanti e “scomode” vengono uccise tuttora?

Non voglio sentirmi legata a dei testi scritti da uomini, magari sono stati scritti dalle stesse persone che lo hanno crocefisso proprio per reprimere le grandi parole di Gesù, ci hai mai pensato?

Il sesto comandamento dice: “Non uccidere”, e non si limita a proibire, non ha a che fare solo con atti di violenza, ma implica l’attiva preservazione della vita a tutti i livelli. La Bibbia non dice che uccidere animali per nutrirsene sia assassinio e mantiene una netta distinzione fra animale e uomo, anche se evidentemente anche in questo caso sia il caso di farsi delle domande. Al giorno d’oggi uccidere un animale non è più un gesto necessario, almeno nel nostro paese ricco di risorse anche molto nutrienti! E’ giusto uccidere animali indiscriminatamente promuovendone l’estinzione o semplicemente “per piacere” o per scaricare su di essi i nostri istinti aggressivi? oppure far soffrire e morire gli animali per la nostra sperimentazione scientifica?

Noi viviamo in una società che si dice civilizzata, eppure è una società dove si uccide, una società violenta; se da una parte la scienza e la tecnologia sono così avanzate, dall’altra viviamo all’insegna dell’omicidio e del disprezzo della vita. Questa è un’enorme contraddizione.

Immagina una persona che sta morendo di fame e che supplica un ricco di dargli qualcosa da mangiare. Se il ricco lo ignora tenendo tutto per sé e il povero muore, non è questa una forma di omicidio? Secondo i testi sacri la vita è inviolabile e sacra, ed è nostro compito rispettare ogni cosa.. non uccidere quindi significa non soltanto “non togliere la vita” ma anche “rispettarla”.

Ho cercato la frase “Crocefissione di Gesù” su Wikipedia.. leggi cosa dice, se vuoi..

<< Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca >> (Isaia 53, 6-7)

La cosa che più mi lascia di sasso, è vedere persone che vanno costantemente in chiesa a pregare un uomo che è stato percosso e flagellato, al quale sono stati piantati dei chiodi ai piedi e alle mani, con una corona di spine che penetravano il suo cuoio capelluto, una sofferenza lenta e atroce.. e queste stesse persone continuano a contribuire (anche solo con il silenzio) alle continue torture a cui sono sottoposti, ogni giorno, i nostri fratelli più piccoli, gli animali. Parlando di rispetto per la vita, gli animali lo meritano? Per me si.

Anche se non sei d’accordo con quello che ho scritto in questo articolo, ti ringrazio per averlo letto fino in fondo.

Lota


ringrazio le fonti:
riforma.net
diaconicomo.it
wikipedia.org
lafedepenzo.it
FONTE : http://animalvibe.org/2011/09/non-uccidere-significa-anche-rispettare-la-vita/

venerdì 9 settembre 2011

PERCHE' GLI DEI RICHIEDEVANO SACRIFICI ANIMALI E UMANI.Difendiamoci dagli dei.




L'alimentazione e gli illuminati i sacrifici rituali animali e gli dei

E' UN PO LUNGO MA INTERESSANTE PER COMPRENDERE"COME SI MUOVONO E REAGISCONO CERTE ENERGIE INVISIBILI ALL'OCCHIO UMANO,CHE VEDE SOLO IL 5 % DELLA "MATERIA" O ENERGIA ESISTENTE.

ESTRATTO DA:
DIFENDIAMOCI DAGLI DEI

(Compendio del libro originale di Salvador Freixedo)

Ogni volta che nella storia appare un leader religioso o laico, anche politico, seguito da moltitudini incoscienti disposti a dare la vita per le sue idee, è opportuno almeno sospettare di essere di fronte a questa manipolazione.
Il contagio psichico comporta conseguenze sociali, psichiche, sentimentali e spirituali e la vicinanza fisica con queste persone carismatiche è molto pericolosa specialmente per gli adolescenti o, comunque, per le menti immature o deboli, in quanto "l'Illuminato" emette intorno a sè un campo di irradiazioni uguale ai campi fisici di cui ci parla la fisica moderna, specie poi se ampliate da campagne di propaganda attivate dai potenti mezzi massivi di comunicazione.

Negli USA migliaia di giovani abbandonano la famiglia per seguire questi illuminati, creando un serio problema sociale, di cui peraltro, le autorità si sono fatte carico. Le persone incaricate di riabilitare questi giovani sono dette "deprogrammatori" e, in poco tempo, sono sorte delle vere e proprie scuole per la loro formazione. In alcuni casi i metodi della deprogrammazione sono identiti a quelli della programmazione, ma inversi, La mente umana è molto più manipolabile di quello che possiamo pensare.

Un eminente psichiatra, che si era recato sull'isola di Trinidad per studiare gli stati di trance rituali di certe tribù, si era accorto che il suo cervello si sintonizzava subito, suo malgrado, con l'onda dominante da alterazione di coscienza che scaturiva dalle danze collettive. E se questo può accadere ad un adulto avveduto ed esperto, pensiamo ai ragazzi e alle persone più impressionabili; del resto, basta vedere le migliaia di adolescenti in trance isterica che piangono davanti a capelloni urlanti che brandiscono una chitarra e cantano, contorcendosi come ossessi posseduti.
Anche la musica rock che, come un'onda, ha invaso il mondo conquistando i gusti e la mente dei giovani, è altamente propiziatoria a questi stati alterati di coscienza. Le sue tipiche peculiarità: ritmo monotono, volume assordante, mancanza di contenuto ideologico e sentimentale, contorsioni frenetiche, ripetizioni ossessive fino a indurre esaurimento o stordimento, sono gli stessi elementi che si riscontrano nei riti e nelle danze sacre di tutte le religioni primitive.

E' importante però ricordare che gli dei non sono i "creatori dal nulla" del fenomeno della irradiazione straordinaria della mente degli illuminati poichè tutti gli esseri umani, in minore o maggiore misura, hanno la capacità di emettere determinate onde cerebrali captabili dai loro simili ed anche da certi animali, come dimostrato dalla parapsicologia in molte occasioni e in molti esperimenti.
Quando il cervello umano vivra ad un ritmo di 10 cicli al secondo è in grado di influenzare, a livello subatomico, qualunque materia vivente; il fatto è che questa capacità è atrofizzata e del tutto sconosciuta agli umani, mentre per gli dei è molto facile sfruttarla e potenziarla al massimo. E, se non la ritengono sufficiente, forniscono al soggetto prescelto, con mezzi a noi sconosciuti, altri poteri con i quali sarà più facile attrarre alla loro causa gli ignavi esseri umani. I grandi taumaturghi di tutte le religioni e i grandi Avatar sono esempi di questa attenzione.

Un contatto soft, in sordina, è "l'ispirazione" o "suggestione", cioè quando gli dei usano mezzi più normali, meno invasivi della mente umana, magari subliminali, per "convincere" la persona prescelta, ispirandole in modo più o meno marcato e costante, qualche idea, sistema o riforma da attuare e, se l'eletto non ha una posizione rilevante nella società in cui vive, sempre discretamente e "naturalmente" gli aprono le strade che lo portano a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Certo non tutti i leaders passati, presenti e futuri debbono l'insieme delle loro opere ai "suggerimenti" degli dei; anzi, molti di loro sicuramente hanno agito senza alcun intervento extraumano; tuttavia sono fermamente convinto che la storia umana sia "guidata" o almeno influenzata perchè agli dei piace immischiarsi nella stessa; lo hanno sempre fatto e lo fanno tuttora, ogni qualvolta lo ritengano più proficuo e favorevole alla loro supremazia.

In un determinato momento della storia preferiscono una "causa" su un'altra e l'aiutano più o meno apertamente. A volte mantengono lo "status quo" religioso o patriottico; altre volte spingono per le rivoluzioni, tenendo sempre conto dei loro esclusivi interessi. Non dobbiamo dimenticare che fra gli dei esistono grandi rivalità, il che fa sì che le "riforme" o i "riformatori" promossi da alcuni di loro, a volte siano spietatamente combattute da uomini che seguono inconsciamente le direttive di altri dei loro nemici o avversari.


Oggigiorno il fenomeno UFO, considerato in tutta la sua complessità, è la prova più concreta della presenza degli dei fra di noi. Le apparizioni che si manifestano davanti a migliaia di spettatori assumono spesso un significato religioso, come è avvenuto a Fatima con il "miracolo del sole", osservato da più di centomila persone, ma personaggi e luoghi sacri di tutte le religioni sono investiti da questa rappresentazione quando gli dei hanno interesse a farlo.

In altre occasioni, invece, le manifestazioni pubbliche degli dei sono solo indirette, anche se di grande importanza, assumendo l'aspetto di fenomeni atmosferici o metereologici dovuti a cause naturali; per esempio enormi esplosioni nello spazio, alle quali nè la scienza, nè le forze aeree militari sanno dare una spiegazione; grandi incendi, tremori della terrra molto localizzati, ecc. Spesso si è potuta provare, senza ombra di dubbio, il collegamento fra questi fenomeni e gli oggetti volanti non identificati di forma discoidale.

Anche se si presentano come meri viaggiatori extraterrestri, possiamo senz'altro ritenere che questi esseri - da qualunque parte provengano - sono gli stessi che, nell'antichità, si presentavano a tutti i popoli, sostenendo di essere i loro dei ed esigendo adorazione e obbedienza.
Infine si possono anche manifestare in forme esotiche, umanoidi o animalesche. Il folklore di tutti i popoli, in tutti i tempi, è pieno di questi personaggi pittoreschi e misteriosi. In ogni caso, ci si creda o no, è sicuro che a noi sono quasi del tutto sconosciute le leggi cosmiche che regolano l'essenza fisica e psichica di questi esseri di altre scale dell'universo.

Data la loro grande intelligenza e la capacità di manipolare sia la materia, sia la mente umana e la loro volontà di non essere percepiti, è naturale che le manifestazioni siano, quasi sempre, le più varie e le più nascoste, tanto da restare inconoscibili agli umani ai quali hanno fatto credere - oggi più che nei tempi antichi - di essere gli unici signori e padroni di questo pianeta.

Che cosa cercano gli dei nel nostro mondo?
Ci aiuterà molto in questa analisi la riflessione sui motivi per i quali noi umani interferiamo nella vita degli animali perchè il rapporto fra noi e gli dei ha molti paralleli con quello che noi abbiamo con il mondo animale e che sono, fondamentalmente due: necessità e piacere.
Purtroppo anche oggi, nonostante lo sviluppo della scienza e delle tecnologie connesse, siamo ancora dipendenti dagli animali per necessità alimentari, non avendo avuto cura di sviluppare un'agricoltura in grado di sfamare la popolazione mondiale e, peggio ancora, li utilizziamo barbaramente per sperimentazioni di tutti i tipi.

Il bisogno che gli dei hanno di noi è inferiore al bisogno che noi abbiamo ancora degli animali. Probabilmente possono sussistere - per lo meno nel loro ambiente naturale -senza avere necessità di utilizzare noi per qualche motivo che, invece, scatta quando vogliono giungere o mantenersi sul nostro piano di esistenza
Non è necessario che provengano da altri luoghi dell'universo; possono benissimo risiedere sul nostro stesso pianeta in un'altra dimensione e il passaggio dal loro piano al nostro potrebbe comportare la necessità di prendere da noi ciò di cui hanno bisogno e che non hanno, o non possono portare dal loro luogo di origine.

Sono esseri intelligenti e la loro necessità può essere solo quella di alimento naturale dell'intelligenza, di ampliamento continuo di conoscenza: il sapere per il sapere. E' perfettamente naturale che questi esseri, una volta scoperta la nostra esistenza, siano interessati a conoscere i nostri modi di vita; soprattutto i nostri pensieri, le nostre emozioni e i sentimenti superiori di cui è capace l'anima umana.
Non dobbiamo nemmeno meravigliarci se, in molte occasioni, provocano deliberatamente eventi straordinari per avere la possibilità di studiare le nostre reazioni. Anche noi facciamo studi di Storia e Scienze Naturali con i quali cataloghiamo gli esseri viventi e non che ci circondano per amore della conoscenza e, in quest'ottica, è anche credibile che esistano entità superiori che con noi si pongano come l'entomologo che osserva costantemente l'andare e venire delle formiche dal formicaio spinto dalla curiosità e dell'interesse personale.

Il secondo motivo di contatto è il piacere, il loro non certo il nostro. Se riflettiamo un momento sul nostro comportamento con gli animali appare chiaro che li usiamo non solo per necessità, ma anche per divertimento e puro piacere egoista. La caccia, i safari, le corride, combattimenti fra galli o cani, ecc. sono esempi di come l'uomo considera " sport" la sofferenza e la vita degli animali, verso i quali peraltro, non prova alcun odio e neanche alcun rimorso, dato che sentendosi superiore ad essi, ritiene di avere il diritto di comportarsi come più gli aggrada.

Se gli esseri extraumani che si manifestano in apparizioni o in veicoli spaziali hanno la nostra stessa filosofia, siamo messi proprio male. I solo fatto di essere "dei", ovvero una specie di superuomini, come noi non siamo altro che superanimali, dà loro il diritto di usare gli uomini come meglio ritengono, anche con la privazione della vita, se questo soddisfa le loro esigenze e il loro gusto. Naturalmente non è necessario che provino ostilità nei nostri confronti; semplicemente ci considerano degli "inferiori" di scarso o nessun valore se non in rapporto ai loro interessi.
Contrariamente a quanto predicano le varie religioni o certi ufologi poco accorti o "illuminati" costituiscono un freno, se non un grave ostacolo alla evoluzione e alla maturazione responsabile degli esseri umani.

Questi esseri misteriosi e superintelligenti calpestavano già questo pianeta quando apparve il primo uomo e, quindi, potrebbe essere più loro che nostro. "L'Adamo", o il primo uomo di ogni razza, è un'opera o un gioco degli Elohim, dei Signori, come sono chiamati nella Bibbia. Quest'opera non è da intendersi come "creazione dal nulla", bensì come manipolazione di creature più o meno intelligenti che già esistevano. Anche gli uomini, del resto, hanno manipolato le razze animali, provocando l'estinzione di molte di esse o creando un grande numero di specie nuove o ibride.

Il primo superanimale, chiamato "homo sapiens" fu il frutto naturale di una evoluzione programmata dalla Universale Intelligenza Creatrice che è infinitesimamente presente in tutte e in ognuna delle creature dell'universo, compresa quella che noi chiamiamo materia morta.
Quando il primitivo "homo erectus" ebbe la possibilità di trasformarsi in "homo sapiens", fecero la loro comparsa gli dei. Manipolarono radicalmente quella creatura (come noi facciamo con gli animali) e, dato il loro grado di evoluzione intellettuale e scientifica, lo programmarono geneticamente di modo che le loro progenie generazionali fossero in grado di evolvere o non evolvere a seconda di quanto fosse nella loro convenienza che non è certamente la stessa della razza umana.

Noi siamo stati illusi e ingannati dagli dei stessi, tramite le religioni, di essere i re del creato, sicuramente i personaggi centrali, i padroni del pianeta, sicchè siamo del tutto disarmati e impreparati ad affrontare la verità della loro esistenza e del loro dominio.Il nostro piano materiale di vita non interferisce minimamente con il loro in quanto essi si trovano al di fuori del nostro spazio fisico, in una dimensione altra di questo immenso condominio che è il pianeta Terra.

Per averne una idea più chiara, diciamo che miliardi di batteri convivono con noi, addirittura dentro di noi, senza che le loro vite interferiscano o disturbino le nostre perchè il loro piano di esistenza è diverso dal nostro. Con gli dei accade più o meno lo stesso e la distanza che li separa da noi è molto superiore a quella che separa noi dai batteri con la differenza poi che essi obbediscono a leggi cosmiche specifiche della loro dimensione che ci sono del tutto sconosciute.

Gli dei, dunque, vivono nella loro dimensione, irraggiungibile per i nostri sensi, del tutto indisturbati dalla nostre vite e dalle nostre attività e, al momento di prendere delle grandi decisioni che interessano loro, non ci tengono in nessuna particolare considerazione. Vivono le loro vite non preoccupandosi minimamente degli uomini, come noi viviamo le nostre senza tenere conto dei miliardi di insetti, a meno che questi insetti non ci diano fastidio e allora, con grande naturalezza, li distruggiamo e torniamo alle nostre occupazioni.

Malgrado la separazione radicale che esiste fra noi e gli dei, è possibile che alcune nostre azioni trascendano la barriera dimensionale, causando loro fastidi diretti o indiretti, per esempio non attenendoci alle direttive che ci hanno dato. In questo caso agiscono secondo i loro interessi, anche drasticamente e credo che questo sia accaduto molte volte nel corso della storia.

Il piacere che gli dei traggono dall'uomo certamente non è dato solo dalla conoscenza di creature inferiori come sapere teorico o passatempo, bensì è qualcosa di molto più pregnante e desiderabile e che, probabilmente, è la causa principale della loro interferenza nelle nostra vita e in tutta la nostra storia.

Gli dei sono molto interessati all'attività psichica del cervello umano, un'attività elettrica che consiste nell'emissione di onde e radiazioni sottilissime, in particolare quando è sottoposto a stati di eccitazione. Sono in grado di captare queste vibrazioni elettromagnetiche ed agiscono su di noi per propiziare tutte le circostanze nelle quali il nostro cervello emette più intensamente queste onde o radiazioni, in quanto si ipotizza che costituiscano per loro un appagamento molto gratificante, forse come per noi lo possono essere l'alcool, il tabacco, le droghe di vario genere.

Genericamente possiamo dire che lo stato d'animo che induce il cervello umano a produrre queste particolari onde cerebrali è l'eccitazione. Questa eccetazione può provenire dall'angoscia, dalle grandi aspettative, dagli odi violenti, anche dalle allegrie psicotiche, ma soprattutto dal dolore morale e ancor più fisico; anzi, pare che di tutti gli stati d'animo possibili, quello del dolore fisico sia il maggior produttore di energia e il più rapido e facile da conseguire.

Oggi, un ricercatore del fenomeno UFO che studiasse anche gli storici antichi per conoscere ciò che gli dei chiedevano a quei tempi ai popoli greci, romani, mesopotamici, precolombiani attraverso i riti e le cerimonie religiose, si accorgerebbe subito, senza alcun dubbio che, a distanza di tempo, di spazio e di sembianze ci sono le stesse modalità propiziatorie di quegli stessi stati d'animo.

Quello che gli dei hanno sempre chiesto nell'antichità e continuano a chiedere ancora oggi è, nè più nè meno, che sangue, tanto di animali che di esseri umani. Il perchè non lo so con certezza, posso solo fare delle ipotesi; tuttavia, la maggioranza degli studiosi di ufologia e di paranormale concorda sul fatto che il sangue e certe viscere sono il comune denominatore fra gli dei dell'antichità, compreso il dio della Bibbia, e gli UFO dei giorni nostri.

Dalla lettura della Bibbia, infatti, si vede come Yahvè, unico dio, spieghi a Mosè ciò che voleva che fosse fatto con il sangue e i visceri degli animali sacrificati con una minuziosità ossessiva, La cosa grave, però è che anche Baal, Moloc, Dagon, ecc: considerati falsi dei, chiedevano le stesse cose ai popoli mesopotamici; Giove-Zeus chiedeva gli stessi sacrifici ai Greci e ai Romani; in America poi Huitzilopochtli esigeva, in certe occasioni, addirittura sangue umano.
Come mai l'Unico Dio esigeva le stesse cose volute dagli altri dei completamente prive di rapporto poi con l'amore e l'obbedienza che si intendevano simbolizzare nei riti sacri? Qualche sospetto viene quando si riflette sul sangue universalmente rapportato al fenomeno religioso. E' stupefacente che nella Bibbia l'amore sia nominato 160 volte e il sangue 280.

L'archeologia ufficiale che ha a che fare con il tema che stiamo trattando, ha delle resistenze ad ammettere i nostri punti di vista, benchè arrivi talvolta alle stesse conclusioni. Cito al proposito l'autore tedesco Wilhelm Ziehr:
"In questo modo si spiega l'offerta di vittime; gli dei non apprezzano il ringraziamento della preghiera o il cambiamento morale di vita, o l'accettazione di determinati comandamenti, ma solo il sacrificio e il supremo sacrificio che si possa offrire è il sangue degli uomini" (La magia di tempi passati, ed. Mundo Actual, Barcelona)

Il Cristianesimo, malgrado si sia liberato dalla zavorra dei sacrifici cruenti di animali, mantiene nei suoi riti ancora il rituale del sangue, anche se sublimato. Il "sangue dell'Agnello", il "vino trasformato in sangue dal Figlio di Dio" sono due simboli fondamentali di tutto il rituale cristiano. Se approfondiamo ulteriormente, però, vediamo che non sono solo simboli; il sangue di Cristo sulla croce fu sangue reale e non simbolico; sangue che, per la fede, fu voluto nientemeno che da suo Padre!

Più che collegare gli UFO alle entità chiamate dei, possiamo affermare che sono la stessa cosa. Il fatto irrefutabile è che, periodicamente, usano prelevare certe viscere e grandi quantità di sangue dagli animali, preferibilmente mucche e tori, dopo averli uccisi negli allevamenti. Queste macellazioni avvengono normalmente di notte e in tutto il mondo conosciuto, anche se nessuna polizia ha mai dato spiegazioni convincenti, nonostante che ormai tutti gli ufologi seri ammettano l'uccisione e il dissanguamento di animali. Negli Stati Uniti si pubblica una rivista che cataloga tutti questi fenomeni; ma la negazione e l'opposizione alla loro divulgazione sono pressochè totali, messe in atto dal potere costituito nelle sue forme religioso, politico, scientifico e militare.

Se l'uccisione degli animali compiuta dagli UFO non sono divulgate volentieri, ancora meno lo sono le uccisioni e il dissanguamento di esseri umani, anche perchè, ai nostri giorni, avvengono raramente e in zone molto isolate.
Riguardo alle morti di animali domestici, provocate dagli equipaggi degli UFO negli anni 1974/75, a Porto Rico accaddero altri fatti strani che sia io che altri ricercatori del fenomeno avevamo studiato attentamente: apparizioni di giganteschi animali, grandi e misteriose esplosioni nell'aria, apparizioni di vergini e santi in diversi villaggi, immagini religiose che sanguinavano o piangevano, miracoli nel santuario di Nostra Signora, scomparse di persone in modo misterioso, ecc.
Per me, tutte queste cose, anche se apparentemente non avevano niente in comune, erano connesse profondamente fra loro, cioè avevano la medesima origine.

Dalla lettura della Bibbia apprendiamo che le parti del corpo dell'animale sacrificato che erano maggiormente graditi al dio erano i reni, la retina che avvolge il fegato, così come il sebo, il grasso e, soprattutto il sangue. "Non mangiare mai il grasso, nè il sangue; il grasso e il sangue sono per Yahvè" (Deut. 12). Tutte le restanti parti del corpo, descritte minuziosamente, dovevano essere bruciate fuori dall'accampamento.
Molti equipaggi di UFO, come gli dei dell'antichità, hanno dimostrato una strana predilezione per certe interiora di animali e di sangue, sia animale che umano.
Riassumendo, ci sentiamo di dire che nei tempi passati Yahvè e gli altri Elohim comandarono ai popoli primitivi di fare loro dei sacrifici animali. Ai giorni nostri, essendosi elevata la civiltà umana, la richiesta non è più così esplicita, diretta. Ancora continuano le uccisioni rituali di animali per dissanguamento come nell'Islam - non hanno più il nome di sacrifici, ma la sostanza resta la stessa.
Capita così che alcune entità, oggigiorno, mietano vittime direttamente negli allevamenti, prendendo alcune viscere e, soprattutto il sangue, dal quale pare traggano qualche principio vitale o qualche energia che, oggi come allora, è loro necessaria per mantenere la forma fisica che adottano per comunicare con noi o per materializzarsi nella nostra dimensione.

Sempre negli anni 70 del novecento, periodo che ho studiato in modo particolare nell'America Centrale, addirittura c'erano strane morti di bambini di pochi anni o pochi mesi che risultavano completamente senza sangue, come se fosse stato aspirato, forse dalla bocca, in quanto il loro corpicino non presentava alcuna ferita. Le madri erano sommerse in uno stato letargico accanto ai loro bimbi morti, come se fossero state drogate; alcune di loro riprendevano conoscenza dopo parecchi giorni e tutte denunciavano un forte stato di spossamento.

Anche volendo attribuire queste morti a cause naturali, ci sono delle coincidenze fra queste e la mutilazione di animali. Una di queste consiste nel fatto che, in quei giorni, gli abitanti della zona avevano visto delle luci che si muovevano lentamente nel cielo, descrivendo strane manovre sopra la cima degli alberi e dei picchi circostanti.
Per l'umile gente del luogo, queste luci che apparivano periodicamente nel cielo erano "streghe" che temevano a tal punto da avere riti magici e preghiere per difendersi da loro.

Mettere per iscritto e divulgare casi come questi, spesso manda in bestia due tipi di persone: gli scienziati "seri" che credono che al mondo ci sia ancora ben poco da scoprire e che, in ogni caso, scienza e potere siano in grado di dare qualunque risposta; certi "ufologi" che, nella definizione di sè, già denunciano una mancanza di originalità, che continuano a credere che gli UFO siano avanguardie dei buoni fratelli cosmici che vengono sul nostro pianeta per aiutarci.

Quando si scoprono fatti nuovi e radicalmente differenti, è logico che il pensiero dell'uomo sia stravolto, che vecchie teorie crollino e ne subentrino altre che siano in grado di spiegare fatti fino a quel momento sconosciuti.
Prendiano, per esempio, l'attuale controversia fra creazionisti ed evoluzionisti. Quando la Chiesa cristiana monopolizzava il pensiero, non esisteva il problema della origine della razza umana: la Bibbia lo spiegava chiaramente.
Quando apparvero fatti nuovi, ignorati dai leaders religiosi, nacquero nuove teorie al riguardo e quelle bibliche religiose andarono in frantumi.
Allora iniziò la scienza ufficiale a monopolizzare il pensiero con le sue nuove teorie evoluzionistiche, accusando il clero di fanatismo e miopia. La scienza aveva ragione.... fino a quando non accadde altro ancora, cioè fino a quando l'umanità iniziò a riflettere su fatti accaduti dappertutto e in tutte le epoche, mandando in frantumi, questa volta, molte teorie degli scienziati.

In questo momento la scienza commette lo stesso errore commesso in passato dai leaders religiosi. Sta dogmatizzando sulle origini dell'uomo: con un semplice osso, non solo compone un intero scheletro, ma addirittura postula un intero sistema di vita! Peggio ancora, non intende sentir parlare di cose che non concordano con i suoi manuali universitari e si rifiuta di analizzare l'enorme cumulo di dati che contraddicono le sue teorie. Quando tutti questi "fatti" indicano che la razza umana è discesa, per buona parte, dalle stelle, insiste nel sostenere che discende dagli alberi.

Non c'è la certezza ovviamente, ma il sospetto sì dell'attaccamento al sangue, tanto degli dei antichi che degli attuali UFO, confermato anche da alcuni "contattati" che l'avrebbero saputo direttamente dagli extraterrestri, per quanto non affidabili.
La chiave di tutto è che il sangue libera molto facilmente e in modo naturale quel tipo di energia che piace tanto agli dei e che, in definitiva consiste in onde elettromagnetiche specifiche.

Per ottenere da un corpo vivo simili energie, gli dei devono ucciderlo violentemente e poi bruciarlo; invece, quando il sangue fluisce liberamente, separato dal corpo, sprigiona questa energia in modo completamente spontaneo, contrariamente a ciò che succede alla maggior parte delle viscere e della materia organica smembrata.

Paracelso affermava che i maghi neri si avvalgono del sangue per evocare le entità astrali che, in questo elemento, trovano il plasma conveniente per materializzarsi.
I sacerdoti di Baal si ferivano il corpo a sangue per provocare apparizioni tangibili. In Persia, ai confini con la Russia, nei pressi di Temerchan-Shura, gli aderenti ad una setta religiosa formavano un cerchio e giravano velocemente fino ad arrivare alla frenesia e, in questo stato, si lanciavano gli uni sugli altri armati di coltelli e si ferivano fino a quando le loro vesti si inzuppavano di sangue; allora ogni danzatore vedeva accanto a sè un'entità con cui continuare la danza.
Anticamente, le streghe della Tessaglia mischiavano sangue di agnello e di bambino per evocare gli spettri.
L'evocazione cruenta si applica anche in alcune zone della Bulgaria ai confini con la Turchia: gli Yezidis, circa 200.000 abitanti delle montagne aride della Turchia asiatica, Armenia, Siria e Mesopotamia, formano dei circoli al cui centro si situa il sacerdote che invoca Satana. I componenti del cerchio corrono, saltano, si feriscono vicendevolmente con dei pugnali e ottengono manifestazioni fenomeniche fra le quali globi che, di volta in volta, si trasformano in giganteschi e strani animali.

Dati simili, tratti da "Iside svelata", tomo IV di Elena Blavastky, si possono trovare in molti altri autori e in quasi tutti gli storici dell'antichità.
Oltre a questi testi profani, non dobbiamo dimenticare dei chiari e taglienti ordini dati da Yahvè al suo popolo: "Non bere mai sangue", "versalo al suolo come acqua" (Lev. 3,17- Deut. 12,16,24, ecc.)

Nel momento in cui qualcosa di vivo muore, gli elementi fisici materiali che la compongono tornano alla terra, dove continuano i loro interminabili cicli di disintegrazione, fusione, trasformazione. Altri elementi, anch'essi fisici, ma non materiali, a livello quantico o subatomico, non entrano in questi ciclo, ma si liberano come energie e si aggregano con altre energie che vibrano alla stessa o simile frequenza e dimensione. Orbene, creature del Cosmo più evolute di noi, come gli dei, sono capaci di captare, per lo meno in parte, queste energie, onde o vibrazioni che si liberano quando si disintegra la materia viva.
Pare che questa energia procuri loro un immenso piacere e, per questo, la cercano oggi come l'hanno sempre cercata, avvalendosi di mille stratagemmi.

Quando la materia viva, sia animale che vegetale, muore lentamente dopo un processo naturale di invecchiamento, questa energia vitale si va disperdendo a poco a poco prima del momento finale e, per questo, è molto più difficilmente captabile ed utilizzabile da chi ha l'interesse a farlo; però, quando un essere vivente è nel pieno delle sue forze e, per una causa o per l'altra, muore di morte naturale, come accade ad un animale sgozzato, o si disintegra rapidamente, allora tutta l'energia vitale sgorga come torrente impetuoso e diventa sostanziosa.

Il modo più facile e normale per disintegrare la materia viva è la cremazione e, l'energia che si libera, può essere generata sia dal mondo animale, sia dal mondo vegetale che, essendo meno potente, deve essere di proporzioni enormi per risultare "fruibile" (estesi incendi boschivi che durano giorni e giorni, per esempio).

Dobbiamo ricorrere alla Storia e ricordare che gli dei, in tutte le religioni dell'antichità, invece di esigere atti di pentimento collettivo emozionali, preghiere razionali da parte dei loro popoli, il massimo contributo religioso che esigevano era "l'olocausto", ovvero cerimonie nelle quali dapprima si sacrificava la vittima animale o umana, poi la si bruciava integralmente in modo che nessuno ne potasse trarre profitto. Doveva ardere fino a consumarsi, come indica il termine "olocausto" che deriva da due parole greche che significano "tutto bruciato".
Nelle grandi solennità greche e romane si facevano grandiosi sacrifici animali, soprattutto di bovini bruciati su enormi pire, che si chiamavano "ecatombe", altre due parole greche che significano "cento buoi".

Queste cerimonie, che culminavano con grandi falò, erano il modo perfetto che gli dei avevano per "spremere" tutta l'energia vitale di quelle creature viventi: in primis mediante lo sgozzamento delle vittime, con conseguente spargimento di sangue, ottenevano l'energia sottile che apprezzavano maggiormente, quella emanata dai corpi agonizzanti, in particolare dai cervelli tormentati e terrorizzati; in seguito, già morta cerebralmente la vittima, il fuoco si faceva carico di liberare in modo rapido l'energia vitale ancora racchiusa nelle cellule di tutto l'organismo.

Queste onde di energia che si sprigionavano dai corpi fumanti delle vittime costituivano, come già si è detto, una specie di droga, un aroma per i sensi degli dei. Nel Pentateuco si parla ripetutamente di questi "sacrifici di arrosti" che erano "cibo tranquillizzante per Yahvè", o che salivano a lui come "aroma calmante".

Anche nelle altre religioni troviamo morte degli animali, cremazione dei loro corpi, cerimonie nelle quali il sangue era l'elemento principale; ogni epoca, ogni cultura o credenza li interpretava in modi diversi, ma la sostanza era sempre quella e, quando noi uomini ripensiamo ad esse senza pregiudizi e senza paure, non possiamo che considerarle irrazionali e assurde.

Non solo, ma in molte religioni questi sacrifici erano addirittura di animali umani. In alcune queste "offerte umane" avevano liturgie feroci, indegne non solo di un dio, ma perfino di un popolo selvaggio. Malgrado ciò le vediamo praticate da popoli che avevano sviluppato grandi culture; pensiamo solo alle immolazioni attuate periodicamente dagli Incas a Phacamac e agli Huacas, alle tremende mattanze rituali praticate dagli Aztechi, alle offerte periodiche dei primogeniti delle famiglie nobili nella religione dei Persi, ecc.
Ci sono religioni orientali e africane nelle quali, ancora oggi, il dio esige che la sposa sia arsa viva sulla stessa pira del marito defunto; eppure i fedeli continuano a credere che sia buono, misericordioso e voglia il loro bene!

I Cristiani ritengono che sia Satana ad ispirare ogni forma di aberrazione fra i Pagani, cioè fra i "popoli che non conoscono il vero Dio", ma ahimè, risulta dalla letteratura sacra che il dio giudaico-cristiano Yahvè, pur definendosi "misericordioso" e "benigno", non solo esigeva delle mattanze umane, ma a volte era lui stesso a realizzarle!
"E Yahvè inviò un fuoco che divorò 250 uomini" (che gli stavano offrendo dell'incenso) Num: 16,35 e tantissime sono le citazioni bibliche molto esplicative che si potrebbero riportare.
Nel Nuovo Testamento e nella moderna teologia si tende a stendere un velo offuscante su tutto questo e a sublimare molte pratiche non del tutto "divine" di Yahvè; tuttavia i versetti del Pentateuco sono lì, ancora leggibili, dopo aver sfidato i secoli, a testimoniarci le divine mostruosità.

Riassumiamo ora le diverse cose che gli dei cercano fra di noi.
- In primo luogo, le onde che sono prodotte da un cervello eccitato;
- le "onde della vita", ovvero le onde che sono sprigionate da un corpo vivente stroncato da morte violenta;
- le onde sprigionate da tutte od ognuna delle cellule che vivono per un certo tempo anche dopo la morte dell'animale o uomo che sia;
- il sangue versato perchè, quando è fuori dal corpo, libera un'energia molto ambita da loro
Oltre a ciò, ci sono altre cose che cercano e trovano nella nostra dimensione che noi con notiamo o non percepiamo e che, probabilmente, anche se ci fossero spiegate, non saremmo in grado di capire.

John Baines esprime queste idee dal punto di vista della sua filosofia ermetica:
"Il sapiens, nella sua lotta inclemente per l'esistenza, fa sì che il suo apparato emozionale e nervoso elabori certi elementi incorporei, ma di una eccezionale potenza, i quali abbondano nel corpo umano, in forma di vibrazioni emesse da antenne incorporate nella sua unità biologica, le quali sono orientate o sintonizzate sulle frequenze degli Arconti che "raccolgono" questa forza e la utilizzano per fini che non divulgheremo, avvertendo però che, ad ogni modo, compiono una funzione cosmica. Ed è così che il sapiens è spogliato inavvertitamente dal prodotto più nobile, che egli stesso produce, il distillato finale dell'esperienza umana... il "caldo aurifero" della sua vita... Il sapiens deve nascere, soffrire, amare, godere, riprodursi, costruire civiltà, distruggerle, ammalarsi e morire solo per il beneficio di potenze superiori invisibili, coloro che capitalizzano il "prodotto vitale.
Il sapiens è, pertanto, uno schiavo per l'eternità, nonostante esemplari individuali o isolati (separati dal gruppo) possono arrivare ad essere liberi"
(da: Los brujos hablan; Kier Bs Aires)

FONTE :http://albarosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=66&Itemid=73
Fonte foto: http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2011/09/Rabbino.jpg


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